ERC – Salta il Rally Ungheria
La prova d’apertura della stagione continentale non si corre. Il Campionato Europeo scatterà dalla Sierra Morena come nella passata stagione.
Il Campionato Europeo Rally 2026 non prenderà il via come inizialmente previsto. La stagione ERC avrebbe dovuto aprirsi il 20 marzo con il Rally d’Ungheria, sulle strade sterrate attorno a Veszprém, ma secondo informazioni attendibili l’appuntamento magiaro non verrà disputato.
La comunicazione è arrivata direttamente ai team e ai piloti attraverso un rappresentante del Promoter: il Rally d’Ungheria è cancellato (del resto sul sito ufficiali le informazioni sono ferme all’edizione 2025) e la prima prova del calendario 2026 sarà il Rally Sierra Morena, in Spagna. FIA e Promoter sono già al lavoro per individuare un evento sostitutivo, con l’obiettivo di mantenere un calendario composto da otto round, anche se la gara rimpiazzante dovrebbe collocarsi più avanti nella stagione, con ogni probabilità in autunno.
L’ipotesi di una cancellazione del Rally d’Ungheria circolava da settimane. Già a fine dicembre alcune indiscrezioni avevano acceso l’attenzione degli addetti ai lavori, alimentate da notizie emerse sui social. In particolare, si parlava di problemi giudiziari che coinvolgerebbero figure di spicco del rallysmo ungherese e dell’organizzazione legata al Veszprém Rally. Questi elementi hanno progressivamente minato la credibilità dell’evento, fino alla decisione di estrometterlo dal calendario ERC 2026.
Alla base della cancellazione non ci sarebbero soltanto questioni organizzative, ma anche un profondo conflitto interno ai vertici del motorsport ungherese. Al centro dello scontro figurano l’attuale presidente della federazione MNASZ, Zoltán Szujó, e il suo predecessore Gyárfás Oláh.
Dopo l’insediamento di Szujó, la nuova dirigenza ha adottato una linea dura nei confronti del passato, parlando apertamente di una necessità di “ripulire” la federazione. Sono state avanzate accuse di irregolarità finanziarie e gestionali durante la presidenza Oláh, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo e la rendicontazione dei fondi statali destinati alle precedenti edizioni del Rally d’Ungheria.
La risposta dell’ex presidente non si è fatta attendere. Nel corso del 2025 Oláh ha intrapreso un’azione legale contro Szujó, presentando una denuncia formale per diffamazione e per aver, a suo dire, deliberatamente travisato i fatti allo scopo di danneggiarne la reputazione.
A sostegno della propria posizione, Oláh ha reso pubblica la documentazione finanziaria relativa al Rally d’Ungheria 2020, dalla quale risulterebbe che una sovvenzione statale pari a 125,6 milioni di fiorini (circa 320.000 euro) sia stata rendicontata integralmente e approvata dal ministero competente.
In questo clima di incertezza istituzionale e giudiziaria, la cancellazione del Rally d’Ungheria appare come una conseguenza quasi inevitabile. Il Promoter dell’ERC ha confermato che, in collaborazione con la FIA, verrà valutata ogni possibile soluzione per inserire una nuova gara nel calendario 2026, così da preservare l’equilibrio sportivo del campionato.
Nel frattempo, il Rally Sierra Morena assumerà un ruolo chiave, diventando l’appuntamento inaugurale della stagione europea. Un cambio di scenario significativo, che modifica la fisionomia dell’avvio di campionato e costringe team e piloti a rivedere programmi e strategie.
Resta ora da capire se e quando l’Ungheria potrà tornare stabilmente nel panorama dell’ERC. Molto dipenderà dall’esito delle vicende legali in corso e dalla capacità delle istituzioni sportive locali di ristabilire ordine e credibilità. Per il 2026, però, il verdetto appare definitivo: il Rally d’Ungheria non si correrà.








