Miki Biasion: il campione che ha fatto sognare l’Italia
Il vero punto di svolta arriva con l’ingresso nell’universo Lancia, inizialmente attraverso il Jolly Club, una delle realtà più solide e competenti del rallismo europeo. Con la Lancia Rally 037, Biasion affronta simultaneamente i campionati italiano, europeo e mondiale. Il 1983 è un anno chiave.
Miki Biasion, all’anagrafe Massimo, nasce a Bassano del Grappa il 7 gennaio 1958, in una terra che non era ancora tradizionalmente identificata con il rally quanto la Finlandia o la Svezia, ma che grazie a lui diventerà uno dei poli simbolici del rallismo italiano. Biasion non è soltanto il più vincente pilota italiano nella storia del Campionato del mondo rally, ma anche una figura centrale nell’epopea tecnica e sportiva della Lancia degli anni Ottanta, l’uomo che ha trasformato la Delta Integrale da progetto vincente in una vera e propria dinastia sportiva. La sua carriera, estesa poi anche ai rally raid, è il racconto di un pilota completo, capace di coniugare velocità pura, intelligenza tattica, sensibilità meccanica e una straordinaria capacità di lavorare in squadra.
L’esordio agonistico di Biasion avviene nel 1979 nel Campionato italiano rally, al volante di una Opel Kadett GTE. È un inizio prudente ma già indicativo di un talento che cresce rapidamente. Nel 1980 passa alla Opel Ascona SR, ampliando il proprio raggio d’azione ai campionati italiano, europeo e mondiale. La crescita è progressiva ma costante: Biasion non brucia le tappe, assimila esperienza su fondi diversi e in contesti tecnici complessi. Tra il 1981 e il 1982, con la Ascona 400, arriva la prima vittoria di prestigio al Rally della Lana, successo che segna simbolicamente il passaggio da giovane promessa a pilota strutturato.
Il vero punto di svolta arriva con l’ingresso nell’universo Lancia, inizialmente attraverso il Jolly Club, una delle realtà più solide e competenti del rallismo europeo. Con la Lancia Rally 037, Biasion affronta simultaneamente i campionati italiano, europeo e mondiale. Il 1983 è un anno chiave: sei vittorie complessive e la conquista dei titoli italiano ed europeo, risultati che lo impongono definitivamente all’attenzione della squadra ufficiale Martini Racing. In queste stagioni emerge in modo chiaro il sodalizio con Tiziano Siviero, copilota che diventerà parte integrante del successo di Biasion: una coppia tecnicamente affiatata, solida sotto pressione e capace di leggere la gara con lucidità.

Nel 1986, con il passaggio alla Lancia Delta S4, Biasion entra pienamente nell’era Gruppo B. È una stagione drammatica per il rally mondiale, segnata da incidenti gravissimi e dalla fine di un’epoca tecnica estrema. In questo contesto, Biasion conquista la sua prima vittoria iridata al Rally d’Argentina, dimostrando una maturità fuori dal comune nella gestione di una vettura potentissima e complessa. Chiude il mondiale al quinto posto, ma soprattutto si accredita come uno dei piloti di riferimento del nuovo corso Lancia.
Il 1987 rappresenta l’anno della transizione definitiva: la Delta HF 4WD, prima evoluzione a trazione integrale del progetto Delta, diventa l’arma con cui Lancia affronta il nuovo regolamento Gruppo A. Biasion vince Monte Carlo, Argentina e Sanremo, chiudendo il mondiale secondo, a soli sei punti da Juha Kankkunen. È il segnale inequivocabile che l’italiano è ormai pronto per il titolo. Parallelamente, corre anche nel Campionato italiano turismo con l’Alfa Romeo 75 Evoluzione, dimostrando una versatilità tecnica rara.
Il biennio 1988-1989 rappresenta l’apice assoluto della carriera di Biasion e uno dei momenti più alti della storia del rally mondiale. Con la Lancia Delta Integrale, Miki domina il mondiale vincendo cinque rally nel 1988 e conquistando il suo primo titolo iridato. È un successo costruito su fondi diversissimi, dal Portogallo al Safari, dall’Acropoli agli Stati Uniti, che certifica la completezza del pacchetto tecnico e umano. Nello stesso anno trionfa anche al Giro automobilistico d’Italia, in coppia con Riccardo Patrese, ulteriore dimostrazione della sua poliedricità.
Nel 1989, Biasion si ripete con altre cinque vittorie, bissando il titolo mondiale e diventando il terzo pilota nella storia a vincere due mondiali rally, nonché il secondo a conquistarli consecutivamente. È il momento in cui la Delta Integrale diventa leggenda, e Biasion il suo interprete più autorevole. La sua guida è meno spettacolare di altri campioni nordici, ma estremamente efficace: precisa, pulita, orientata alla gestione della gara e alla preservazione del mezzo.
Il 1990 e il 1991 segnano l’inizio di una fase più complessa. Biasion continua a vincere, imponendosi in Portogallo e Argentina nel 1990, ma il titolo piloti sfugge a favore di Carlos Sainz e poi di Juha Kankkunen, mentre Lancia continua a dominare la classifica costruttori. Sono stagioni di alto livello, ma il contesto competitivo si fa sempre più serrato e le dinamiche interne al team iniziano a mutare.

Nel 1992 Biasion lascia Lancia e passa alla Ford, al volante della Sierra RS Cosworth 4×4. È un cambiamento difficile: il pilota veneto fatica ad ambientarsi e non nasconde pubblicamente il proprio disagio tecnico e gestionale. La situazione migliora parzialmente nel 1993 con l’arrivo della Escort RS Cosworth, vettura con cui conquista una prestigiosa vittoria al Rally dell’Acropoli, uno dei successi più duri e significativi della sua carriera.
L’ultima fase rallistica si consuma con Subaru, dove nel 1995 ottiene un terzo posto al Rally di Sanremo, prima di chiudere definitivamente la carriera nel WRC. È la fine di un ciclo, ma non della sua attività agonistica.
Dal 1997, Biasion intraprende con sorprendente successo la carriera nei rally raid, inizialmente nella categoria camion. Con Iveco Eurocargo diventa uno dei riferimenti assoluti del settore, vincendo la Coppa del mondo rally raid GTC Truck nel 1998 e nel 1999. Il passaggio alla categoria auto con Mitsubishi Pajero lo porta sul podio della Parigi-Dakar, dove chiude secondo nel 2003, risultato di enorme prestigio. Tornato ai camion, ottiene successi di rilievo culminati con la vittoria al Rally del Marocco 2011 e un eccellente sesto posto alla Dakar 2012, con tre tappe vinte.
La carriera di Miki Biasion è il ritratto di un campione totale, capace di segnare un’epoca nel rally mondiale e di reinventarsi con successo in discipline profondamente diverse. Rimane, ancora oggi, il simbolo più alto del rally italiano, l’uomo che ha portato il Tricolore sul tetto del mondo con continuità, competenza e una straordinaria lucidità tecnica.









