La vittoria speciale di Samuel Passetemps
Il navigatore francese vince con Leo Rossel il Rallye de Saintonge, gara in cui 18 anni fa perse la vita il padre Frederic.
Quello appena trascorso è stato un fine settimana carico di emozioni al Rallye de Saintonge, dove Samuel Passetemps, 29 anni, eccezionalmente navigatore di Léo Rossel, ha coronato un sogno atteso per diciotto anni: vincere la gara che gli portò via il padre, Frédéric Passetemps, tragicamente scomparso proprio in questa gara nel 2006 quando aveva 38 anni.
Per Samuel, questa vittoria ha un valore che va ben oltre il risultato sportivo. Dopo quattro podi ottenuti negli anni – tre volte secondo, una volta terzo – quasi tutti al fianco di Stéphane André, il successo di Saintonge era diventato un obiettivo personale e simbolico. Lo scorso anno, ci era andato vicinissimo, chiudendo secondo a soli 6″6 dal vincitore Denis Millet, proprio con Rossel alla guida. Ma era ancora troppo presto, evidentemente.
Questa volta invece, tutto è andato nella direzione giusta. La coppia Rossel-Passetemps ha dominato con autorità, resistendo alla pressione degli avversari e gestendo le insidie di un rally tecnico e selettivo, che ogni anno richiama molti appassionati e piloti motivati.
E al traguardo, l’esplosione di emozione è stata incontenibile. Samuel ha condiviso l’onboard dell’arrivo finale, un video che in poche ore ha fatto il giro dei social, toccando i cuori di tanti appassionati. Si vede un uomo che, dopo anni di impegno, attese, e inevitabilmente dolore, chiude un cerchio esistenziale prima ancora che sportivo. La voce rotta, le lacrime, l’abbraccio con Léo Rossel: tutto parla di passione, di memoria e di rivincita emotiva su un destino che aveva colpito duramente.
“È il mio sogno che si realizza“, ha detto Samuel dopo la gara. “Questa vittoria è per mio padre, per tutto ciò che ha rappresentato per me, e per questo rally. È un’emozione che non riesco nemmeno a spiegare“.
La vittoria di Passetemps e Rossel al Rallye de Saintonge 2025 non è soltanto una bella storia sportiva: è il racconto di una resilienza, di una fedeltà a un luogo e a un ricordo, ed è un tributo perfetto a una figura paterna che vive ancora, oggi più che mai, nel successo del figlio.



