WRC – Chi è Elfyn Evans, il nuovo Campione del mondo
Vent’anni fa il debutto del gallese sulla scia di papà Gwyndaf, nel 2015 il titolo britannico ed oggi, dopo una lunga rincorsa, l’alloro iridato
Sulla spiaggia della Sardegna, dove cala il sipario sull’era delle Rally1, la corona del Campionato del Mondo WRC 2026 trova finalmente la sua collocazione sulla testa di Elfyn Evans. Un traguardo che sembrava quasi un’illusione rincorsa all’infinito e che rappresenta la tappa d’arrivo di un viaggio lunghissimo, cominciato vent’anni prima fra la vegetazione della foresta di Dean, quando il figlio d’arte gallese muoveva i suoi primi passi al volante di una modesta Nissan Micra da tremila euro.

La storia di Elfyn affonda le radici nella piccola cittadina gallese di Dolgellau, dove fu il nonno a insegnargli a guidare. A soli undici anni, sotto lo sguardo attento del padre, effettuava già le sue prime sbandate dietro la casa di famiglia. Suo padre Gwyndaf — leggenda locale nota come “il pilota di autobus più veloce del Galles” e titolare di una concessionaria d’auto — lo ha accompagnato fin sulle soglie del professionismo. Pilota velocissimo sugli sterrati oltre Manica per i colori ufficiali di Ford, Seat e MG, Gwyndaf aveva conquistato nel 1995 il sesto posto assoluto al RAC su Ford Escort RS 2000 primeggiando tra le due ruote motrici, per poi vincere il titolo britannico nel 1996, quando Elfyn aveva appena sette anni.

Sulle orme di Colin McRae, il giovane Elfyn comincia gareggiando nel motocross, prima di acquistare e allestire in autonomia, senza il sostegno paterno, la sua prima Micra nel 2006 per debuttare a diciassette anni. Quello stesso anno, dall’altra parte della Manica, muoveva i primi passi anche un certo Sébastien Ogier. Nel 2007 Evans si piazza terzo nel Fiesta Sporting Trophy UK ed esordisce nel WRC partecipando al Wales Rally GB. Oltre a una velocissima impostazione naturale, il gallese mette subito in mostra una tenuta di gara indistruttibile. Tra una competizione e l’altra lavora nella concessionaria del padre come carrozziere, meccanico e responsabile del servizio post-vendita.
Nel 2008 fa suoi i titoli del Fiesta Trophy in Gran Bretagna e Irlanda, vincendo poi il Pirelli Star Driver nel 2010. L’anno seguente, a bordo di una Subaru Impreza STi, coglie la prima vittoria assoluta e si laurea vicecampione britannico, attirando l’attenzione di Malcolm Wilson. Entrato nel mondo M-Sport, si stabilisce nella tenuta di Dovenby Hall trasformandosi nel tuttofare del team manager, che lo prende sotto la propria ala protettiva facendogli sviluppare le vetture e insegnandogli ogni segreto del mestiere.
La consacrazione arriva nel 2012 con il trionfo nella WRC Academy su Fiesta R2, condito da quattro vittorie su sei gare e una prestazione maiuscola sugli sterrati veloci della Finlandia. Una stagione segnata anche dal suo primo incidente in carriera al Rallye du Condroz, arrivato dopo oltre sessanta competizioni concluse senza commettere un solo errore. Il titolo Junior gli spalanca le porte della Fiesta R5 per alcune uscite mondiali nel 2013, anno in cui firma un contratto da ufficiale M-Sport destinato a durare sette stagioni. Sull’asfalto del Deutschland ottiene un sesto posto assoluto e il secondo posto in WRC2 a soli 12.9 secondi da Robert Kubica, che spende per lui parole di grande stima. A metà novembre chiude ottavo assoluto nel rally di casa in Galles dominando la propria classe.
Ma il 2013 segna soprattutto il suo esordio assoluto su una vettura WRC principale, avvenuto proprio in Sardegna per sostituire Nasser Al-Attiyah sulla Fiesta RS WRC, chiusa in un’ottima sesta posizione. Una suggestiva coincidenza della storia, visto che proprio al centro del Mediterraneo, tredici anni dopo, il gallese avrebbe toccato il cielo con un dito.
Inserito stabilmente nella massima categoria con M-Sport, Evans affronta due stagioni di apprendistato affiancando prima Mikko Hirvonen nel 2014 e poi Ott Tänak nel 2015. In Argentina conquista il suo primo podio iridato, sfiorando poi il successo al Tour de Corse 2015 dove chiude secondo al termine di un duello tiratissimo con la Volkswagen Polo di Jari-Matti Latvala. Nel 2016, a fronte dell’ingaggio di Östberg e Camilli da parte di Wilson, Evans viene ridimensionato in WRC2. Senza scomporsi, il gallese si fa strada nella categoria senza commettere alcuna sbavatura in diciotto gare, conquistando pure il Campionato Britannico a vent’anni di distanza dal padre.
Il ritorno nella classe regina avviene nel 2017 al volante della Ford Fiesta WRC, al fianco di compagni di squadra del calibro di Sébastien Ogier e Ott Tänak. Nonostante la scelta di calzare pneumatici D-Mack anziché Michelin, Evans coglie la sua prima affermazione nel WRC proprio nella gara di casa, il Wales Rally GB, precedendo Thierry Neuville e Sébastien Ogier. Il campionissimo francese diventa da quel momento il suo rivale di riferimento, ma anche la sua più grande fonte d’ispirazione. Nel 2019, a partire dal Rally di Monte-Carlo, inaugura il sodalizio in abitacolo con il navigatore Scott Martin, ex copilota del compianto Craig Breen.
Nel 2020 la carriera di Evans cambia marcia con il passaggio in Toyota per un ciclo di sette stagioni straordinarie sulla Yaris WRC. In Svezia surclassa gli specialisti del fondo scivoloso mettendo in mostra una combinazione perfetta di coraggio, assetto e precisione nelle note. Dopo aver visto sfumare il titolo mondiale a Monza proprio contro Ogier, nel 2021 conquista una vittoria clamorosa a Jyväskylä chiudendo di nuovo secondo nella classifica finale dietro l’incontentabile transalpino.
Dopo un 2022 senza acuti, torna al successo nel 2023 vincendo per la seconda volta in Finlandia. Tuttavia, la sua proverbiale costanza non basta ad agguantare l’iride, venendo superato prima dal compagno di squadra Kalle Rovanperä e successivamente, nel 2024, da Thierry Neuville. La campagna 2025 lo vede protagonista assoluto con i trionfi in Svezia e Kenya e ben otto podi conquistati, mancando il titolo mondiale per soli quattro punti ancora una volta a vantaggio di Ogier.
Dopo ben cinque campionati conclusi al secondo posto, il 2026 si rivela la stagione perfetta per l’impassibile e tenace pilota gallese, capace di non commettere un singolo errore determinante in tutto l’anno. Imbattibile sul ghiaccio svedesi, si impone anche nel Rally del Giappone cogliendo la sua tredicesima vittoria in carriera nel WRC. In totale conquista sei podi stagionali superando ogni avversità: dal pesante handicap di dover aprire la strada, alla lotteria delle forature, fino alla complessità del sistema di punteggio e alla pressione interna esercitata da compagni di squadra straordinari come Oliver Solberg, Sami Pajari e lo stesso Ogier.
Nel finale di stagione in Sardegna, l’epopea delle vetture Rally1 vive la sua conclusione più emozionante. Se Oliver Solberg si dimostra probabilmente il pilota più veloce del lotto, Evans conferma di essere il più affidabile in assoluto, forte di un ruolino di marcia che conta appena dieci errori in oltre duecentocinquanta gare disputate in carriera.
A trentasette anni, vent’anni dopo quel centoventiquattresimo posto ottenuto nella foresta di Dean al debutto nel febbraio 2006, il “Dragone Rosso” del WRC raggiunge la consacrazione nella sua ventesima stagione di attività, raccogliendo l’eredità di Sébastien Ogier. Sul podio della Sardegna, Scott Martin ha dedicato un pensiero commosso all’amico Craig Breen, mentre Elfyn Evans ha coronato il suo sogno e quello di papà Gwyndaf, portando finalmente la corona mondiale a Dolgellau, con la consapevolezza che il trionfo è stato un lungo viaggio e non soltanto una semplice destinazione.









