Simone Girolami partecipava all’ability show
La persona deceduta è Simone Girolami, 44 anni, originario di Castro dei Volsci. Chi lo conosceva lo descriveva come un amante dei motori, entusiasta partecipante all’“ability show”, evento che affrontava con serio spirito agonistico.
Un pomeriggio pensato per celebrare guida sicura e passione per i motori si è trasformato in tragedia. Intorno alle 13:00, durante l’“ability show” in Piazzale Europa, un pilota partecipante — al termine del proprio percorso — ha accusato un malore. Mentre stava rientrando verso i controlli, si è improvvisamente accasciato al volante. I soccorsi, quattro minuti dopo l’allarme, sono arrivati sul posto con tre ambulanze, ma nulla hanno potuto fare: l’uomo — probabilmente colpito da un infarto — è deceduto.
Testimoni presenti riferiscono che il pilota aveva appena concluso la prova: stava tornando lentamente verso l’area di verifica quando ha perso coscienza e si è piegato in avanti, schiacciandosi sul volante. Non c’erano segni di impatto o incidente, ma il panico si è diffuso immediatamente tra i presenti. Nonostante i tentativi di rianimazione, l’uomo è morto sul posto. L’evento è stato sospeso immediatamente, le prove previste sono state cancellate, e l’intera area è stata transennata per consentire soccorsi e rilievi.
La persona deceduta è Simone Girolami, 44 anni, originario di Castro dei Volsci. Chi lo conosceva lo descriveva come un amante dei motori, entusiasta partecipante all’“ability show”, evento che affrontava con serio spirito agonistico.
Simone — come tanti appassionati — aveva trasformato la sua passione in un percorso sportivo significativo. Aveva iniziato guidando con entusiasmo, partecipando a prove dimostrative, ma nel tempo aveva maturato un’esperienza concreta in gare motoristiche. In particolare, tra le sue auto preferite c’era una Porsche Carrera 2.7, acquistata con sacrifici e dedizione, che considerava un pezzo fondamentale della sua “storia su strada”. Raccontava che l’auto era stata recuperata in condizioni tutt’altro che perfette — “abbandonata in un pollaio” — ma che la restaurò con cura, trasferendo su quella macchina buona parte dei suoi risparmi e della sua passione.
Aveva anche gareggiato su tracciati variegati: dai rally su strade bianche, passando per cronoscalate, fino alle prove su pista. In un anno particolarmente importante per lui, conquistò un titolo di rilievo partecipando ad una competizione nazionale di Gruppo 3, dimostrando che non era solo passatempo ma impegno serio. In altre stagioni, correndo con una Honda Civic VTi in Gruppo N, ottenne vittorie nelle cronoscalate: una disciplina pericolosa ma in cui aveva acquisito esperienza e consapevolezza, al punto da decidere di frenare quando capì che rischiava seriamente.
Amava anche il confronto con altri piloti: mai presunzione, ma rispetto — perché per Simone le corse erano prima che tutto una sfida con se stesso, un modo per dare forma alla passione, non un mero spettacolo.
La notizia ha colpito profondamente non solo familiari e amici, ma tanti appassionati di motori: il ricordo di Simone non sarà soltanto il nome di un partecipante a un evento. Per molti sarà l’immagine di un uomo che ha vissuto la propria passione con serietà, che non cercava notorietà ma dignità, impegno, senso di appartenenza a un mondo fatto di mezzi, strade, tempi e salite.
L’organizzazione dell’evento ha espresso cordoglio e si è dichiarata disponibile a collaborare con le autorità competenti. Si attende l’esito dell’autopsia per chiarire le cause esatte del malore. Nel frattempo, amici e spettatori sono rimasti sotto choc: qualcuno si augura — in cuor suo — che l’incidente ricordi l’importanza di controlli sanitari adeguati anche in contesti amatoriali o “non da pista professionistica”.
Simone Girolami lascia dietro di sé non solo un vuoto, ma una carriera — breve rispetto ad altri, ma sincera e vissuta con il cuore. Un uomo per il quale un’auto non era solo un mezzo, ma un compagno di viaggio, un testimone di speranze e sogni.
La sua scomparsa trasforma l’“ability show” di oggi — pensato come festa della guida responsabile — in un monito e in un ricordo. A Ceccano, a Castro dei Volsci, tra chi amava i motori e chi lo conosceva come persona, oggi regna il dolore. Ma resta viva la memoria di chi ha saputo correre con dignità, passione e umanità.









