• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Mail
  • Collegamento a Rss questo sito
direttore@tuttorally.news - redazione@tuttorally.news
TuttoRally
  • EDICOLA
    • PRENOTAZIONI
    • ABBONAMENTO
    • RIVISTE
    • STORIA
  • CALENDARI
    • CALENDARI MODERNE
    • CALENDARI STORICHE
  • CLASSIFICHE
    • CLASSIFICHE WRC ED ERC
    • CLASSIFICHE ITALIA
    • CLASSIFICHE STORICHE
  • EDITORIALI
  • GUIDE E DIRETTE
  • STORIEChi racconta storie, regala sogni. Non perdere nessuna storia dal fantastico mondo dei rally. Sfoglia la sezione dedicata, oppure scegli la tua tipologia di competizione preferita dal menu in alto.
  • VIDEONon perdere nessun articolo dedicato ad un video particolare di YouTube. Sfoglia la sezione dedicata, oppure scegli altri argomenti dal menu in alto.
  • PODCASTNon perdere nessun podcast dedicato ai rally sul nostro canale Spotify. Sfoglia l’apposita sezione, oppure scegli altri argomenti dal menu in alto.
  • RALLYNon perdere nessuna notizia relativa ai rally: WRC, ERC, CIAR, CIRT, CRZ e molto altro. Sfoglia la sezione dedicata, oppure scegli la tua tipologia di competizione preferita dal menu in alto.
    • WRC
    • ERC
    • CIAR
    • CIRT
    • CIRC
    • CRZ
    • ALTRI RALLY
  • ALTRE CORSE
    • RALLY RAID
    • RALLYCROSS
  • STORICHE
    • RALLYSTORICI
    • REGOLARITA’
    • QUOTAZIONI
  • AUTO
    • AUTO DA CORSA
    • TECNOLOGIA
    • AUTO DI SERIE
    • YOUNGTIMER
  • CURIOSITÀNon perdere nessuna curiosità relativa al mondo delle corse su strada. Sfoglia la sezione dedicata, oppure scegli la tua tipologia di competizione preferita dal menu in alto.
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Storie

Quando la Mouton “schiaffeggiò” gli Unser alla Pikes Peak

Michele Mouton

Nonostante il record del tracciato della Pikes Peak non sia più il suo e i nuovi record siano decisamente più bassi, quello di Michèle Mouton resta il più prestigioso per due ragioni fondamentali: è tuttora l’unica donna ad aver vinto la gara nella classifica assoluta, battendo tutti gli uomini, e il suo tempo fu ottenuto quando il percorso era interamente sterrato, quindi infinitamente più pericoloso e tecnicamente complesso…

Michèle Mouton conquistò nel 1985 la vittoria assoluta alla Pikes Peak International Hill Climb, firmando un tempo record di 11 minuti 25 secondi e 39 centesimi, rimasto imbattuto per molti anni. Il suo successo andò ben oltre il valore sportivo: rappresentò una frattura netta con la diffidenza e, in alcuni casi, con l’ostilità esplicita dei piloti e degli organizzatori statunitensi che, fino a quel momento, avevano esercitato un controllo quasi esclusivo sulla gara.

Oggi il miglior tempo mai realizzato da una donna a Pikes Peak con un’automobile appartiene a Laura Hayes, statunitense, che nel 2024 ha fermato il cronometro su 10 minuti 20 secondi e 487 millesimi al volante di una Toyota Supra GT4, diventando la donna più veloce di sempre nella salita della montagna. In quell’occasione ha superato il precedente primato di Vanina Ickx, figlia della leggenda Jacky Ickx, che nel 2018 aveva fatto segnare 10 minuti 54 secondi e 901 millesimi.

Nonostante i tempi moderni siano più bassi grazie alla completa asfaltatura del tracciato, il record di Michèle Mouton resta il più prestigioso per due ragioni fondamentali: è tuttora l’unica donna ad aver vinto la gara nella classifica assoluta, battendo tutti gli uomini, e il suo tempo fu ottenuto quando il percorso era interamente sterrato, quindi infinitamente più pericoloso e tecnicamente complesso rispetto alla strada asfaltata di oggi. In quell’edizione la Mouton migliorò il record assoluto della manifestazione di ben 13 secondi.

La montagna degli Unser

Prima dell’impresa della Mouton, la Pikes Peak era di fatto un territorio riservato alla famiglia Unser. Bobby Unser aveva già vinto la gara nove volte e, complessivamente, gli Unser avevano conquistato 21 delle 61 edizioni disputate fino al 1984. La montagna era comunemente soprannominata “la montagna degli Unser”. Il tracciato, lungo 19,96 chilometri, con 157 curve prive di protezioni, si snodava su fondo sterrato dai 2.866 ai 4.301 metri di altitudine ed era considerato un feudo intoccabile dei piloti americani, in particolare di quella famiglia.

Il risultato non convinse

Nel 1984 Michèle Mouton affrontò la Pikes Peak per la prima volta, affiancata dalla navigatrice Fabrizia Pons. Nonostante alcuni problemi meccanici, concluse al secondo posto assoluto e vinse la propria categoria, facendo segnare un tempo di 12 minuti 10 secondi e 38 centesimi, oltre dieci secondi più veloce del miglior riferimento precedente per una vettura a trazione integrale.

Il risultato colpì positivamente Audi, che aveva deciso di puntare sulla coppia francese. Al contrario, organizzatori e piloti statunitensi rimasero scettici. La presenza di una donna ai vertici della classifica veniva percepita da molti come una minaccia all’equilibrio consolidato della gara.

Un obiettivo preciso

Nel 1985 la Mouton tornò alla Pikes Peak con un intento chiaro: vincere la gara assoluta e cancellare il record stabilito da Al Unser Junior nel 1983. La determinazione emerse fin dal primo giorno. Durante la prima sessione di prove, mentre il mezzo di supporto del team Audi era fermo alla base della montagna per un guasto, la Mouton raggiunse il tracciato con un veicolo improvvisato che la lasciò all’inizio della salita. Arrivò in ritardo, ma riuscì comunque a ottenere il miglior tempo della sessione. In seguito avrebbe ricordato: “Sentivo molta pressione, ma era una pressione positiva. Prima della partenza ero certa che nessuno sarebbe riuscito a fare meglio di me”.

-->

La penalizzazione

Le difficoltà, però, non mancavano. Durante la settimana di prove, Michèle venne sanzionata per eccesso di velocità fuori dal tracciato, una penalità che le impedì di effettuare una partenza lanciata. La decisione fu particolarmente penalizzante perché costrinse la squadra Audi a spingere l’auto fino alla linea di partenza, consentendo alla Mouton di inserire la prima marcia solo una volta fermata in posizione: “Conoscevano i miei tempi nelle prove e non volevano che vincessi, così trovarono qualcosa che ritenevano una penalità decisiva”, spiegò in seguito.

Anche in Audi si parlò apertamente di trattamento discriminatorio. Il responsabile del progetto, Roland Gumpert, era convinto che un pilota della famiglia Unser non sarebbe mai stato punito allo stesso modo.

Mouton Pikes Peak action

Adesso sfida aperta

A quel punto, per Michèle non si trattava più soltanto di vincere. Si trattava di dimostrare che una donna poteva dominare una gara che gli americani consideravano una loro proprietà. Alla sicurezza ostentata degli Unser si contrappose la determinazione silenziosa di Michèle.
Quando, in seguito, le venne riferita la reazione stizzita di Bobby Unser alla sua vittoria, la pilota francese rispose con una frase destinata a entrare nella storia: “Se hai il coraggio, puoi provare a gareggiare con me anche in discesa”.

Spinta e pronta a vincere

Il 13 luglio 1985 la scena fu quasi cinematografica. Sette meccanici Audi spinsero lentamente la vettura fino alla linea di partenza. La Mouton era già seduta nell’abitacolo, casco indossato, pronta ad avviare la procedura non appena autorizzata: “Dovevo occuparmi di tutto da sola, anche di allacciare le cinture”, ricordò.

-->

L’immagine fu potentissima: una donna sola, al volante di una vettura di Gruppo B da oltre 550 cavalli, su una montagna dominata dagli uomini, penalizzata eppure determinata a vincere.

Coraggio e scelte estreme

Il tracciato si presentava in condizioni difficilissime. Una tempesta di grandine caduta nella notte aveva reso la strada umida e scivolosa, trasformando le 157 curve in una prova tecnica ancora più severa. La pilota Audi attaccò fin dalle prime curve, con un’aggressività mai vista prima. Il fondo era più insidioso del previsto, ma la concentrazione rimase totale.

Avvicinandosi alla vetta, affrontò le ultime tre curve veloci, il punto decisivo della salita. Nelle edizioni precedenti aveva sempre alleggerito l’acceleratore nella seconda curva per prudenza. Questa volta decise di non farlo: “Scelsi di non togliere il piede dall’acceleratore e di spingere ancora di più”.

L’Audi Sport Quattro scivolò pericolosamente vicino al limite, con il vuoto a pochi centimetri sulla destra, ma rimase incollata al terreno. Nella curva successiva frenò ancora più tardi del previsto: “Pensai che saremmo usciti di strada, poi mi resi conto che stavamo ancora andando avanti”.

Record, silenzio, chapeu

Quando la Sport Quattro tagliò il traguardo in cima alla montagna, il cronometro segnò 11 minuti 25 secondi e 39 centesimi, migliorando di 13 secondi il record di Al Unser Junior. La Mouton vinse con 30 secondi di vantaggio sul secondo classificato ed era convinta che, in condizioni asciutte come quelle delle qualifiche, avrebbe potuto migliorare ulteriormente di almeno dieci secondi.

La reazione iniziale fu sobria: “Alzai il pugno quando sentii il tempo, poi ci furono solo pochi abbracci”, ricordò. Ma una volta rientrata nel paddock, l’entusiasmo esplose. In Audi sapevano di aver scritto la storia: non solo una vittoria, ma la fine di un monopolio culturale e sportivo.

Caso unico per decenni

Michèle Mouton venne proclamata “Regina della Montagna” e, a distanza di decenni, resta l’unica donna ad aver conquistato questo titolo. Nel giugno 2025 è stata ufficialmente inserita nella Hall of Fame di Pikes Peak, con il riconoscimento della sua vittoria come un momento che “ha ridefinito il ruolo delle donne nell’automobilismo”.

La sua impresa non fu soltanto una questione di velocità o coraggio. Fu un atto di sfida silenziosa a un sistema convinto che certi traguardi fossero riservati esclusivamente agli uomini e, in particolare, agli americani. Si sbagliavano. E dovettero prenderne atto.

1 Gennaio 2026/da Marco Cariati
Tags: audi, michele mouton, pikes peak, world rally championship
Condividi questo articolo
  • Facebook Facebook Condividi su Facebook
  • X-twitter X-twitter Condividi su X
  • Square-x-twitter Square-x-twitter Condividi su X
  • Whatsapp Whatsapp Condividi su WhatsApp
  • Pinterest Pinterest Condividi su Pinterest
  • Linkedin Linkedin Condividi su LinkedIn
  • Tumblr Tumblr Condividi su Tumblr
  • Vk Vk Condividi su Vk
  • Reddit Reddit Condividi su Reddit
  • Mail Mail Condividi attraverso Mail
  • Yelp Yelp Venite a trovarci su Yelp
Potrebbero interessarti
porsche macan wrc27 Come sarebbe la Macan WRC27 se Porsche volesse
Ogier VIDEO – L’assurdo incidente di Ogier al Rally di Finlandia
Ari Vatanen Peugeot 405 Ari Vatanen, l’uomo delle sabbie
nasser saleh al attiyah WRC – Guarda chi si rivede: in Arabia torna Nasser Al-Attiyah
petter solberg WRC – Un futuro da team principal per Petter Solberg?
auto rallye du var 2024 Chi è Eliott Delecour, 18 anni e già talento

Contatti

direttore@tuttorally.news

redazione@tuttorally.news

TuttoRally agosto 2026

Newsletter

Iscriviti gratuitamente alla newsletter di TuttoRally per ricevere i nuovi articoli in mail.

Socializziamo

Popolare
  • Skoda 130 RS
    Amarcord: la Skoda 130 RS compie 50 anni
  • Hayden Paddon
    Paddon e Meeke passano alle auto storiche
  • Carlos Sainz
    FIA: Carlos Sainz pensa alla presidenza
  • Andrea Crugnola
    Diretta CIAR: Rally Targa Florio 2025
  • gianni vasino dario cerrato
    Gianni Vasino, cronista di razza amante del rally
Recente
  • RFC e RFEDA per WRT Rally1 Spain
    WRT Rally1 punta a debuttare in Croazia nel 2027
  • Lorenzo Sardelli Rally Casciana Terme 2025 foto Amicorally
    CRZ7 – Casciana Terme, elenco iscritti da record
  • Federici Val dAveto 2025
    CRZ2 – Rally Val d’Aveto, la sfida è nell’entroterra...
  • Dario Lorenzini
    I rally salutano Dario Lorenzini
  • Toyota GR Celica 2027
    Luis Moya “vede” la Celica nel prossimo WRC
Tags
aci sport adrien fourmaux andrea crugnola andrea mabellini campionato finlandese rally campionato francese rally campionato italiano rally campionato italiano rally auto storiche campionato italiano rally terra citroen coppa rally di zona dakar rally elfyn evans esapekka lappi european historic rally championship european rally championship fia ford hyundai international rally cup jari-matti latvala kalle rovanpera lancia m-sport martins sesks nikolay gryazin oliver solberg opel ott tanak peugeot rally di finlandia rally di svezia rallye montecarlo rally italia sardegna rally roma capitale roope korhonen sebastian ogier sebastien loeb simone campedelli skoda suzuki thierry neuville toyota trofeo italiano rally world rally championship
TuttoRally è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Torino, nel Registro Stampa Periodica con autorizzazione n° 3257 del 1983 - Direttore Responsabile: Marco Cariati - Copyright © 2023-2026
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Mail
  • Collegamento a Rss questo sito
  • Le Guide di TR
  • Quotazioni
  • Abbonamento
  • Il giornale
  • Redazione
  • Codice etico
  • Politica editoriale
  • Informazioni legali
  • Accessibilità
  • Data Mining Policy
  • Cookie
  • Privacy
  • Trust Project
Collegamento a: WRC – Sami Pajari: il bilancio è positivo Collegamento a: WRC – Sami Pajari: il bilancio è positivo WRC – Sami Pajari: il bilancio è positivopajari Collegamento a: WRC2 – Elliot Delecour al “Monte” con la GR Yaris Collegamento a: WRC2 – Elliot Delecour al “Monte” con la GR Yaris auto rallye du var 2024WRC2 – Elliot Delecour al “Monte” con la GR Yaris
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto