Quando la Peugeot 205 T16 iniziò a ruggire
La 205 T16 era stata concepita in conformità con le normative del Gruppo B, che permettevano ampi margini di libertà progettuale a patto di produrre una piccola serie di vetture omologate.
Nel giugno 1984, a Joutsa, in Finlandia, la Peugeot completò una delle sessioni di collaudo più significative della sua storia sportiva. Ari Vatanen, campione del mondo 1981, fu incaricato di mettere alla prova la nuova Peugeot 205 Turbo 16, ancora in fase di sviluppo, sotto la supervisione di Jean Todt e del reparto corse Peugeot Talbot Sport. Una fotografia di Kaj Salminen documenta quel momento, oggi considerato un passaggio fondamentale nell’evoluzione del mondiale rally.
La 205 T16 era stata concepita in conformità con le normative del Gruppo B, che permettevano ampi margini di libertà progettuale a patto di produrre una piccola serie di vetture omologate. Si trattava di un veicolo radicalmente diverso dal modello stradale da cui traeva solo il nome e parte della carrozzeria esterna. La base era un telaio tubolare con pannelli in materiale composito, il motore era montato in posizione centrale-trasversale ed era un quattro cilindri 1.8 litri sovralimentato con turbocompressore KKK, capace già nella fase iniziale di circa 350 cavalli. La trasmissione a trazione integrale permanente, con differenziale centrale bloccabile, completava un insieme tecnico che si distingueva nettamente dalle vetture concorrenti.

La prova finlandese servì a Vatanen per familiarizzare con un’auto che richiedeva uno stile di guida diverso rispetto alle vetture a due ruote motrici fino ad allora utilizzate. La risposta del motore turbo, il bilanciamento garantito dal posizionamento centrale e la trazione su entrambe le assi offrivano possibilità inedite nella gestione delle curve e dei salti, tipici delle strade sterrate del centro della Finlandia.
Il debutto in gara avvenne al Tour de Corse 1984, dove problemi tecnici portarono al ritiro. Tuttavia, poche settimane dopo, al 1000 Laghi Rally, la 205 T16 colse la prima vittoria assoluta con Vatanen al volante. Fu un successo significativo, ottenuto sulle stesse strade che avevano ospitato le prove di Joutsa, e che dimostrò come il progetto fosse già in grado di competere con avversari consolidati quali l’Audi quattro e la Lancia Rally 037.
Da quel momento la 205 T16 divenne una protagonista del mondiale: ulteriori affermazioni seguirono al Rally di Sanremo e al RAC Rally nello stesso 1984, ponendo le basi per la conquista dei titoli mondiali piloti e costruttori nelle stagioni 1985 e 1986. Il programma si interruppe soltanto con l’abolizione del Gruppo B, ma l’impronta tecnica e sportiva della vettura rimase determinante per l’evoluzione del rally moderno.
La sessione di collaudo di Joutsa, apparentemente un passaggio di routine, si rivela quindi a posteriori come l’inizio concreto della parabola vincente della 205 T16, non solo per il risultato immediato, ma per l’approccio ingegneristico che introdusse in maniera stabile soluzioni poi adottate da gran parte delle vetture da rally a trazione integrale degli anni successivi.








