ERC – Dallapiccola ufficializza la stagione con la Lancia
Sebastian Dallapiccola, ventunenne trentino che in poco più di due stagioni è riuscito a costruirsi un percorso coerente, rapido e soprattutto vincente nel panorama rallistico nazionale. Il debutto stagionale nel Campionato Europeo è previsto in Scandinavia, a fine maggio, su fondi completamente differenti rispetto a quelli italiani.
Tre vetture allineate a raccontare la parabola sportiva e le grandi ambizioni di un ragazzo trentino di 21 anni. La prima, la Suzuki Swift, rappresentava l’inizio concreto di una carriera impostata con metodo. Con quella vettura, nel 2024, Dallapiccola aveva conquistato il Trofeo Suzuki Rally Cup e soprattutto il Campionato Italiano R1, imponendosi in un contesto competitivo e formativo, tradizionalmente considerato uno dei migliori banchi di prova per i giovani piloti italiani. Una stagione giocata sulla regolarità, sull’apprendimento continuo e sulla capacità di gestire gare spesso insidiose, che aveva trovato il suo epilogo proprio a Sanremo, come spesso accade nelle storie che sembrano seguire un filo narrativo preciso.
Accanto alla Swift, la Renault Clio RS Line raccontava invece il 2025, l’anno della definitiva consacrazione. Con quella vettura Dallapiccola si è laureato Campione Italiano Rally Junior, al suo primo anno nel trofeo tricolore dedicato ai giovani. Un titolo arrivato ancora una volta all’ultima gara stagionale, ancora una volta a Sanremo, quasi a sottolineare il legame particolare tra il pilota trentino e il rally ligure. Non un successo episodico, ma il frutto di una stagione costruita prova dopo prova, con una crescita costante e una gestione sempre più matura delle diverse situazioni di gara.
Al centro dell’esposizione, la Lancia Ypsilon HF Rally4 rappresenta il presente e soprattutto il futuro. È con questa vettura che Dallapiccola affronterà il Campionato Europeo Rally, entrando ufficialmente in una dimensione internazionale che segna un nuovo livello di complessità e di ambizione. Una scelta significativa anche per il valore simbolico del marchio Lancia, che negli ultimi anni è tornato a investire nel motorsport come piattaforma per la formazione e la valorizzazione dei giovani talenti.
Il percorso che ha portato Dallapiccola a questo punto appare, a posteriori, sorprendentemente lineare. Dal Trofeo Suzuki al titolo Tricolore Junior, passando per una gestione intelligente delle opportunità e per una continuità di risultati che raramente si riscontra in piloti così giovani. Il dato più interessante, però, non è soltanto la sequenza delle vittorie, ma il modo in cui sono maturate. In entrambi i casi, i titoli sono arrivati all’ultima gara stagionale, in contesti di forte pressione e con la necessità di gestire imprevisti tecnici e situazioni complesse.
Il Rallye di Sanremo, in questo senso, assume un ruolo quasi centrale nella narrazione sportiva di Dallapiccola. Nel 2024 aveva rappresentato l’ultimo ostacolo verso la conquista del Trofeo Suzuki, mentre nel 2025 è stato il teatro della vittoria nel Campionato Italiano Rally Junior. Due edizioni diverse, due vetture diverse, ma lo stesso risultato finale: un successo costruito nella gara più lunga e selettiva del calendario, dove l’affidabilità e la capacità di adattamento contano quanto la velocità pura.
Nel 2025, in particolare, il rally ligure è stato caratterizzato anche da un problema tecnico rilevante, con il danneggiamento del tubo posteriore dell’impianto frenante che ha costretto l’equipaggio a percorrere tre prove speciali senza freni posteriori. Un episodio che, al di là del risultato finale, ha messo in evidenza la capacità di gestione della difficoltà, un aspetto spesso decisivo nei campionati giovanili, dove l’errore è sempre dietro l’angolo e la tentazione di forzare può compromettere un’intera stagione.
Accanto a Dallapiccola, in questo percorso, ha avuto un ruolo fondamentale il navigatore Fabio Andrian, con cui ha condiviso il titolo italiano Junior. Un binomio che ha funzionato per equilibrio e affiatamento, ma che non potrà proseguire in ambito europeo per motivi di lavoro. La separazione, per quanto naturale nel contesto delle carriere sportive, segna comunque la fine di una fase e l’inizio di un nuovo capitolo, con il passaggio di testimone a Nicolò Lazzarini.
Lazzarini, venticinquenne padovano, sarà il nuovo navigatore di Dallapiccola nel Campionato Europeo Rally. Una scelta che si inserisce in una logica di continuità, considerando la sua esperienza internazionale e la conoscenza diretta del contesto ERC, caratterizzato da gare lunghe, complesse e spesso disputate su terreni molto diversi tra loro. Il cambio di navigatore non rappresenta soltanto una modifica tecnica dell’equipaggio, ma anche un adattamento necessario a un campionato che richiede un livello di preparazione e di organizzazione superiore rispetto al contesto nazionale.
Il progetto europeo sarà portato avanti con una Lancia Ypsilon Rally4 gestita dal Team Baldan Rally e dalla Scuderia Michael Racing, con il supporto diretto di Aci Team Italia. Si tratta di una struttura professionale, pensata per accompagnare i giovani piloti in un percorso di crescita graduale ma ambizioso, all’interno di un ambiente altamente competitivo. Il calendario prevede sei gare, tutte valide per la categoria Junior dell’ERC, con un format che prevede due passaggi su ogni prova speciale e un chilometraggio complessivo che supera regolarmente i 200 chilometri cronometrati per ogni evento.
Dal punto di vista tecnico, la Lancia Ypsilon Rally4 rappresenta un mezzo moderno e performante, dotato di circa 210 cavalli e di un cambio sequenziale a cinque marce. Una vettura che Dallapiccola ha già avuto modo di testare nel corso del Trentino Rally dello scorso anno, dove aveva ottenuto la vittoria in Gruppo Rally4 e il primo posto assoluto tra le Due Ruote Motrici. Un risultato che aveva fornito indicazioni positive non solo sul potenziale della vettura, ma anche sulla capacità di adattamento del pilota a un mezzo diverso rispetto a quelli utilizzati in precedenza.
Il debutto stagionale nel Campionato Europeo è previsto in Scandinavia, a fine maggio, su fondi completamente differenti rispetto a quelli italiani. Seguiranno poi appuntamenti di grande tradizione come Roma Capitale, Polonia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna e Portogallo, in un percorso che attraversa gran parte del continente e che rappresenta una vera e propria palestra di formazione per i migliori Under 27 europei.
L’ERC Junior, infatti, è considerato uno dei campionati più formativi in assoluto, sia per la qualità degli avversari sia per la varietà dei terreni e delle condizioni climatiche. Tre giorni di gara, ritmi serrati, assistenze ridotte e prove speciali spesso molto lunghe impongono una gestione completa dell’evento, che va ben oltre la semplice performance sul singolo tratto cronometrato.
Per Dallapiccola, l’ingresso in questo contesto rappresenta il naturale proseguimento di un percorso iniziato con grande precocità e sviluppato con coerenza. Non si tratta soltanto di un salto di categoria, ma di un cambio di dimensione, che implica una maggiore esposizione mediatica, una pressione costante sui risultati e la necessità di confrontarsi con piloti provenienti da scuole rallistiche diverse, spesso già abituati a competizioni internazionali.
La giornata di Baselga di Pinè, con l’esposizione delle tre vetture, ha avuto dunque un valore simbolico preciso: raccontare visivamente il passato, certificare il presente e proiettare il futuro. Dalla Suzuki alla Renault, fino alla Lancia, ogni macchina ha rappresentato una tappa concreta di un percorso che, almeno per ora, non conosce battute d’arresto.
In un panorama rallistico italiano che fatica spesso a garantire continuità ai giovani talenti, la traiettoria di Dallapiccola appare come un esempio raro di progressione lineare, costruita su risultati reali e su un progetto sportivo credibile. L’Europa sarà il banco di prova definitivo, quello in cui non basterà più emergere per talento, ma sarà necessario dimostrare solidità mentale, capacità di adattamento e una costanza di rendimento su scala molto più ampia.
Il rally, in fondo, resta uno sport dove il tempo e l’esperienza giocano un ruolo decisivo. Ma arrivare a ventun anni con due titoli nazionali già in bacheca e con un programma europeo ufficiale rappresenta una base estremamente solida su cui costruire il futuro. E quelle tre vetture parcheggiate nel piazzale di Baselga di Pinè, più che oggetti statici, sembravano tre capitoli di una storia ancora tutta da scrivere.








