Promoter, 60 milioni per rilanciare il WRC
Questa la cifra a disposizione dei francesi di Cosmopolis che dovranno gestire dal 2027 l’immagine del Mondiale e dell’Europeo. Da record la durata del contratto con la FIA: 28 anni.
Come abbiamo scritto nei giorni passati e come avevamo più volte anticipato sulla rivista cartacea, venerdì scorso mentre si stava correndo la super speciale che chiudeva la prima tappa del Rally di Finlandia (non si poteva fare il giorno prima, quando la gara doveva ancora iniziare?) è stato annunciato il passaggio di proprietà della società WRC Promoter da Red Bull e KW25 al nuovo gruppo che vede i francesi di Cosmopolis affiancati dalla società d’investimenti Park Quare Capital, fondata nel 2004, che ha sede a Londra.
Un annuncio “lievemente” in ritardo dato che era atteso a novembre dello scorso anno in occasione del Consiglio mondiale FIA e slittato più volte vista la richiesta da parte della Federazione di garanzie sulla solidità economica del nuovo promoter.
Il gruppo francese, impegnato in vari settori dell’automotive, in questi mesi ha cercato l’appoggio economico di varie realtà compresa IDIA Capital Investissement (società d’investimento specializzata nel mondo agricolo) che fa capo al Gruppo Crédit Agricole per poi arrivare, come detto, a stringere un accordo con Park Quare Capital.
All’annuncio dell’accordo non sono seguiti, al momento in cui stiamo scrivendo, ulteriori dettagli. A quanto risultava a TuttoRally qualche settimana fa, la cifra complessiva inizialmente a disposizione di Cosmopolis e del suo CEO Eric Bouillier era di circa 500 milioni di euro. Oggi, le cifre di cui siamo a conoscenza parlano di poco meno di 400 milioni (dovrebbero essere 380-390) che andranno a Red Bull e KW25 per l’acquisto della società mentre quelli da utilizzare per la promozione e l’immagine del WRC e dell’ERC sono “solamente” 60 che, sulla carta, non si può certo dire che siano – per quello che richiede questo progetto – una cifra faraonica. Ignota anche la lunghezza del contratto firmato con la FIA: si è accennato, nei mesi scorsi, ad una durata monstre di 25 anni ma a TuttoRally risulta che sia di ben 28 anni! Non per nulla il presidente della FIA Ben Sulayem ha parlato espressamente di “accordo del secolo”…
Al momento, al di là delle frasi di circostanza tipiche di occasioni come queste, non sono stati resi noti i programmi. Tra fine agosto e la prima metà di settembre, abitualmente, viene annunciato il calendario del WRC dell’anno successivo. Quindi è possibile che in Paraguay a fine mese (data più probabile) o, eventualmente in Cile a metà settembre, si sappia qualcosa di più. Contestualmente verrà annunciata la promozione del Rally Roma Capitale nella serie iridata.
Secondo le nostre informazioni, il nuovo WRC Promoter (a proposito: bisognerà capire se Simon Larkin manterrà il ruolo di Event Director) vorrà dare una nuova immagine al Service Park in modo da avvicinare giovani e famiglie, non solo appassionati, tramite concerti, simulatori di guida ed altre attrazioni lasciandolo aperto anche nella giornata di domenica, a gara finita. La Power Stage dovrebbe essere trovata a non più di 10-15 km di distanza dallo stesso Service Park, sempre nell’ottica di offrire maggiore spettacolo al pubblico.
Altra idea commerciale è quella di migliorare l’immagine ed il branding di ogni gara del campionato in modo tale da dare ad ognuna una sua identità “forte”, cosa di cui attualmente dispongono solo il Rallye Monte-Carlo e, in parte, il Safari.
Il format delle gare potrebbe essere duplice, a seconda delle disponibilità finanziarie: uno articolato su cinque giorni con circa 300 km di prova speciale come oggi ed uno di tre giorni con una riduzione di 30-50 chilometri cronometrati. Però il numero delle gare dovrebbe aumentare passando dalle attuali 14 a 15-16.
Il nuovo Promoter, infine, vorrebbe abbassare i costi di gestione: se oggi il budget necessario per partecipare al WRC s’aggira attorno ai 70 milioni di euro, l’intenzione è di scendere di oltre la metà attestandosi a 25-30 milioni.









