WRC2 – Diego Dominguez conferma il programma
Il giovane paraguaiano si affida nuovamente ad una Toyota GR Yaris Rally2, la sua stagione partirà dal Safari.
La stagione 2026 di Diego Domínguez sarà ancora una volta nel perimetro del WRC2, ma con una novità sostanziale che va ben oltre la semplice continuità sportiva. Il pilota paraguaiano ha infatti ufficializzato la nascita dell’Ueno World Rally Team, definito come il progetto motorsport più importante del suo percorso agonistico. Non si tratta di una semplice operazione di immagine, ma di una struttura che mira a dare stabilità, riconoscibilità e visione a una presenza paraguaiana nel Campionato del Mondo Rally che fino a oggi era rimasta episodica e legata ai singoli. La presentazione del team è stata accompagnata dal lancio della livrea della Toyota GR Yaris Rally2, vettura che Domínguez utilizzerà nel 2026 e che sarà gestita dalla spagnola MSI Racing Team, la stessa organizzazione tecnica che segue Alejandro Cachón. La combinazione tra un team nazionale come Ueno e una struttura europea con esperienza nel WRC2 rappresenta l’architrave di un progetto che ambisce a uscire dalla dimensione individuale per diventare sistema.
Per Diego Domínguez il 2026 segna un passaggio di maturità. La decisione di rimanere nel WRC2 non viene presentata come una semplice prosecuzione di un percorso, ma come una scelta strategica dentro un progetto più ampio. L’Ueno World Rally Team nasce proprio per dare a questa fase della sua carriera un contenitore più solido, capace di sostenere una presenza stabile nel mondiale. Domínguez diventa così non soltanto il pilota di riferimento, ma anche il volto e il fulcro di un’iniziativa che guarda al Paraguay come bacino sportivo e mediatico da valorizzare. Il fatto che il progetto venga definito come il più importante del suo cammino agonistico suggerisce una volontà di uscire dalla dimensione del singolo ingaggio gara per gara e di entrare in una logica di pianificazione pluriennale, in cui la competitività sportiva si intreccia con la costruzione di un’identità nazionale nel WRC.
Al centro operativo del programma c’è la Toyota GR Yaris Rally2, vettura che rappresenta oggi uno dei riferimenti tecnici della categoria. La gestione tecnica è affidata a MSI Racing Team, struttura spagnola già presente nel WRC2 e conosciuta per seguire anche Alejandro Cachón. Questo dettaglio è tutt’altro che marginale: affidarsi a un team con esperienza specifica nella categoria garantisce a Domínguez e al suo progetto una base tecnica consolidata, riducendo l’incertezza che spesso accompagna i programmi costruiti ex novo. La livrea presentata insieme al lancio dell’Ueno World Rally Team diventa quindi il simbolo visibile di un’alleanza tra capitale, identità nazionale e competenza europea. In un contesto come il WRC2, dove i dettagli tecnici e organizzativi fanno spesso la differenza tra una stagione di apprendistato e una di reale competitività, questa scelta assume un valore strategico evidente.
Accanto a Diego Domínguez continuerà a sedere Rogelio Peñate, copilota spagnolo di grande esperienza. La sua presenza viene indicata come un elemento chiave per garantire solidità e continuità al progetto. In una categoria complessa come il WRC2, in cui le gare si disputano su terreni estremamente diversi e con livelli di difficoltà elevatissimi, il ruolo del copilota diventa determinante non solo per la gestione delle note ma anche per l’approccio strategico alle competizioni. Peñate rappresenta quindi una sorta di ancora di stabilità dentro un progetto che, pur avendo ambizioni chiare, è comunque giovane nella sua forma strutturata. La scelta di non cambiare equipaggio indica la volontà di evitare fratture operative in una fase in cui l’obiettivo principale è dare continuità a un percorso di crescita che si vuole rendere sempre più solido.
Il debutto stagionale del nuovo Ueno World Rally Team è fissato al Safari Rally Kenya, dal 12 al 15 marzo. Si tratta di una delle gare più selettive dell’intero calendario, un appuntamento che mette alla prova non solo la velocità ma anche l’affidabilità meccanica, la capacità di gestione e la lucidità dell’equipaggio. Iniziare da qui significa misurarsi subito con un banco di prova estremo. A seguire, il programma prevede il Rally Islas Canarias dal 23 al 26 aprile, il Rally Japan dal 28 al 31 maggio e l’Acropolis Rally in Grecia dal 25 al 28 giugno. Quattro gare profondamente diverse per superfici, ritmo e condizioni ambientali, che disegnano una prima parte di stagione pensata per coprire un ampio spettro di situazioni tecniche e sportive, mettendo alla prova la versatilità del pacchetto Domínguez–Peñate–Toyota–MSI.
La seconda metà dell’anno ruota attorno a un appuntamento che ha un peso che va oltre il risultato sportivo: il Rally Paraguay, in programma dal 27 al 30 agosto. Questa gara di casa rappresenta un passaggio simbolico e strategico per l’intero progetto dell’Ueno World Rally Team. Portare il mondiale in Paraguay e presentarsi con una struttura nazionale che compete stabilmente nel WRC2 significa trasformare una partecipazione in un evento di identità collettiva. Per Domínguez non sarà soltanto una gara, ma la vetrina principale di un progetto che ha dichiaratamente l’obiettivo di consolidare la presenza del Paese sotto i riflettori del WRC. Il Rally Paraguay diventa così il fulcro narrativo della stagione, il punto in cui sport, immagine e ambizione nazionale si incontrano in modo più diretto.
Dopo il passaggio in Paraguay, la stagione proseguirà con il Rally Chile dal 10 al 13 settembre, prima di chiudersi con il Rally Saudi Arabia dall’11 al 14 novembre. Anche in questo caso, la varietà degli scenari sottolinea l’impostazione globale del progetto. Il Cile rappresenta un altro appuntamento sudamericano, mentre l’Arabia Saudita porta il team in un contesto completamente diverso, sia per caratteristiche delle prove sia per l’importanza geopolitica e sportiva dell’evento. La scelta di chiudere qui il programma WRC2 del 2026 rafforza l’idea di una stagione costruita per dare visibilità internazionale all’Ueno World Rally Team e al Paraguay. Non è solo un calendario di gare, ma una traiettoria che collega continenti, superfici e pubblici diversi, coerente con l’obiettivo dichiarato di rendere stabile e riconoscibile la presenza paraguaiana nel Mondiale Rally.









