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Storie

Toivonen-Cresto, la Gallura e l’ultima vittoria 1986

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Henri Toivonen in Gallura (ma non solo in Gallura o in Sardegna) è considerato una sorta di Dio, nonostante abbia corso la gara smeraldina solamente in tre circostanze. Il debutto fu nel 1984 al volante della Porsche bianco-blu griffata dalla Rothmans. Il finlandese arrivò in Sardegna in stampelle a causa di un incidente precedentemente avuto sui kart in Irlanda.

Se incontri un appassionato gallurese sopra i trent’anni e gli chiedi chi è il tuo idolo rallistico, questo ti risponderà Henri Toivonen. Il campionissimo finlandese, assieme al fido navigatore Juha Piironen prima e Sergio Cresto poi, infiammò e fece innamorare con la sua spettacolare guida gli appassionati di quel lembo di terra nel Nord Sardegna, che sognava di vedere sulle strade della Gallura il Mondiale Rally.

Il sogno iridato si concretizzò nel 2004 con lo sbarco dei piloti del Mondiale, ma in quegli anni il Rally Costa Smeralda per appeal, sponsor e interessi era una sorta di Mondiale travestito da Europeo. A cavallo tra il 1982 e il 1990 in Gallura corsero i piloti più forti al mondo, spinti in Sardegna dal main sponsor della gara, la Martini, che all’epoca era anche lo sponsor principale del team Lancia.

Lo stesso Cesare Fiorio, al recente Rally Costa Smeralda Storico, corso lo scorso weekend nel corso di una chiacchierata con la stampa ci ha detto: “All’epoca l’unica gara oltre a quelle del WRC a cui il team Martini partecipava era il Rally Costa Smeralda, nel CIR le Lancia erano portate in gara dal team Grifone oppure dal Jolly Club”.

Come detto nelle righe precedenti, Henri Toivonen in Gallura (ma non solo in Gallura o in Sardegna) è considerato una sorta di Dio, nonostante abbia corso la gara smeraldina solamente in tre circostanze. Il debutto fu nel 1984 al volante della Porsche bianco-blu griffata dalla Rothmans. Il finlandese arrivò in Sardegna in stampelle a causa di un incidente precedentemente avuto sui kart in Irlanda.

Questo problema, non sembrò influenzare l’asso finlandese che dette spettacolo sulle bianche strade del Nord Sardegna vincendo la gara, davanti alla 037 di Carlo Capone e alla Manta 400 di Dario Cerrato. L’anno successivo (1985) il Costa aveva un elenco iscritti degno di un Mondiale con Toivonen stella più luminosa. Il finlandese nel frattempo si era accasato in casa Lancia.

La casa di Chivasso, arrivò in Costa Smeralda con il chiaro obbiettivo di vincere la gara di “casa” e decise di schierare, oltre a Toivonen, con la 037 ufficiale, anche Tabaton, Cerrato e Bettega. A competere contro lo squadrone piemontese troviamo le Audi Quattro di Michele Mouton e Harald Demuth e la 205 T16 di Gianni del Zoppo. Inoltre Lancia scelse proprio la Sardegna, come già accaduto nel 1982, per far debuttare da apripista la sua nuova arma, la Delta S4 affidata al finlandese Markku Alen.

Il finlandese dominò la gara fino alla speciale numero 34, quella dell’Isuledda (segnatevi questo nome, ci tornerà utile più tardi) quando uscì pesantemente di strada subito dopo il passaggio nell’Istmo. L’impatto contro il muretto fu durissimo, Henri si fratturò la terza vertebra lombare e fu ricoverato all’ospedale di Olbia, portato via a bordo di un elicottero. Il suo navigatore dell’epoca Juha Piironen, uscì fortunatamente illeso dall’incidente. Per la cronaca la gara fu vinta da Dario Cerrato, che impiegò poco più di 7 ore per percorrere i 600 chilometri di prove speciali.

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Ma la pagina più bella il pilota finlandese la scrisse nella stagione 1986. Il Costa Smeralda era diventato più di una gara per il popolo gallurese, così come racconta il collega della Nuova Sardegna Guido Piga in un’articolo di alcuni anni fa: “Toivonen, con il fidato navigatore Cresto, arrivò in Gallura con la Martini Racing, perché allora il rally qui era una cosa seria, Aga Khan era amico (e poi socio) di Gianni Agnelli, e la Fiat che controllava la Lancia mandava a Porto Cervo i suoi assi migliori, da Alen a Kankkunen. Il rally era maledettamente una cosa seria, per la verità. Una festa di popolo. Aprivano gli alberghi della Costa Smeralda, che la gara si corresse ad aprile o a marzo. E chiudevano le scuole. O, meglio, da Olbia a Telti, da Sant’Antonio ad Arzachena, da Aggius a Bortigiadas, i bambini e i ragazzi a scuola non ci andavano. C’erano le prove, poi le prove speciali, e insomma neppure i genitori facevano storie. Il rally era il rally. Punto”.

Al via si presentano 79 equipaggi, pronti a sfidarsi lungo le tre giornate di gara per un totale di quasi 550 chilometri di prove cronometrate. Oltre a Toivonen, al via di quella gara c’erano anche Cerrato e Tabaton con le S4 del Jolly Club e del Team Grifone, le Lancia 037 di Pregliasco (Tre Gazzelle), Ercolani (Jolly Club) e Cunico e la Peugeot 205 T16 di Andrea Zanussi.

Le prime due giornate scorrono via come da copione con Toivonen e Cresto a far le lepri, la Delta S4 danza come una ballerina del Bolshoi, nelle stradine sterrate della Gallura più selvaggia e inesplorata contornata da rocce di granito e sugherete con il mare di Gallura fa da scenario a prove mitiche. La prima giornata prevedeva un doppio passaggio sulle PS di San Giacomo, La Crucitta, Monte Pino, Aratena e Berchidda prove lunghe e insidiose dove il finlandese conclude con oltre 6 minuti di vantaggio. Nella seconda tappa questo vantaggio passò ad oltre 11 minuti. Henri e Sergio volarono letteralmente nelle prove di Capriuleddu, la lunghissima Campovaglio di oltre 40 km, Bonaita, San Bachisio, San Santino.

Ma si sa, nei rally l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Sulla speciale dell’Isuledda, sì proprio la maledetta speciale che l’anno prima nego la vittoria a Toivonen costringendolo a quattro mesi di stop, la Lancia Delta S4 del finlandese accusa un serissimo problema al compressore volumetrico. Gli uomini Lancia in una delle tante assistenze volanti, riescono non si sa come a porre rimedio, lasciando con il solo turbo la vettura piemontese. Mancavano diverse prove alla fine e alle spalle di Toivonen, prova dopo prova, Andrea Zanussi recuperava terreno e minuti preziosi. La rimonta però non fu portata a termine, vinse Henri Toivonen per appena 36” su Zanussi e 1’04” su Cerrato, distacchi risicati all’epoca.

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A Porto Cervo esplose la festa, la vittoria di Toivonen e Cresto fu salutata all’arrivo nel porticciolo da una folle festante, che festeggio a lungo il finlandese, ma anche Zanussi e Cerrato. In Toivonen gli appassionati locali avevano trovato l’eroe da portare in trionfo e osannare, purtroppo furono loro gli ultimi a vederlo trionfare ed esultare, in frame e immagini che scorrono negli occhi e nei racconti degli appassionati, come in un film che non vuole avere un finale, anche se la vita un finale lo riserva sempre e quello di Henri e Sergio è noto. Ma noi ci fermiamo qui, a quell’ultima vittoria che ancora riecheggia in Gallura.

1 Dicembre 2025/da Matteo Deriu
Tags: dario cerrato, henri toivonen, lancia, sergio cresto, world rally championship
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