WRC – Quel record particolare di Sami Pajari
Con il successo nel Rally Estonia, il finlandese diventa il primo pilota a conquistare almeno una vittoria in tutte le categorie propedeutiche e nel WRC.
Quando Sami Pajari ha conquistato il Rally Estonia 2026, l’attenzione si è concentrata inevitabilmente sulla sua prima vittoria assoluta nel FIA World Rally Championship. Un successo destinato a cambiare la sua carriera e a consacrarlo definitivamente tra i protagonisti della nuova generazione. Ma dietro quel traguardo si nasconde una storia ancora più interessante, fatta di continuità, crescita e capacità di adattamento. Con il successo estone, infatti, il finlandese è diventato il primo pilota ad aver conquistato almeno una vittoria in JWRC, ERC3 Junior, ERC3, WRC3, WRC3 Junior, WRC2, WRC2 Challenger e WRC. Un record che non premia il numero di titoli o il totale delle vittorie, ma racconta qualcosa di ancora più raro: la capacità di imporsi in ogni singolo gradino della moderna piramide FIA che conduce fino alla massima categoria.
In un’epoca in cui i giovani più promettenti vengono spesso promossi rapidamente verso le Rally2 o direttamente nel WRC, Pajari ha seguito un percorso quasi scolastico. E, soprattutto, lo ha fatto vincendo. Il suo debutto nel Mondiale Rally risale al Rally Finlandia 2019 quando, ancora diciassettenne, affrontò la sua prima esperienza iridata con una Ford Fiesta Rally4. Era soltanto l’inizio di un cammino che, sette anni più tardi, lo avrebbe portato sul gradino più alto del podio assoluto nel WRC.
La prima vera affermazione internazionale arrivò nel 2021. Con la Ford Fiesta Rally4 e Marko Salminen alle note, Pajari conquistò il Rally Estonia nel Junior WRC, una vittoria che rappresentò il punto di svolta della stagione: infatti al termine dell’anno arrivò infatti anche il titolo Junior WRC, il primo grande successo. Pochi mesi dopo, il Rally di Polonia confermò definitivamente il suo talento. In un fine settimana riuscì a imporsi sia nell’ERC3 Junior sia nell’ERC3, dimostrando una competitività immediata anche nel Campionato Europeo Rally. Furono vittorie pesanti, ottenute in un contesto diverso da quello mondiale ma altrettanto importante per la crescita di un giovane pilota.
Il passaggio successivo arrivò nel 2022 con le nuove Rally3. Anche in questo caso Pajari impiegò pochissimo tempo per adattarsi. Al Rallye Monte-Carlo conquistò la vittoria nel WRC3, in Portogallo arrivò il successo nel WRC3 Junior. Due categorie differenti, stessa capacità di interpretare rapidamente una vettura più prestazionale e una concorrenza sempre più qualificata. Quello che colpisce osservando la carriera del finlandese non è soltanto la velocità, ma la continuità. Ogni promozione è stata accompagnata da una vittoria. Ogni salto di categoria è stato superato senza lunghi periodi di apprendistato. Nel rally moderno è tutt’altro che scontato.
Basta osservare il percorso seguito da altri talenti della sua generazione. Kalle Rovanperä, due volte campione del mondo, non ha mai disputato il Junior WRC o l’ERC3, arrivando rapidamente alle Rally2 prima dell’approdo nella classe regina. Oliver Solberg ha seguito una strada simile, costruendo la propria esperienza principalmente tra Rally2 e WRC. Entrambi hanno ottenuto risultati straordinari, ma attraverso un percorso diverso, che non comprende tutti gli step della filiera internazionale.
Pajari, invece, li ha attraversati tutti. I numeri raccontano con precisione questa progressione. Nel Junior WRC ha disputato dieci gare, conquistando due vittorie e il titolo nel 2021. Nell’ERC3 Junior ha preso parte a sei rally, vincendone due. Identico bilancio nell’ERC3, con sei partenze e due successi. Nel WRC3 Open sono bastate cinque gare per conquistare tre vittorie mentre nel WRC3 Junior ha collezionato due successi in cinque partecipazioni.
Nel 2022 è arrivato il debutto con una Rally2 nel WRC2 Open. Quattro apparizioni, tutte al volante della Škoda Fabia Rally2 con un bellissimo quinto posto conquistato al debutto in Sardegna, utili soprattutto per accumulare esperienza nella categoria che rappresenta tradizionalmente il trampolino di lancio verso il WRC. L’anno successivo è iniziata la vera avventura nel WRC2. Il debutto è arrivato al Rally di Svezia 2023 e da quel momento Pajari si è trasformato rapidamente in uno dei riferimenti della categoria.
In appena quattordici gare nel WRC2 ha conquistato quattro vittorie — Finlandia 2023, Sardegna 2024, Polonia 2024 e Grecia 2024 — salendo complessivamente dieci volte sul podio. Una continuità impressionante in quello che, per profondità del livello tecnico, viene spesso considerato il campionato più competitivo dell’intero panorama rallistico. Parallelamente, nelle quattordici gare disputate nel WRC2 Challenger ha raccolto addirittura otto vittorie, numeri che gli hanno permesso di conquistare il titolo di categoria nel 2024 insieme al campionato WRC2 assoluto.
Sono dati che spiegano perfettamente perché Toyota Gazoo Racing abbia deciso di investire su di lui. La vittoria nel Rally Estonia 2026 non rappresenta quindi una sorpresa improvvisa, ma la naturale conseguenza di un percorso costruito stagione dopo stagione. Al volante della Toyota GR Yaris Rally1, Pajari ha finalmente aggiunto l’unico tassello che mancava alla sua carriera, conquistando la prima affermazione assoluta nel Mondiale.
Ed è proprio quel successo ad assumere un valore statistico particolare. Con la vittoria in Estonia, il finlandese completa una sequenza che, almeno fino a oggi, nessun altro pilota era riuscito a realizzare: una vittoria nel Junior WRC, una nell’ERC3 Junior, una nell’ERC3, una nel WRC3, una nel WRC3 Junior, una nel WRC2, una nel WRC2 Challenger e infine una nel WRC assoluto. Può sembrare una semplice curiosità statistica, ma in realtà racconta molto dell’evoluzione del rally moderno.
La struttura della filiera FIA cambia continuamente. Alcune categorie vengono introdotte, altre modificate o sostituite, mentre i giovani più promettenti vengono sempre più spesso promossi rapidamente senza percorrere tutti gli step intermedi. Per questo motivo costruire una carriera come quella di Pajari diventa estremamente difficile. Serve il talento per vincere. Serve la pazienza per crescere. Servono i programmi giusti al momento giusto.
E serve anche una straordinaria capacità di adattamento, perché ogni categoria rappresenta un mondo diverso: cambiano le vetture, cambia il livello degli avversari, cambiano gli pneumatici, le strategie e persino il modo di interpretare una prova speciale. Pajari ha superato ogni esame senza mai perdere di vista l’obiettivo finale. Dal debutto mondiale in Finlandia nel 2019 alla prima vittoria assoluta nel WRC sette anni più tardi, il finlandese non ha semplicemente scalato le categorie del rally internazionale. Le ha conquistate una dopo l’altra.








