Piemonte senza pace: gli sportivi protestano per Lombardore
I Carabinieri Forestali del nucleo di Volpiano e i tecnici comunali hanno accertato che i pneumatici utilizzati come protezione avevano deformato il guardrail, mentre la sponda del torrente risultava compromessa, con alcune barriere sospese e privi di fondamento stabile.
Da fine novembre 2025, l’autodromo di Lombardore — storico circuito permanente di circa 1.100 m situato a Lombardore (TO) in località Valle Fisca — è completamente fermo. Il sindaco del comune, Rocco Barbetta, ha emesso un’ordinanza urgente di sospensione di tutte le attività motorizzate nella struttura, a seguito di un esposto presentato il 22 novembre 2025, in cui veniva segnalata la presenza di residui di copertoni e la fragilità della sponda del torrente Fisca, proprio accanto alla pista.
I Carabinieri Forestali del nucleo di Volpiano e i tecnici comunali hanno accertato che i pneumatici utilizzati come protezione avevano deformato il guardrail, mentre la sponda del torrente risultava compromessa, con alcune barriere sospese e privi di fondamento stabile. Sebbene non siano stati rilevati massivi accumuli di copertoni nell’alveo, le condizioni strutturali sono state giudicate pericolose per l’incolumità pubblica.
L’ordinanza richiede alla proprietà di realizzare interventi urgenti di messa in sicurezza della difesa arginale del Fisca e di verificare la conformità tecnica dell’impianto. Dal blocco — che è in vigore da oltre quattro mesi — non è seguita alcuna riapertura ufficiale, e il calendario degli eventi riporta molte giornate segnate come “chiuso al pubblico”, mentre il sito dell’autodromo, staccato dalla realtà operativa, recita ancora frasi di apertura generica.
Le reazioni degli appassionati sono di frustrazione: oltre al danno per chi vede negata la possibilità di girare in un luogo sicuro, alcuni sottolineano come l’assenza di una pista controllata possa spingere motociclisti e automobilisti verso le strade pubbliche, con inevitabili rischi per la sicurezza stradale.
Dalla pista di autocross a quella asfaltata
La storia dell’autodromo ha radici negli anni ’70: il circuito originario venne realizzato nel 1972 e aperto ufficialmente nel 1973 come pista destinata inizialmente all’autocross, con il nome di “Circuito Pietro Ostorero”.
Nel 1985 l’impianto chiuse per un periodo, e fu rilanciato il 23 luglio 1989 con una configurazione asfaltata e più adatta alle attività di prove libere. Questa trasformazione segnò l’inizio della sua funzione moderna: non più soltanto un tracciato sterrato per eventi specifici, ma una pista compatta per test, allenamenti e divertimento amatoriale con auto e moto.
La pista fu poi acquisita e gestita dalla società Motors Park Torino SRL, che ne ha fatto un riferimento per i piloti non professionisti di Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Lombardia occidentale, grazie alla sua vicinanza a Torino e alla possibilità di organizzare prove libere, track day, corsi di guida tecnica e attività per moto e auto di piccola cilindrata.
Anni di polemiche: rumore e normativa
La vicenda dell’autodromo non è stata priva di tensioni con il territorio. Nel corso degli ultimi decenni, l’impianto è stato più volte oggetto di controversie legate ai limiti acustici e alla relazione con i residenti delle aree circostanti.
Nella prima metà degli anni 2010, un provvedimento del Tribunale di Ivrea dispose nel 2014 la sospensione delle attività dell’impianto a causa del superamento dei limiti di rumore, sancendo una momentanea chiusura e l’obbligo di adeguamento acustico.
La gestione dell’impianto impugnò la decisione e ottenne una sospensiva giudiziaria che consentì la riapertura dopo circa quattro mesi di stop; si trattò di un primo, significativo precedente che evidenziò come le problematiche legate all’impatto ambientale fossero centrali nello sviluppo delle attività dell’autodromo.
Negli anni successivi furono adottate misure di mitigazione, limiti fonometrici più severi (es. 98 dB come limite massimo per i veicoli ammessi) e regolamenti mirati a mantenere l’equilibrio tra attività motoristiche e rispetto delle normative cittadine e regionali.
Funzioni tecniche e attività sportive
La pista di Lombardore, pur compatta, ha avuto un ruolo molto pratico per gli appassionati di guida tecnica. La sua configurazione a U, con sei curve di difficoltà moderata e una lunghezza di circa 1.100 metri, la rende adatta a sessioni di “prova e perfezionamento” di guida, soprattutto per chi non mira alle velocità elevate dei grandi circuiti ma vuole concentrarsi sulla tecnica di percorrenza e controllo del veicolo.
Negli anni l’impianto ha ospitato track day, corsi moto (come quelli della Lumba Riders Academy), eventi dedicati a ruote piccole (es. “12 pollici day”) e giornate di prove libere con categorie divise per tipologie di mezzo.
Negli ultimi anni era stata anche annunciata l’apertura di una “Flat Track Arena”, uno spazio dedicato alle discipline di motociclismo su superfici miste, testimonianza dell’evoluzione delle attività offerte.
Il rapporto con la comunità motori
Per decenni l’autodromo è stato vissuto come un luogo “sacro” dalla vasta comunità di piloti amatoriali di Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria: non solo un circuito, ma un punto di aggregazione, un ambiente dove condividere l’esperienza motoristica in sicurezza — lontano dalle strade pubbliche — e dove perfezionare le proprie abilità in un contesto controllato.
Il fatto che l’autodromo fosse facilmente raggiungibile dalle principali arterie e che fosse aperto a una vasta fascia di utenza — dal neofita al pilota esperto — ha contribuito alla sua popolarità e alla creazione di una piccola “famiglia” di frequentatori affezionati.
Attualità e scenari futuri
Oggi, con lo stop per motivazioni di sicurezza strutturale, l’autodromo vive una fase di forte incertezza. Nonostante il calendario ufficiale pubblicato online continui a mostrare date programmate, nella pratica non risultano eventi pubblici né aperture confermate e la mancanza di comunicazioni ufficiali da parte della proprietà o del Comune lascia la comunità nell’incertezza.
Per poter tornare operativo, è necessario:
- completare gli interventi di stabilizzazione delle sponde arginali del torrente Fisca e assicurare che la barriera e le protezioni siano correttamente ancorate;
- ottenere una verifica tecnica indipendente sulla sicurezza complessiva della pista e delle strutture accessorie;
- aggiornare o far revocare formalmente l’ordinanza comunale di sospensione, con verbali ufficiali depositati presso gli uffici tecnici competenti. Solo al termine di questi passaggi l’impianto potrà riaprire in forma pienamente funzionale.
La storia dell’autodromo di Lombardore è stata segnata da fasi di crescita, contrasti con il territorio, azioni giudiziarie e, fino a pochi mesi fa, una funzione sportiva consolidata nella motor valley piemontese. Oggi il blocco tecnico imposto dalle autorità rappresenta un bivio: da un lato la necessità di garantire sicurezza e rispetto delle normative, dall’altro il desiderio di centinaia di piloti di ritornare su una pista che per anni è stata punto di riferimento per la passione motoristica regionale.








