L’erede della Toyota GR Yaris Rally1 è la GR Celica WRC?
Il WRC sta vivendo un periodo di transizione turbolento. Il calo di partecipanti, le polemiche sui regolamenti e la concorrenza di altre serie motorsport come il Dakar o il World RX hanno messo in crisi la categoria. Nonostante ciò, Toyota rimane l’unico costruttore automobilistico mainstream confermato per il 2027.
La Casa giapponese è al lavoro per sviluppare la propria vettura per la prossima era regolamentare del WRC, lo abbiamo fatto vedere in un video. Osservando con attenzione le immagini, la carrozzeria dovrebbe riprendere le forme della nuova GR Celica, un nome iconico che evoca ricordi di vittorie epiche nei rally degli anni ’90. In un momento in cui il Mondiale Rally sta affrontando una delle sue fasi più difficili, con un calo di interesse da parte di alcuni costruttori e sfide organizzative, Toyota Gazoo Racing (TGR) dimostra un impegno incrollabile verso la disciplina. Le prime foto diffuse da RallyeSport, scattate durante un test in Portogallo, rivelano un prototipo camuffato che si discosta nettamente dalle linee della GR Yaris Rally1 attuale, puntando verso un design più coupé e aggressivo che richiama proprio la Celica.
Questa mossa non è solo un cambio estetico, ma rappresenta una strategia mirata a rafforzare il brand Toyota nei rally, sfruttando l’eredità storica di un modello che ha segnato un’epoca. La GR Celica, infatti, è stata protagonista del WRC nei primi anni ’90, conquistando i titoli Costruttori nel 1993 e 1994 con la livrea Castrol, grazie a piloti leggendari come Carlos Sainz e Juha Kankkunen. Ora, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento tecnico dal 1° gennaio 2027, Toyota sembra pronta a rivitalizzare quel capitolo glorioso, adattandolo alle esigenze moderne del motorsport.
Per comprendere appieno l’importanza di questo sviluppo, è utile ripercorrere la storia recente di Toyota nel WRC. Il ritorno della Casa giapponese nel Mondiale Rally risale al 2017, dopo un’assenza di quasi due decenni. La scelta cadde sulla Yaris WRC, una vettura compatta e versatile che ha evoluto nel tempo: prima con la versione Plus, poi con la Rally1 ibrida introdotta nel 2022, e infine con la variante non ibrida a partire dal 2025, in risposta alle critiche sui costi elevati del sistema ibrido. La GR Yaris Rally1 ha portato Toyota a dominare la scena, con multiple vittorie e titoli piloti e costruttori. Solo nel 2025, ad esempio, il team ha conquistato il campionato con Kalle Rovanperä al volante, dimostrando l’efficacia della piattaforma Yaris.
Tuttavia, il WRC sta vivendo un periodo di transizione turbolento. Il calo di partecipanti, le polemiche sui regolamenti e la concorrenza di altre serie motorsport come il Dakar o il World RX hanno messo in crisi la categoria. Nonostante ciò, Toyota rimane l’unico costruttore automobilistico mainstream confermato per il 2027, affiancato dal preparatore Project Rally One, che sarà trattato come un costruttore a tutti gli effetti grazie alle nuove norme sportive. Questo impegno è un segnale forte: Toyota non solo crede nel futuro del rally, ma lo vede come un laboratorio per innovare tecnologie trasferibili alle auto di serie.
Il nuovo regolamento WRC 2027 è stato progettato per rendere la categoria più accessibile e flessibile, con una durata prevista di dieci anni. Le vetture saranno basate su un telaio tubolare (spaceframe), simile a quello delle Rally2 attuali, ma con maggiore libertà per i costruttori nel design della carrozzeria. Non è più obbligatorio basarsi su un modello di produzione esistente; i team possono creare bodywork personalizzati, purché rispettino dimensioni massime e standard di sicurezza. Le potenze saranno limitate a circa 300 cavalli, derivati da motori 1.6 litri turbo, e molte componenti saranno condivise con le Rally2 per ridurre i costi. Un tetto massimo di spesa è fissato a 345.000 euro per vettura, un taglio significativo rispetto ai budget milionari delle Rally1 ibride. Questo approccio mira ad attrarre nuovi entranti, inclusi preparatori privati, e a democratizzare il WRC.
In questo contesto, il prototipo Toyota avvistato in Portogallo rappresenta un passo concreto verso l’adattamento alle nuove regole. Le foto, catturate da Marcio Pereira e diffuse su piattaforme come X (ex Twitter), mostrano una vettura con un piccolo terzo volume in coda, tipica di un coupé a due porte, ben diversa dalla hatchback Yaris. Il camouflage rosso-nero-bianco, tipico di TGR, non nasconde del tutto le linee aggressive: grandi prese d’aria anteriori, un cofano ventilato e un assetto rally-oriented con sospensioni rialzate e pneumatici da sterrato. Questo è il primo sguardo alla GR Celica, che potrebbe debuttare come auto stradale tra il 2026 e il 2027, allineandosi perfettamente con il lancio nei rally.
La GR Celica stradale, secondo rumor persistenti da fonti giapponesi come Best Car, potrebbe adottare un motore 2.0 litri turbo con trazione integrale GR-Four, potenzialmente fino a 600 CV in versioni estreme, e opzioni di cambio manuale a 6 marce o automatico a 8. Per la versione rally, tuttavia, il powertrain sarà adattato alle specifiche WRC: un 1.6 litri turbo montato trasversalmente, frontale, per ottimizzare il bilanciamento. Le regole permettono questa flessibilità: la Celica stradale potrebbe essere mid-engined, mentre la rally car front-engined, mantenendo però lo stesso styling esterno. Questo approccio “better roads, better cars” è il mantra di Toyota, che usa il motorsport per testare innovazioni come l’aerodinamica avanzata e i materiali leggeri.
I test in Portogallo, condotti in Algarve, hanno già accumulato oltre 2.000 km, come confermato dal direttore tecnico di TGR, Tom Fowler. “La vettura sta correndo da alcune sessioni e ha dimostrato affidabilità”, ha dichiarato in un’intervista a PaulTan.org. Le immagini e i video diffusi sui nostri canali social media, inclusi post su Facebook, Instagram e Youtube, mostrano il prototipo in azione su strade sterrate, con polvere che si alza e un sound aggressivo che evoca i rally classici. Non è un caso che Toyota abbia scelto il Portogallo: il Rally de Portugal è una tappa iconica del WRC, con terreni misti che mettono alla prova handling e durabilità.
Confrontando con l’attuale GR Yaris Rally1, il cambiamento è radicale. La Yaris, introdotta nel 2022 con ibrido plug-in, erogava oltre 500 CV combinati, ma i costi elevati hanno portato alla rimozione dell’ibrido dal 2025. La nuova GR Celica WRC27, con i suoi 300 CV puri, punterà su efficienza e affidabilità, riducendo il gap con le Rally2 e facilitando l’ingresso di piloti emergenti. Toyota ha già prodotto 25.000 unità GR per omologazioni passate, e si prevede un simile impegno per la Celica, che potrebbe rivitalizzare il mercato delle hot hatch e coupé sportivi.
Nonostante l’entusiasmo, il WRC deve affrontare sfide. Solo Toyota e Project Rally One sono confermati, mentre Hyundai e Ford (M-Sport) valutano opzioni. La FIA mira a espandere la griglia, forse attirando marchi come Subaru o Mitsubishi, storici rivali di Toyota. In questo scenario, la GR Celica potrebbe diventare il simbolo della rinascita: un ponte tra passato e futuro, dove la passione per i rally incontra l’innovazione tecnologica.
L’impegno di Toyota Gazoo Racing nel WRC 2027 con la nuova GR Celica non è solo una mossa competitiva, ma un investimento nel patrimonio motorsport. Mentre il Mondiale naviga acque agitate, la Casa giapponese illumina la strada, ricordandoci perché i rally rimangono uno degli sport più emozionanti al mondo. Con il debutto previsto tra pochi mesi per la versione stradale e l’esordio in gara nel 2027, la Celica è pronta a scrivere un nuovo capitolo di successi. Rimanete sintonizzati: il rombo dei motori è solo all’inizio.



