WRC – Il Rally d’Italia Roma Capitale è nel Mondiale 2027
Il WRC avrà una nuova gara italiana: il Rally d’Italia Roma Capitale. È ufficiale: la manifestazione nata poco più di un decennio fa, in un arco di tempo relativamente breve, ha scalato le classifiche di preferenza fino a conquistare un posto nel calendario del Mondiale a partire dal 2027.
Dalla Finlandia, alla fine della tappa locale del rally iridato, arriva la conferma che chiude un percorso iniziato da tempo: dopo la recente valutazione positiva della FIA, accompagnata dal messaggio di benvenuto del presidente Mohammed Ben Sulayem, la rinnovata proprietà di WRC Promoter ha confermato come primo atto l’accordo con Aci per il trasferimento in tempi rapidi del Rally d’Italia dalla Sardegna al Lazio, con Roma destinata a diventare il nuovo centro della prova italiana del Campionato del Mondo Rally. La firma è attesa a fine mese, al Rally Paraguay.
Dal 2027, dunque, il WRC avrà una nuova gara italiana: il Rally d’Italia Roma Capitale. Una manifestazione nata poco più di un decennio fa e capace, in un arco di tempo relativamente breve, di scalare rapidamente le classifiche di preferenza tra appassionati, sponsor, team, Costruttori e federazioni, fino a conquistare l’opportunità di entrare stabilmente nel calendario del Mondiale.
Si tratta di un passaggio importante per il movimento rallistico italiano. Il Rally d’Italia non scompare, ma cambia casa, territorio, formula e prospettiva. Dopo vent’anni in Sardegna, il Mondiale Rally torna dunque sulla terraferma e sceglie il Lazio, con Roma come punto di riferimento di una manifestazione che punta a rappresentare l’Italia anche attraverso il valore simbolico della sua capitale.
La valutazione della FIA e il valore di Roma
Nella decisione che ha portato FIA, ACI e WRC Promoter a individuare nel Rally di Roma Capitale la nuova sede della prova italiana del Mondiale hanno avuto un peso importante diversi elementi. Tra questi, la capacità organizzativa dello staff romano, la scenografia della manifestazione e un percorso considerato molto selettivo.
Ma c’è soprattutto un altro aspetto che distingue Roma da molte altre possibili sedi: la capacità della capitale d’Italia di rappresentare, almeno simbolicamente, l’intero Paese.
È una valutazione che va oltre il semplice aspetto sportivo. Un rally del Campionato del Mondo non è soltanto una sequenza di prove speciali e un confronto tra piloti e vetture. È anche un evento internazionale che deve riuscire a raccontare il territorio nel quale si svolge, attirare pubblico nuovo, sponsor e attenzione mediatica e offrire un’immagine immediatamente riconoscibile del Paese che lo ospita. Il tutto perché la FIA vuole un futuro del WRC fatto di capitali nazionali.
Da questo punto di vista, Roma possiede una forza difficilmente paragonabile a quella di qualsiasi altra città italiana o europea. La capitale può diventare il biglietto da visita dell’Italia nel calendario del WRC, offrendo al rally una dimensione internazionale che va oltre i confini della singola regione.
Una scelta che ricorda la storia del Rallye Sanremo
La decisione di trasferire il Rally d’Italia dalla Sardegna al Lazio porta inevitabilmente alla memoria un’altra grande discussione che, in passato, aveva coinvolto il Rallye Sanremo.
Anche alla gara ligure, in un’altra epoca e in una situazione completamente diversa, era stato chiesto di valutare la possibilità di portare il rally al di fuori dei confini della Liguria, magari tornando sugli sterrati della Toscana.
Il diniego di Adolfo Rava era legato a una considerazione molto concreta: tra i principali sostenitori del Rallye Sanremo c’erano il Comune e il Casinò di Sanremo. Allontanarsi dalla Città dei Fiori avrebbe significato, secondo quella visione, rischiare di perdere il principale sostegno alla manifestazione.
Era una posizione comprensibile, perché un grande rally internazionale ha bisogno di una struttura economica e istituzionale solida. Il legame con il territorio, soprattutto quando questo garantisce risorse e sostegno, rappresenta una componente fondamentale della sopravvivenza di una gara.
La storia, però, dimostra anche che il mondo dei rally è in continua evoluzione. Le esigenze cambiano, cambiano le strategie, cambiano gli equilibri e cambiano le opportunità.
Dalla Liguria alla Sardegna, vent’anni di Mondiale
Dopo quella fase, il rally italiano trovò una nuova casa in Sardegna. Fu costruita praticamente da zero una manifestazione che, nel giro di pochi anni, sarebbe diventata una delle prove più attraenti del Campionato del Mondo.
Per circa vent’anni, la Sardegna ha rappresentato l’Italia nel WRC, costruendo una propria identità sportiva e ambientale. Le caratteristiche del territorio, le prove speciali e il contesto naturale hanno contribuito a rendere il Rally d’Italia Sardegna una delle gare più riconoscibili del calendario iridato.
È stato un percorso importante, che ha permesso all’Italia di mantenere una presenza continuativa nel Mondiale Rally anche dopo la fine dell’epoca del Rallye Sanremo.
Ora, però, quella storia si avvia verso una nuova fase. Il trasferimento nel Lazio non cancella ciò che è stato costruito in Sardegna. Al contrario, rappresenta il passaggio successivo di una storia che, nel corso degli anni, ha visto cambiare più volte la sede e la fisionomia della gara italiana del WRC.
Il cambiamento come opportunità
Il Rally d’Italia Roma Capitale si presenta così davanti alla sua sfida più importante. La manifestazione che in poco più di dieci anni è riuscita a conquistare un ruolo di primo piano nel panorama nazionale avrà ora l’occasione di misurarsi con il livello più alto del rallismo internazionale.
Non è un risultato casuale. La crescita della gara romana è stata rapida e ha portato il suo organizzatore a guadagnare progressivamente credibilità e considerazione. Il fatto che la FIA abbia valutato positivamente la manifestazione e che WRC Promoter abbia firmato l’accordo per il suo ingresso nel calendario mondiale rappresenta il riconoscimento di questo percorso.
Il passaggio dalla Sardegna a Roma può quindi essere letto come una scelta legata alle nuove esigenze del Mondiale, ma anche come un’opportunità per il rally italiano nel suo complesso.
La storia insegna che, nel motorsport, restare fermi non sempre significa conservare ciò che si possiede. A volte, al contrario, è necessario accettare il cambiamento per continuare a crescere.
È accaduto al Rallye Sanremo, quando il Mondiale ha poi trovato una nuova dimensione in Sardegna. Accade oggi al Rally d’Italia, che dopo due decenni lascia l’isola per trasferirsi nel Lazio.
Ogni cambiamento porta con sé interrogativi e inevitabili confronti con il passato. Ma il cambiamento, soprattutto quando nasce da una valutazione positiva e dall’apertura di una nuova opportunità, non deve necessariamente fare paura.
Il Rally d’Italia Roma Capitale chiamato a dimostrare che una gara nata poco più di dieci anni fa può compiere il salto definitivo e diventare il nuovo riferimento del WRC in Italia.









