Tanak: “Non basta cambiare i regolamenti”
Il WRC verso una nuova era: l’estone si augura che il nuovo Promoter riesca a interessare maggiormente il pubblico per rilanciare il Campionato del Mondo
Il World Rally Championship (WRC) si prepara a vivere una fase di grande transizione. Nei prossimi mesi, infatti, l’attuale Promoter del campionato lascerà il proprio incarico, aprendo la strada a un nuovo organizzatore che guiderà la massima serie rallistica mondiale negli anni a venire. Una svolta attesa da tempo, che potrebbe ridefinire il futuro della disciplina, anche se al momento restano molti interrogativi.
La FIA ha avviato il processo di selezione del nuovo Promoter, ma non ha ancora rivelato i nomi dei candidati. Si parla di un valore complessivo dei diritti di marketing e media del WRC intorno ai 500 milioni di euro, una cifra che testimonia l’importanza strategica del campionato. Tuttavia, più che la parte economica, sono le prospettive sportive e strutturali a catalizzare l’attenzione di team, piloti e tifosi.
Tra i più espliciti nel commentare la situazione c’è Ott Tänak, pilota di Hyundai Motorsport, che ha espresso la necessità di un cambio radicale di visione rispetto al passato:“Prima di tutto bisogna vedere chi assumerà questo ruolo e con quale approccio. Serve qualcuno con una visione completamente diversa da quella dell’attuale promotore. Negli ultimi tempi si è parlato molto di costi e di come i regolamenti tecnici potrebbero risolvere i problemi, ma secondo me non è quello il punto.”
Il campione del mondo 2019 ha sottolineato come il vero nodo non sia il budget, bensì la capacità del campionato di attrarre e coinvolgere il pubblico. Come esempio ha citato il Campionato Europeo Rally (ERC), dove la competizione tra vetture Rally2 è altissima ma fatica a ottenere grande seguito: “L’ERC è un buon esempio: tutti corrono con le stesse Rally2 e la competizione è molto serrata, ma l’interesse del pubblico resta minimo. Questo dimostra che il problema non è nei costi.”
Per rafforzare il proprio ragionamento, Tänak ha fatto un paragone con il Tour de France: “Nel ciclismo si pedala su biciclette, eppure i budget delle squadre raggiungono i 50–60 milioni di euro. Noi corriamo con auto da rally ben più costose, quindi è evidente che la questione non è solo economica. Manca qualcos’altro. Spero davvero che il nuovo promotore sappia portare qualcosa di fresco e diverso.”
Più prudente il compagno di squadra Thierry Neuville, che ha preferito concentrarsi sul medio periodo. Secondo il belga, i cambiamenti più significativi arriveranno soltanto nel 2027, quando debutterà la nuova generazione di vetture Rally1, concepite per abbattere i costi e avvicinarsi alle prestazioni delle Rally2: “È chiaro che il campionato avrà bisogno di novità, ma credo che le trasformazioni più rilevanti si vedranno con l’introduzione delle nuove auto nel 2027. Prima di allora sarà complicato aspettarsi una rivoluzione.”
Il WRC vive quindi un momento cruciale: da una parte la necessità di ridurre i costi e mantenere la competitività tecnica, dall’altra l’urgenza di rilanciare l’appeal mediatico e commerciale della serie. L’arrivo di un nuovo Promoter potrebbe rappresentare l’occasione giusta per ripensare il campionato nel suo insieme, trovando un equilibrio tra spettacolo, sostenibilità e innovazione.









