Dakar 2027: la sfida più dura dell’era saudita
Più chilometri, più sabbia e un ritorno allo spirito estremo del raid più celebre al mondo. Confermata anche per il prossimo anno, in cui si correrà l’edizione numero 49, la sede in Arabia Saudita.
La Dakar 2027 ha già scoperto le sue carte e lo fa con un messaggio chiaro: sarà un’edizione storica. Il percorso della 49ª edizione del rally raid più duro del mondo punta infatti ad alzare ulteriormente l’asticella, aumentando chilometri, difficoltà tecnica e varietà dei terreni. Dal 1° al 15 gennaio, la competizione si svolgerà ancora interamente in Arabia Saudita, con partenza e arrivo a King Abdullah Economic City, confermandosi come il punto di riferimento globale per la resistenza estrema su due e quattro ruote. I numeri parlano da soli: 8.390 chilometri complessivi, di cui 5.320 cronometrati, distribuiti su 14 giorni di gara (prologo più 13 tappe). È la Dakar più lunga da quando il rally si è trasferito in Medio Oriente nel 2020, una scelta che riflette la volontà dell’organizzazione di tornare a un formato più puro e selettivo. Come ha sottolineato il direttore di gara David Castera, l’obiettivo è chiaro: “Volevamo una Dakar più lunga. Sarà più impegnativa e più difficile”.
Oltre agli aspetti sportivi, la conferma della sede rappresenta un segnale importante. Nonostante il contesto di instabilità geopolitica che interessa il Medio Oriente, la Dakar continuerà a disputarsi in Arabia Saudita. Negli ultimi mesi, eventi internazionali come quelli legati a Formula 1 e MotoGP hanno subito cancellazioni e modifiche di calendario, ma l’organizzazione ASO ha ribadito la solidità del progetto. Le autorità saudite hanno garantito standard di sicurezza elevati, sottolineando come le attività sportive proseguano regolarmente. La Dakar, in questo contesto, non è solo una competizione, ma anche un evento strategico nel panorama sportivo internazionale e gli organizzatori assieme al governo saudita faranno sicuramente di tutto per tenere la gara in Arabia Saudita.

Il tracciato 2027 introduce novità significative. Aumentano sensibilmente i tratti di dune e sabbia, mentre diminuiscono quelli rocciosi. La navigazione e i continui cambi di superficie avranno un ruolo centrale, rendendo la gara ancora più complessa dal punto di vista tecnico. L’organizzazione parla di “estrema diversità di paesaggi”: scenari in continua evoluzione anche all’interno della stessa speciale. Questo costringerà piloti e team ad adattarsi costantemente, sia nello stile di guida sia nella strategia, aumentando il peso delle decisioni in tempo reale. Il percorso si svilupperà attorno a un grande anello con partenza e arrivo a King Abdullah Economic City, ma al suo interno offrirà un mosaico di sfide differenti. La carovana attraverserà località simbolo della Dakar saudita come Yanbu, Al’Ula e Hail.
Si alterneranno tratti veloci, dove la velocità pura farà la differenza, e sezioni altamente tecniche, in cui la navigazione sarà decisiva. L’equilibrio tra tappe lunghe e giornate più brevi è stato studiato per logorare progressivamente uomini e mezzi. Dal prologo iniziale di 30 chilometri fino alla speciale finale di soli 50 km, tutto è progettato per mantenere la classifica aperta fino all’ultimo. Perché alla Dakar, anche il tratto più breve può trasformarsi in una trappola è non sarebbe la prima volta che la gara monumento dei rally-raid venga assegnata all’ultimo WP. Elemento chiave dell’edizione 2027 sarà il ritorno della resistenza pura, incarnata da due tappe marathon, una per settimana. In queste frazioni, i concorrenti dovranno affrontare lunghe speciali e trascorrere la notte senza assistenza esterna. La prima marathon sarà la più estrema, in formato “rifugio”: solo una tenda, un sacco a pelo e risorse minime. La seconda offrirà condizioni leggermente migliori, ma manterrà il divieto di supporto tecnico. In questo scenario, la velocità passerà in secondo piano. Gestione della meccanica, capacità di adattamento e lucidità mentale diventeranno determinanti. Alla Dakar, infatti, resistere è importante quanto correre.
L’impostazione sportiva della Dakar 2027 è pensata per evitare verdetti anticipati. Molte delle tappe più dure saranno concentrate nella seconda settimana, quando la fatica accumulata inizierà a incidere pesantemente. Errori di navigazione, problemi meccanici o semplici cali di concentrazione potranno avere conseguenze decisive sulla classifica generale. Anche la tappa finale, la tredicesima, pur con i suoi soli 50 chilometri, non sarà una passerella: potrebbe invece riservare colpi di scena clamorosi. Perché la Dakar non perdona mai. E anche il tratto più breve può trasformarsi in un terremoto sportivo.
| Data | Tappa | Percorso | Speciale | Totale |
|---|---|---|---|---|
| 1 gennaio | Prologo | KAEC – KAEC | 30 km | — |
| 2 gennaio | Tappa 1 | KAEC – Yanbu | 350 km | 500 km |
| 3 gennaio | Tappa 2 | Yanbu – Al’Ula | 310 km | 535 km |
| 4 gennaio | Tappa 3 | Al’Ula – Hail | 480 km | 745 km |
| 5 gennaio | Tappa 4 | Hail – Hail | 380 km | 735 km |
| 6 gennaio | Tappa 5 | Hail – Ad Dawadimi | 480 km | 720 km |
| 7 gennaio | Tappa 6 (Marathon) | Ad Dawadimi – Bivacco | 440 km | 565 km |
| 8 gennaio | Tappa 7 (Marathon) | Bivacco – Bisha | 430 km | 480 km |
| 9 gennaio | Riposo | Bisha | — | — |
| 10 gennaio | Tappa 8 | Bisha – Bisha | 460 km | 680 km |
| 11 gennaio | Tappa 9 | Bisha – Wadi Ad Dawasir | 460 km | 730 km |
| 12 gennaio | Tappa 10 | Wadi Ad Dawasir – Bisha | 515 km | 650 km |
| 13 gennaio | Tappa 11 (Marathon) | Bisha – Al Bahah | 480 km | 630 km |
| 14 gennaio | Tappa 12 (Marathon) | Al Bahah – KAEC | 455 km | 905 km |
| 15 gennaio | Tappa 13 | KAEC – KAEC | 50 km | 100 km |








