WRC – Nikolay Gryazin “torna” russo
La FIA permette nuovamente ai licenziati di Russia e Bielorussia di gareggiare con i simboli del proprio Paese. Finora il pilota Lancia aveva corso difendendo i colori della Bulgaria.
La Federazione Internazionale dell’Automobile ha stabilito un importante cambio di rotta in merito alle restrizioni applicate ai piloti e ai tesserati provenienti da Russia e Bielorussia, introdotte nel febbraio 2022 a seguito dell’invasione dell’Ucraina.
Sulla base delle disposizioni approvate dal Consiglio Mondiale del Motorsport e rese note tramite un comunicato ufficiale il 13 agosto, viene revocato l’obbligo di sottoscrivere la dichiarazione di neutralità per poter prendere parte alle competizioni internazionali. A piloti, concorrenti e ufficiali di gara viene nuovamente concessa la possibilità di gareggiare sotto le proprie bandiere nazionali e di esibire i simboli e i colori dei rispettivi Paesi.
Il provvedimento non garantisce tuttavia una partecipazione incondizionata a livello globale. La FIA ha specificato che la presenza degli atleti nei singoli eventi continuerà a dipendere dalle normative internazionali, nazionali e locali vigenti in ciascun Paese ospitante. La Federazione ha inoltre confermato che manterrà un costante monitoraggio sull’evoluzione del conflitto in Ucraina, riservandosi la facoltà di adottare ulteriori misure o modificare l’indirizzo attuale qualora subentrino nuovi vincoli legali, sanzionatori o contrattuali.
Nel contesto del Campionato del Mondo Rally, la misura riguarda direttamente la posizione di Nikolay Gryazin. Il pilota, impegnato nella categoria WRC2 al volante della Lancia Ypsilon Rally2 Integrale, in queste stagioni ha gareggiato con licenza e bandiera bulgara a seguito delle limitazioni imposte nel 2022.
Parallelamente alla revisione delle posizioni individuali, la Federazione ha confermato la validità del divieto di organizzare manifestazioni internazionali sul suolo russo e bielorusso. Resta pertanto confermata la cancellazione delle tappe del calendario internazionale in quei territori, misura che nel 2022 aveva portato all’annullamento dell’accordo per il Gran Premio di Formula 1, inizialmente previsto a Sochi prima del programmato trasferimento all’impianto di Igora Drive.








