Camillo Ragagnin, il maestro delle forme
Addio al carrozziere di Trofarello che curò anche le Opel di Virgilio Conrero e le Peugeot di Italtecnica. Un artigiano che ha saputo diventare un punto di riferimento nel mondo delle corse.
Si è spento Camillo Ragagnin, figura di riferimento nel panorama della preparazione di auto da corsa e testimone dell’epoca d’oro dei rally. Nato in provincia di Treviso e trasferitosi in Piemonte nel 1963, Ragagnin aveva avviato a soli 21 anni una carrozzeria a Trofarello, alle porte di Torino, insieme al fratello, iniziando l’attività sotto una semplice tettoia prima di trovare spazio in un capannone.
La svolta avvenne a metà degli anni ’70. Grazie all’intuizione di Mario Cavagnero, allora giovane collaboratore di Virgilio Conrero ed amico di Camillo, Ragagnin entrò in contatto con il celebre preparatore delle Opel ufficiali che non era soddisfatto del lavoro del suo carrozziere abituale. Dopo unaprova su cinque “muletti” stradali, gli venne affidata la Kadett 1.9 Gruppo 4 di Amilcare Ballestrieri. Un esordio che Ragagnin amava ricordare anche per un aneddoto: abituato a lavorare sulle vetture stradali, applicò l’antirombo sotto i passaruota, scatenando i rimbrotti di Conrero per l’inutile aggravio di peso sulla vettura da gara.
Il sodalizio con Conrero segnò l’inizio di una lunga carriera dedicata alle auto da rally. Successivamente, seguendo l’evoluzione professionale di Cavagnero verso l’Italtecnica, Ragagnin legò il suo nome al marchio Peugeot. Dalla sua officina transitarono modelli iconici come la 205 Turbo 16 Gruppo B o la 405 Mi16 Gruppo A, oltre a innumerevoli vetture di piloti privati che cercavano nel carrozziere di Trofarello la precisione artigianale necessaria per i rally. In anni più recenti, con il cambiamento della specialità, Ragagnin con il genero Angelo Toja ed il nipote Enrico si era dedicato al restauro delle scocche di vetture storiche.
Con Ragagnin scompare un artigiano specializzato che ha saputo evolversi dalle moto da cross ai più alti livelli dell’automobilismo, mantenendo sempre un profilo operativo basato sulla concretezza e sul rapporto diretto con i grandi preparatori del settore.









