WRC2 – Robert Virves: “Vincere il Safari? E’ fantastico”
Zero errori, zero forature e una lezione di gestione: così l’estone ha conquistato il primato di categoria ed il quinto posto assoluto nella gara più brutale del Mondiale.
Non è stata una vittoria costruita sulla velocità pura. Non è stata una di quelle prestazioni fatte di scratch a raffica e attacchi senza respiro. Quella di Robert Virves al Safari Rally Kenya è stata qualcosa di molto più raro: una dimostrazione di controllo totale in mezzo al caos. A suo terzo anno con il supporto di Škoda Motorsport e del team Toksport WRT, l’estone ha capito esattamente cosa serviva per vincere una gara che non perdona. E lo ha fatto al primo tentativo, su un terreno che non concede seconde possibilità.
Il Safari Rally Kenya, uno dei round più iconici del Mondiale WRC2, è leggendario per la sua imprevedibilità. Nato negli anni ’50 come prova di resistenza estrema, questo evento trasforma le pianure polverose e le colline del Parco Nazionale di Amboseli in un’arena infernale. Nel 2026, la natura ha alzato la posta: pioggia incessante ha trasformato le strade in fiumi di fango nero, buche nascoste hanno divorato sospensioni e le sezioni veloci si sono mutate in trappole letali. Un ambiente in cui la classifica si riscrive chilometro dopo chilometro, non per chi spinge di più, ma per chi riesce a restare in piedi.
Mentre intorno a lui il WRC2 perdeva pezzi – ritiri forzati per Thierry Neuville junior e Oliver Solberg a causa di forature multiple, meccaniche ko per fango e incidenti banali – Virves ha scelto una strada diversa: guidare pensando al traguardo, non al cronometro. Nessun acuto, nessun lampo da prima pagina nelle singole speciali. Zero scratch. Eppure, alla fine della tre giorni di gara, era lui davanti a tutti, con un margine di 2’45” sul secondo classificato, l’olandese Tom Williams su Hyundai i20. Perché in Kenya, più che altrove, la velocità è solo una parte dell’equazione. Il resto è meccanica, sensibilità e disciplina.
La chiave? Una gestione impeccabile. Della vettura, prima di tutto: la Škoda Fabia RS Rally2 del team Toksport è stata sempre lontana da situazioni limite, con setup conservativi su sospensioni e differenziali per assorbire i colpi del terreno accidentato. Degli pneumatici, risparmiati e protetti in un rally che li divora – qui, le gomme Pirelli Scorpion sono il bene più prezioso, con terreni che passano da ghiaia a fango in pochi metri. E poi quel dettaglio che, in un Safari così, vale quasi quanto una vittoria: nemmeno una foratura. Mentre gli altri si fermavano, cambiavano, perdevano minuti preziosi – basti pensare ai 15′ persi dal finlandese Emil Lindholm nella PS7 per un pneumatico a brandelli – Virves continuava. Sempre. Il suo navigatore, Georg Linnamäe, ha giocato un ruolo cruciale, chiamando ogni variazione del terreno con precisione chirurgica.
Il parallelo con Takamoto Katsuta viene naturale. Il giapponese, nel 2021, costruì il suo primo successo WRC assoluto puntando tutto sulla sopravvivenza intelligente: ritmo costante, zero rischi, e una vittoria nata dalla costanza. Virves ha seguito lo stesso copione, adattandolo al suo stile nordico, più analitico. “In Estonia siamo abituati a foreste e neve, ma qui è un altro mondo”, ha raccontato post-gara. “Abbiamo studiato i ricognizioni al millimetro, scegliendo gomme intermedie invece di slick aggressive. Funziona se credi nella strategia”.
A fine gara, Virves non ha nascosto quanto questo risultato abbia un sapore speciale. Parlando dal parco assistenza di Naivasha, con la Fabia ancora coperta di fango essiccato, ha dichiarato: “Non ero un grande fan di questo rally, perché sappiamo tutti quanto sia difficile. E per me era la prima volta qui. Abbiamo trovato condizioni davvero micidiali, un vero Safari. Vincere al debutto è qualcosa di fantastico”. Poi la frase che racconta tutto, più di qualsiasi tempo sul cronometro: “Siamo stati molto bravi a gestire vettura e pneumatici, e anche fortunati a non avere problemi.” Fortuna, sì. Ma nel Safari, la fortuna te la costruisci. E Robert Virves, questa volta, l’ha costruita alla perfezione.
Questa vittoria non è solo un trofeo per Virves, 28 anni e già due podi stagionali. È la conferma che Škoda Motorsport sta tornando grande nel WRC2, con Toksport WRT come partner affidabile. Per l’estone, figlio d’arte – il padre Ranno ha corso nei rally Baltici – è il trampolino per il salto in WRC1? Il Kenya insegna che il talento puro conta poco senza testa. Virves ce l’ha, e lo ha dimostrato. Il circus riparte per l’Argentina, ma questa lezione kenyana resterà.









