Il “Grigio” se n’è andato per sempre
Addio a Gabriele Favero, anima del Motoring Club e grande appassionato del rallysmo ma soprattutto della gente dei rally.
Il mondo del motorsport e dei rally saluta Gabriele Favero, una figura che ha saputo incarnare come poche altre l’essenza più autentica e viscerale di questa disciplina. Ricordare Gabriele, scomparso oggi dopo una lunga malattia, significa riavvolgere il nastro di decenni di passione per le quattro ruote, di trasferte in mezza Europa, di notti insonni a tracciare percorsi, di sfide organizzative e di un amore profondo per il territorio veneto, trasformato nel teatro di alcune delle pagine più belle e intense del rallysmo nazionale.
Come storico e carismatico presidente del Motoring Club (nato nel 1983 sulle ceneri del Ferrari Club Sernaglia), il “Grigio” non è mai stato un semplice dirigente dietro una scrivania. È stato la mente e il cuore pulsante di una macchina organizzativa diventata negli anni un punto di riferimento assoluto per professionalità ed efficienza. Come dimenticare i tanti piloti finlandesi venuti a correre in Italia grazie all’impegno suo ed a quello dei suoi collaboratori e come dimenticare la nascita del Rally della Marca Trevigiana e le tante edizioni del Prealpi Rally Show, una vera e propria festa di fine stagione?
Ciò che rendeva unico il contributo di Gabriele Favero era la capacità di coniugare la precisione con la passione e con una straordinaria umanità. Conosceva personalmente gran parte del circus, dai campioni affermati agli equipaggi privati, dai commissari di gara ai volontari lungo il percorso. Per tutti aveva sempre una parola di incoraggiamento, una stretta di mano salda e quella franchezza tipica degli uomini di sport che affrontano le difficoltà a viso aperto.
Il segno lasciato dal “Grigio” travalica la pura cronaca sportiva e le classifiche di gara. Resta la testimonianza di un dirigente appassionato e tenace, che ha speso energie inesauribili per la promozione dell’automobilismo e per la tutela delle tradizioni motoristiche della sua terra. Anche senza la sua presenza fisica, la sua eredità ideale e morale continua a vivere in ogni km di prove speciale, dove il rombo dei motori risuonerà sempre come il saluto più vero e partecipe a un grande uomo di sport.





