La proposta: licenza gratuita per gli ufficiali di gara
L’editoriale di TuttoRally in edicola a novembre è un appello al nuovo presidente dell’Aci. Se davvero si vuole invertire la tendenza, servono scelte di discontinuità: in materia di licenze, di assicurazioni, di contributi federali e di rapporti con gli organizzatori. In questo quadro, c’è un aspetto che sta particolarmente a cuore a chi vive lo sport dal basso, e che rappresenta il fondamento stesso di ogni manifestazione automobilistica.
La federazione sportiva ha di nuovo un presidente. L’avvocato Geronimo La Russa è in via di insediamento alla guida dell’Aci. Dopo mesi di commissariamento, l’automobilismo Tricolore ha dunque un nuovo punto di riferimento, una figura che conosce la macchina federale, avendo ricoperto per anni la carica di vicepresidente anche durante l’era di Angelo Sticchi Damiani. Dal nuovo anno avrà pieni poteri, La Russa potrà finalmente agire. E potrà farlo in tre modi: mantenendo lo stato attuale delle cose, migliorandolo, oppure peggiorandolo. Nel primo e nel terzo caso, a ben vedere, non servirà un grande impegno.
Il vero banco di prova, quello che farà capire la misura dell’uomo e del dirigente, sarà il secondo: il miglioramento. Per migliorare occorre coraggio e visione. E servono decisioni che, per loro natura, difficilmente piacciono a tutti. In Aci non mancano piccole ma influenti lobby interne, spesso capaci di condizionare strategie e scelte di ampio respiro. Tra queste, c’è quella degli Aci organizzatori, che negli anni hanno fatto sentire il loro peso soprattutto sul terreno dei campionati nazionali.
Basti guardare alla storia dell’ex Trofeo Italiano Rally, oggi ribattezzato Campionato Italiano Rally Challenger, ma che nel tempo ha cambiato nome e formula più volte, passando per Trofeo Rally Asfalto e Campionato Italiano WRC. Una sequenza che lascia intendere quanto spesso l’obiettivo sia stato adattare la struttura sportiva agli interessi del momento, più che a una visione di lungo periodo. Sarebbe forse il caso di chiedersi, con onestà intellettuale, a cosa serva davvero questa serie cadetta del Campionato Italiano Rally. Perché duplicare risorse, energie e regolamenti in un contesto in cui lo stesso “campionato maggiore” non è più così ricco né così attrattivo?

Se davvero si vuole invertire la tendenza, servono scelte di discontinuità: in materia di licenze, di assicurazioni, di contributi federali e di rapporti con gli organizzatori. In questo quadro, c’è un aspetto che sta particolarmente a cuore a chi vive lo sport dal basso, e che rappresenta il fondamento stesso di ogni manifestazione automobilistica: gli ufficiali di gara. Geronimo La Russa, nelle prime interviste da presidente, si è presentato come un uomo di sport, appassionato e sincero.
Chi scrive, per indole, tende a dare fiducia, e vuole credere che quell’entusiasmo sia autentico. Per questo, da queste colonne, mi permetto di rivolgergli una proposta chiara, semplice e – credo – profondamente giusta. Presidente, lei stesso ha ricordato che gli ufficiali di gara sono volontari. E ha perfettamente ragione. Sono volontari sì, ma anche veri professionisti. Persone preparate, formate, certificate, che sacrificano il proprio tempo libero e spesso anche denaro per garantire la sicurezza, la regolarità e la credibilità delle competizioni. Fia e Aci, solo poche settimane fa, hanno voluto riconoscerne il ruolo, premiando gli ufficiali più meritevoli. Ma allora perché non fare un passo in più? Perché Aci e Aci Sport non valutano la possibilità di offrire gratuitamente la licenza agli ufficiali di gara?
Stiamo parlando di persone che, pur svolgendo un’attività professionale, non percepiscono compensi. E nonostante ciò, sono sempre presenti, dal piccolo slalom di provincia al Mondiale Rally. Presidente La Russa, non trova che sarebbe quantomeno doveroso pensare a loro? E, magari, introdurre anche una regola chiara per gli organizzatori: nessuna nuova edizione di una gara può essere approvata se ci sono ancora pendenze nei rimborsi degli ufficiali di gara. Troppo spesso, purtroppo, accade il contrario.








