WRC2 – Perché dopo la Grecia è ancora tutto in gioco
Roope Korhonen guida la classifica della serie cadetta del circus iridato dopo il Rally dell’Acropoli, ma il particolare regolamento del WRC2 rende ancora impossibile individuare un vero favorito. Tra gare ancora da nominare e programmi da completare, la seconda metà della stagione promette scintille.
Se la classifica raccontasse tutta la storia, dopo il Rally dell’Acropoli si potrebbe pensare a un campionato ormai indirizzato verso Roope Korhonen. In realtà, il Mondiale WRC2 è probabilmente la categoria più imprevedibile dell’intero panorama iridato e la graduatoria attuale rappresenta soltanto una fotografia parziale della stagione. Il motivo è semplice: il regolamento.
A differenza della classe regina, infatti, nel WRC2 non tutti i rally disputati assegnano automaticamente punti per il campionato. Ogni equipaggio è chiamato a scegliere, prima della partenza di ogni evento, se “nominare” o meno quella gara come valida per la propria rincorsa al titolo. Nel corso della stagione ogni pilota deve completare un massimo di sette gare valide ai fini della classifica e solamente in quelle occasioni può conquistare punti. Questo significa che chi oggi occupa le prime posizioni potrebbe aver già utilizzato gran parte delle proprie gare disponibili, mentre altri rivali, pur essendo più staccati, hanno ancora numerose occasioni per recuperare terreno. Ecco perché, dopo la Grecia, la lotta al mondiale è tutt’altro che definita.
Al comando della classifica c’è Roope Korhonen con 64 punti. Il finlandese ha costruito la propria leadership grazie a una stagione estremamente costante: successo in Svezia, secondo posto in Portogallo, quarto in Grecia e quinto in Croazia. Quattro risultati che gli permettono di guardare tutti dall’alto, ma che rappresentano anche più della metà del suo programma iridato. Le prossime due gare valide saranno quasi certamente Estonia e Finlandia, appuntamenti casalinghi dove Korhonen partirà inevitabilmente con i favori del pronostico. Resta invece da capire quale sarà il settimo e ultimo rally nominato: la Sardegna è una possibilità concreta, così come l’Arabia Saudita, qualora l’evento venga confermato nonostante le attuali incertezze legate alla situazione geopolitica dell’area.
A soli tre punti dalla vetta, con 61 lunghezze, troviamo la vera rivelazione della stagione. Alejandro Cachón, al volante della Toyota GR Yaris Rally2 di Toyota España, sta vivendo il miglior anno della propria carriera. Lo spagnolo ha disputato cinque gare valide ottenendo risultati di assoluto livello, con i secondi posti conquistati alle Canarie e in Giappone e il recente podio in Grecia che gli hanno consentito di rimanere pienamente in corsa per il titolo. Non sarà al via del Rally Estonia e dovrà quindi scegliere con attenzione gli ultimi due appuntamenti nei quali andare a caccia di punti pesanti.
Terza posizione per Léo Rossel, distante appena quattro punti dalla leadership. Il fratello minore della famiglia Rossel, al secondo anno completo nel WRC2, ha iniziato la stagione nel migliore dei modi regalando alla Citroën C3 Rally2 quello che potrebbe restare l’ultimo successo mondiale della vettura francese nella categoria. A quel trionfo ha aggiunto il secondo posto in Croazia e il quinto alle Canarie prima del difficile debutto sulla terra con la nuova Lancia in Grecia, concluso comunque con un sesto posto utile per limitare i danni. Il francese deve ancora disputare tre gare valide e tutto lascia pensare che il prossimo appuntamento sarà la Finlandia, con la Sardegna tra le possibili tappe successive.
Appena quattro punti più indietro, a quota 56, c’è Nikolay Gryazin. Il pilota di casa Lancia ha già dimostrato di poter essere competitivo su ogni superficie grazie alla vittoria ottenuta in Giappone, al terzo posto in Croazia e ai due sesti posti raccolti tra Monte-Carlo e Canarie. Anche lui ha ancora tre gare da nominare e, proprio per questo, resta uno dei grandi punti interrogativi del campionato: molto dipenderà dalle scelte che verranno comunicate nelle prossime settimane. Più delicata appare invece la situazione del leader designato in casa Lancia, ovvero Yoann Rossel. Il francese occupa la quinta posizione con 52 punti e paga soprattutto i due pesanti zero raccolti sugli sterrati di Portogallo e Grecia. Eppure, quando il fondo è asfaltato, Rossel ha dimostrato ancora una volta di essere un autentico riferimento della categoria imponendosi sia alle Canarie sia in Croazia. Gli restano soltanto due gare valide e sarà praticamente obbligato a fare bottino pieno se vorrà continuare a coltivare ambizioni iridate.
Se però c’è un pilota che, numeri alla mano, può essere considerato il vero spauracchio della seconda parte di stagione, quello è Robert Virves. L’estone ha disputato appena due gare valide nel WRC2, ma le ha vinte entrambe: Safari e Grecia. Cinquanta punti su cinquanta disponibili rappresentano un rendimento perfetto che, unito alle cinque gare ancora da disputare, lo rende probabilmente uno dei principali candidati al titolo. A partire dall’Estonia, gara di casa, Virves avrà la possibilità di recuperare rapidamente terreno e, mantenendo questo livello di competitività, potrebbe addirittura presentarsi al comando della classifica nel giro di poche settimane.
Anche Andreas Mikkelsen conserva possibilità importanti. Il norvegese è settimo con 44 punti dopo aver conquistato il secondo posto in Grecia e il terzo in Portogallo, ma dispone ancora di tre rally nei quali incrementare il proprio bottino. Lo stesso discorso vale per Teemu Suninen. L’ex pilota Hyundai occupa l’ottava posizione con 42 punti, frutto soprattutto della vittoria in Portogallo e del secondo posto ottenuto in Svezia. Con cinque gare ancora a disposizione e con Estonia e Finlandia ormai alle porte, due appuntamenti che conosce alla perfezione, il finlandese potrebbe rilanciarsi definitivamente nella corsa iridata.
Nono posto, infine, per Roberto Daprà. Il pilota italiano ha raccolto finora 37 punti mostrando prestazioni di assoluto valore soprattutto sull’asfalto. Il secondo posto al Rally Monte-Carlo, il quarto alle Canarie e il sesto in Croazia hanno confermato la sua crescita, mentre sulla terra problemi tecnici e diverse forature hanno inevitabilmente rallentato il suo cammino. Con due gare ancora da nominare la rincorsa al titolo resta complessa, ma il margine per migliorare la propria posizione in classifica esiste ancora.
La sensazione è che il Rally dell’Acropoli abbia semplicemente inaugurato la fase decisiva del campionato. Con tanti protagonisti ancora lontani dall’aver completato il proprio programma di sette gare valide e con appuntamenti cruciali come Estonia, Finlandia prima e Sardegna ad inizio ottobre, il Mondiale WRC2 è destinato a vivere un’estate e un’autunno nella quale ogni scelta potrebbe rivelarsi decisiva tanto quanto un successo di tappa. Per questo motivo, oggi più che mai, guardare soltanto la classifica rischia di essere fuorviante: il titolo è ancora nelle mani di molti più piloti di quanto dicano i numeri.









