
La redazione di TuttoRally non si trovava a Chieri, come si potrebbe pensare, ma al primo dei due piani totali di una palazzina all’angolo tra via Cigliano e via Oropa, negli stessi isolati in cui venticinque anni prima si era consumato il delitto di via Fontanesi. Nei locali che avevano ospitato un laboratorio di pasticceria, nacque così la rivista che sarebbe diventata un dolce riferimento assoluto per gli appassionati di rally in Italia.
TuttoRally è una storica testata giornalistica italiana, specializzata in automobilismo sportivo, a cadenza mensile. È il magazine nazionale di riferimento dei rally italiani, oltre ad essere il più longevo. Il mensile, fondato a marzo del 1983, a marzo del 2013 ha festeggiato 30 anni di vita mandando in edicola un’edizione speciale, oltre a quella ordinaria, dedicata alla storia degli ultimi 30 anni del rallysmo internazionale e nazionale. La rivista ha interrotto le sue pubblicazioni a settembre 2023, nel suo quarantesimo anno di vita. Nel 2025 è stata acquisita dalla Emmeci Srl e ha ripreso le pubblicazioni prima online e poi cartacee.
La redazione di TuttoRally, in origine nel quartiere di Vanchiglietta a Torino, successivamente a Chieri, si è spostata a Collegno, in provincia di Torino, presso la casa editrice Emmeci, che edita anche altri periodici specializzati nel mondo dei motori: RS e oltre (rallyslalom e oltre), La mia auto, Grace classic & sport cars e I mezzi Agricoli.
Il primo direttore responsabile della testata, registrata presso il Tribunale di Torino con l’autorizzazione numero 3257 del 12 febbraio 1983, è stato Beppe Barletti, giornalista sportivo in forze alla redazione Rai Piemonte. Il più duraturo Giovanni “Nanni” Barbero (che ne è stato anche l’editore fino al 2003), che nell’anno del trentennale della rivista ha tagliato il traguardo dei 27 anni ininterrotti di direzione.
Dalla redazione del mensile, in tre decenni, sono transitati alcuni tra i principali giornalisti sportivi del mondo automobilistico italiano e internazionale. Tra questi, Marco Cariati (attuale direttore responsabile), Guido Rancati (Gazzetta dello Sport), Sergio Remondino (Autosprint), Andrea Cordovani (Autosprint) e Martin Holmes (free lance inglese). Sulla rivista hanno anche scritto molti piloti e copiloti famosi impegnati nel Campionato del Mondo Rally, tra cui Marcus Grönholm, Tommi Mäkinen e Miki Biasion.
La rivista, che esce nelle edicole di tutta Italia ogni 15 del mese, tratta principalmente dei maggiori campionati nazionali e internazionali disputati nella specialità dei rally e di altri argomenti correlati all’automobile, mantenendo sin dalla nascita una linea editoriale indipendente dagli interessi delle Case automobilistiche italiane coinvolte nella produzione di serie e nello sport.
La storia del giornale
Nel cuore della Torino del secondo dopoguerra, tra il Po e la Dora, si estendeva una zona di confine, a metà tra passato artigianale e presente industriale. La Vanchiglietta – allora ancora parte della più estesa Vanchiglia – era un quartiere popolare, densamente abitato da famiglie operaie, immigrati dal Sud e piccoli artigiani. Fu proprio da qui che emersero, a pochi anni di distanza, due tra le intuizioni editoriali più longeve e identitarie di una città come Torino: il personaggio di Diabolik, creato dalle sorelle milanesi Giussani nel 1962, e la rivista TuttoRally, fondata dal giornalista torinese Nanni Barbero nel 1983.
Il primo indizio di quanto Vanchiglietta stesse cambiando pelle arrivò nel febbraio del 1958, con il delitto di Mario Giliberti, ventisettenne dipendente Fiat trovato morto nel retrobottega di un calzolaio in via Fontanesi 20. Un episodio oscuro, rimasto irrisolto, che per settimane tenne banco tra giornali, bar e ballatoi. L’omicida si firmò “Diabolich”, in lettere anonime inviate a stampa e polizia. E fu questa la scintilla da cui partì l’idea narrativa delle sorelle Angela e Luciana Giussani, che nel 1962 pubblicarono per Astorina il primo numero di Diabolik, destinato a cambiare per sempre il linguaggio del fumetto popolare italiano. Quello stesso quartiere, esattamente venticinque anni dopo, vide nascere una rivista completamente diversa nei contenuti, ma simile nello spirito pionieristico: TuttoRally Piemonte, fondata da Nanni Barbero e diretta dal giornalista Rai Beppe Barletti. La registrazione presso il Tribunale di Torino risale al 12 febbraio 1983, con decreto n. 3257.
La redazione non si trovava a Chieri, come si potrebbe pensare, ma al primo dei due piani totali di una palazzina all’angolo tra via Cigliano e via Oropa, negli stessi isolati in cui venticinque anni prima si era consumato il delitto di via Fontanesi. Nei locali che avevano ospitato un laboratorio di pasticceria, nacque così la rivista che sarebbe diventata un dolce riferimento assoluto per gli appassionati di rally in Italia. TuttoRally si impose subito per la sua qualità redazionale e per il suo taglio tecnico ma accessibile, capace di raccontare le competizioni motoristiche con uno stile sobrio e competente. A lungo diretta da Barbero, la rivista divenne un punto di riferimento nazionale, tanto che ancora oggi, a più di quarant’anni dalla fondazione, conserva una comunità di lettori e appassionati.
Chi oggi passeggia tra via Fontanesi, via Oropa e corso Tortona, si muove in uno spazio urbano trasformato: nuove abitazioni, locali ristrutturati, spazi verdi dove un tempo sorgevano magazzini. Ma sotto quella superficie persiste una stratificazione culturale precisa. È in quel quadrilatero della Vanchiglietta che si sono generate due visioni – molto diverse ma ugualmente geniali – di racconto popolare: una noir, l’altra sportiva, entrambe legate alla carta stampata.
