Alla Dakar con la Panda
Nel 2007 Biasion e Saby parteciparono alla maratona africana con la piccola di casa Fiat ma ebbero poca fortuna.
La PanDAKAR è stata una delle iniziative più originali e affascinanti della Dakar 2007, un progetto con cui Fiat decise di affrontare la maratona africana puntando su affidabilità, leggerezza e spirito d’avventura. L’edizione 2007 del Rally Dakar prese il via sabato 6 gennaio da Lisbona, in Portogallo, e si concluse il 21 gennaio a Dakar, in Senegal, dopo 8.696 chilometri tra piste, dune, pietraie e trasferimenti massacranti.
Per questa sfida estrema, Fiat schierò due Panda Cross, appositamente preparate e ribattezzate per l’occasione PanDAKAR. Le vetture erano affidate a equipaggi di assoluto prestigio: da una parte Miki Biasion, due volte Campione del mondo rally con la Lancia Delta, affiancato dallo storico copilota Tiziano Siviero; dall’altra il francese Bruno Saby, campione del mondo Rally Raid 2005 e vincitore della Dakar 1993, in coppia con l’italiano Rudy Briani. I due piloti vantavano anche un passato comune, avendo condiviso negli anni Ottanta l’esperienza nel team Lancia.
Le Panda Cross gareggiavano nella categoria T2, riservata ai veicoli di serie con modifiche molto limitate. Proprio questa scelta rendeva la sfida ancora più impegnativa, ma anche più significativa dal punto di vista tecnico e d’immagine. Per affrontare il deserto, le vetture furono equipaggiate con tutti gli allestimenti di sicurezza obbligatori, tra cui roll-bar e impianto di estinzione, oltre a ammortizzatori specifici per l’off-road estremo.
Fondamentale il lavoro svolto insieme agli ingegneri FPT (Fiat Powertrain Technologies), che permisero di incrementare la potenza del motore 1.3 Multijet fino a 105 CV, mantenendo però un’elevata coppia motrice, essenziale per l’uso su sabbia e fondi sconnessi. L’autonomia era garantita da un serbatoio da 160 litri, mentre l’abitacolo ospitava tre ruote di scorta e tutto l’equipaggiamento necessario per il recupero in caso di insabbiamento: badili, crick da sabbia e piastre in alluminio. Completava l’allestimento una riserva d’acqua di 10 litri, indispensabile per la sopravvivenza degli equipaggi. Con queste dotazioni, il peso complessivo della PanDAKAR arrivava a circa 1.400 kg.
Prima del debutto ufficiale al Motor Show di Bologna, avvenuto il 5 dicembre 2006, le Panda Cross affrontarono una serie di test in Tunisia, dove si confrontarono per la prima volta con le dune del deserto. Le prove evidenziarono una buona capacità di “galleggiamento” sulla sabbia e una notevole maneggevolezza, caratteristiche che convinsero i piloti, pur nella consapevolezza delle enormi difficoltà che li attendevano lungo il percorso africano.
A supporto della spedizione PanDAKAR erano presenti anche tre mezzi di assistenza: una Fiat Sedici e due camion Iveco, indispensabili per garantire supporto tecnico e logistico in una delle competizioni più dure al mondo.
Purtroppo l’avventura non ebbe successo: le due vetture furono costrette al ritiro nelle prime tappe in terra africana ma dieci anni dopo, nella Dakar 2017, una Panda vide l’arrivo dopo diversi tentativi. Era quella preparata dall’Orobica Raid ed affidata a due esperti dell’off road come Giulio Verzeletti e Antonio Cabini. In questo caso la vettura montava un motore diesel MultiJet di 2 litri capace di 180 CV.









