ERC – Andrea Mabellini: “Possiamo lottare ovunque, questo conta”
Andrea Mabellini ha dichiarato che la consapevolezza di poter essere competitivo su ogni superficie lo aiuterà a superare la delusione per il ritiro dal Rally d’Ungheria, dove era in testa prima di dover abbandonare per danni alla sospensione. Il pilota italiano vede nel suo passo competitivo, sia su asfalto che su terra, un segnale positivo per il prosieguo della stagione ERC.
Andrea Mabellini ha scelto di vedere il bicchiere mezzo pieno, nonostante l’amarezza per il ritiro che ha interrotto una possibile impresa al ERC Staff House Rally Hungary. Il pilota della Racing Factory, affiancato da Virginia Lenzi, era infatti in testa alla gara quando è stato costretto ad abbandonare nel tratto stradale prima della penultima speciale a causa di danni alla sospensione, innescati da una foratura avvenuta durante il primo passaggio sul circuito decisivo.
Se fosse riuscito a concludere in testa, Mabellini avrebbe conquistato la sua prima vittoria su terra nel FIA European Rally Championship, coronando un cammino in crescita iniziato con il suo primo successo assoluto su asfalto in Polonia lo scorso ottobre.
Alla domanda su quale insegnamento potesse trarre da un weekend finito amaramente, il venticinquenne bresciano ha risposto con la lucidità dei piloti consapevoli del proprio valore:
“Possiamo lottare ovunque. Siamo stati veloci nel primo rally su asfalto, a Sierra Morena, e lo siamo stati anche qui. Questo significa che possiamo essere competitivi su ogni superficie, ed è la cosa più importante per un pilota. Puoi essere forte sulla ghiaia ma perdere il passo sull’asfalto, o viceversa. Per noi non è così. E questo, alla fine, conta più di tutto”.
Con le sue parole, Mabellini ha messo in evidenza un punto cruciale nella carriera di un giovane in ascesa: la capacità di adattarsi a tutte le condizioni, elemento indispensabile per ambire ai vertici in un campionato variegato come l’ERC, dove il calendario alterna asfalto tecnico e ghiaia veloce.
Il ritiro è stato provocato da un evento sfortunato: “Penso che sia stata la mia migliore prestazione in carriera, ma non possiamo farci nulla. Abbiamo avuto un impatto molto forte. Dopo un salto, c’era un sasso enorme, impossibile da evitare. Lo abbiamo colpito in pieno, abbiamo forato e cambiato la gomma fuori dalla prova. Ma poi ci siamo accorti che la bottiglia d’olio dell’ammortizzatore era esplosa. Senza olio non è possibile continuare in sicurezza: rischiavamo di distruggere il supporto superiore. Così siamo tornati in assistenza”.
Il ritiro ha avuto anche conseguenze economiche: Mabellini era tra i candidati al premio da 20.000 euro in buoni del Programma Bonus Škoda Motorsport, riservato ai migliori performer su vetture del marchio ceco. Ma anche questo obiettivo è sfumato.
“È dura da accettare”, ha ammesso. “Stavamo lottando per il bonus Škoda, ma alla fine non abbiamo ottenuto nulla. Ci dispiace molto, soprattutto per tutte le persone che ci lavorano dietro. La squadra ha fatto un lavoro straordinario e ci meritavamo di più”.
Nonostante la delusione, Mabellini esce dall’Ungheria con una certezza in più: la consapevolezza di potersi giocare la vittoria su qualsiasi fondo. E in un campionato competitivo come l’ERC, è una base solida da cui ripartire.









