Con cosa e con chi correrà M-Sport nel WRC 2027?
La domanda non è se l’M-Sport sarà nel WRC del futuro. La domanda è con chi, con cosa e a quali condizioni? Ne avevamo parlato già mesi fa, poi gli americani vicini a Ford (lecca culi) ci avevano attaccato. A pochi mesi dal debutto della nuova era del Mondiale Rally, i discepoli di Cristoforo Colombo si saranno tolti il prosciutto dagli occhi?
Il futuro di M-Sport nel Campionato del Mondo Rally oltre il 2026 rimane ufficialmente in sospeso, ma dietro le quinte qualcosa si muove. Richard Millener, team principal della squadra britannica, ha confermato che tutte le opzioni restano sul tavolo per il 2028: una partnership con Ford, un accordo con un altro costruttore, oppure la strada più ambiziosa e rischiosa, quella di diventare un costruttore autonomo. Nessuna porta è stata chiusa, nessuna alleanza è stata siglata. M-Sport aspetta, osserva e, nel frattempo, prepara il terreno.
Il contesto in cui matura questa incertezza è preciso. La squadra ha già ammesso che costruire una vettura WRC27 completamente nuova entro il 2027 — rispettando i vincoli di budget imposti dalla FIA con il nuovo regolamento tecnico — è sostanzialmente irrealistico, soprattutto considerando i tempi stretti. Per il 2027, quindi, l’M-Sport si presenterà quasi certamente con la Ford Fiesta Rally2, che nel nuovo formato regolamentare combatterà nella stessa classe delle vetture WRC27. Una scelta di continuità, non di rinuncia: Millener ha chiarito che l’obiettivo vero non è sopravvivere un anno in più, ma arrivare al 2028 con un progetto solido e credibile.
C’è però un altro fattore che tiene bloccate le decisioni, forse più determinante dei tempi tecnici: la vendita dei diritti commerciali del WRC. Il processo è in fase avanzata, e il candidato più accreditato a rilevare la gestione del campionato è Cosmobilis, società automobilistica francese guidata da Eric Boullier, ex team principal di Lotus e McLaren in Formula 1. Per un costruttore o un team che deve decidere se investire decine di milioni in un progetto pluriennale, sapere chi guiderà il campionato nei prossimi anni — e con quale visione strategica — non è un dettaglio. È la premessa di qualsiasi ragionamento finanziario. “Non firmeremo per un progetto costoso se non sappiamo dove sta andando questo sport”, ha detto in sostanza Millener, con una franchezza che lascia poco spazio all’interpretazione.
Nonostante l’incertezza, il team non è rimasto fermo. Millener ha rivelato che sono stati avviati lavori preliminari su una potenziale vettura di nuova generazione: studi di fattibilità sul telaio, analisi delle forme carrozzeria, le basi essenziali per non partire da zero qualora si aprisse improvvisamente una finestra. Non è sviluppo vero e proprio, ma è la differenza tra essere pronti e non esserlo. “Abbiamo fatto il minimo indispensabile per assicurarci che, se arrivasse qualcosa, non saremmo a punto zero”, ha spiegato il team principal.
Il rapporto con Ford rimane il capitolo più delicato e, probabilmente, quello con le implicazioni più ampie. La partnership tra M-Sport e il marchio dell’ovale blu ha radici profonde: iniziata nel 1997, ha portato alla gestione del programma ufficiale Ford nel WRC fino al 2012, e da allora il team ha continuato a sviluppare e schierare vetture Ford in veste di squadra semi-ufficiale. Oggi M-Sport gestisce anche il programma factory di Ford nel World Rally Raid Championship, il che mantiene vivo un canale di dialogo costante. “Ford fa sempre domande e noi rispondiamo sempre”, ha detto Millener. “Hanno ancora interesse nel WRC, ne discutono quando sono agli eventi di Rally Raid. C’è un canale di comunicazione aperto.” Ma un canale aperto non è un accordo, e per ora Ford sta semplicemente tenendo sotto osservazione il panorama, valutando tutti i campionati in cui è coinvolta senza accelerare su nessuno in particolare.
L’ipotesi di costruire una vettura in proprio, senza il sostegno di un grande marchio automobilistico, è sul tavolo ma porta con sé rischi evidenti. L’M-Sport è una realtà solida, con competenze tecniche riconosciute a livello internazionale, ma trasformarsi in costruttore autonomo nel WRC richiede investimenti ingenti e una visione a lungo termine che, in questo momento, non può prescindere dalla stabilità del campionato stesso. La condizione posta da Millener è chiara: prima di impegnarsi su un progetto del genere, serve la certezza che il WRC abbia un piano credibile per i prossimi venticinque anni. Non è una richiesta irragionevole. È la logica elementare di chi gestisce un’impresa.
Per il 2027, intanto, la Fiesta Rally2 non riceverà ulteriori sviluppi significativi. Il team ha già effettuato un importante aggiornamento all’inizio del 2025 e ritiene la vettura sufficientemente competitiva per affrontare le altre Rally2 nel contesto della nuova classe unificata. Investire pesantemente su un’auto destinata a essere usata per una sola stagione non avrebbe senso commerciale né tecnico.
Il quadro che emerge dalla voce di Millener è quello di un team che non ha nessuna intenzione di sparire dal WRC, ma che si rifiuta di fare passi avventati in un momento di transizione così delicata. L’M-Sport sa aspettare: lo ha dimostrato in quasi trent’anni di storia nel rally mondiale, sopravvivendo a cambi di regolamento, crisi economiche e rivoluzioni tecniche. La differenza, stavolta, è che l’attesa non è passiva. È un’attesa armata di studi, analisi e conversazioni che potrebbero, nel momento giusto, trasformarsi molto rapidamente in un progetto concreto.
La domanda non è se l’M-Sport sarà nel WRC del futuro. La domanda è con chi, con cosa e a quali condizioni? Ne avevamo parlato già mesi fa (in questo articolo) poi gli americani vicini a Ford (lecca culi) ci avevano attaccato. A pochi mesi dal debutto della nuova era del Mondiale Rally, i discepoli di Cristoforo Colombo si saranno tolti il prosciutto dagli occhi?









