WRC – Abiteboul: “Il 2025 è stato un anno difficile, ma necessario”
Il presidente di Hyundai Motorsport analizza una stagione complessa nel Mondiale: due vittorie, quindici podi e un progetto tecnico ambizioso che guarda già al 2026.
La stagione 2025 del FIA World Rally Championship si è chiusa con un bilancio articolato per Hyundai Motorsport, chiamata a difendere i titoli conquistati nel 2024 in un contesto tecnico e sportivo profondamente mutato. A raccontarne le dinamiche è il presidente e team principal Cyril Abiteboul, che non nasconde le difficoltà affrontate nel corso dell’anno.
“È stato un anno difficile e impegnativo”, ammette Abiteboul. “Arrivavamo da una stagione 2024 estremamente positiva e sapevamo che difendere quei risultati sarebbe stato complicato, soprattutto considerando la reazione di Toyota, che si è presentata con cinque vetture e un pacchetto molto solido”.
A rendere ancora più complesso il percorso di Hyundai è stata una scelta tecnica presa con largo anticipo. “Nel 2023 abbiamo deciso di puntare su una vettura profondamente diversa per il 2025. Era una decisione orientata al lungo termine, ma sapevamo che avrebbe comportato una curva di apprendimento molto ripida. È stata una sfida che abbiamo accettato consapevolmente”.
Podi e vittorie: Grecia e Arabia Saudita
Nonostante le difficoltà, la stagione ha comunque prodotto risultati di rilievo: due vittorie, in Grecia e in Arabia Saudita, e quindici podi complessivi. “Sono successi pienamente meritati”, sottolinea Abiteboul. “In entrambe le occasioni abbiamo controllato il passo della gara. Inoltre, l’atteggiamento del team è stato sempre positivo: non abbiamo mai smesso di lottare, anche nei momenti più complicati”.
Accanto ai risultati, il 2025 ha evidenziato segnali incoraggianti sul piano operativo. “La velocità della vettura è stata spesso molto buona, anche se questo non sempre si è tradotto nei risultati finali. Ma abbiamo fatto progressi importanti nel modo in cui operiamo e reagiamo alle difficoltà”, spiega il manager francese.
Un altro elemento positivo è stato l’inserimento di Adrien Fourmaux. “Portare un giovane pilota è sempre un’incognita, ma Adrien ha dimostrato maturità, professionalità e un grande potenziale. Ci ha aiutato anche a capire meglio la macchina, un aspetto che sarà fondamentale in ottica 2026”.

Lo sviluppo della i20 N Rally1
Dal punto di vista tecnico, lo sviluppo della Hyundai i20 N Rally1 ha rappresentato uno dei progetti più impegnativi degli ultimi anni. “Quando sono arrivato, il team era dominato da Toyota e abbiamo scelto di essere audaci. L’idea iniziale era una vettura completamente nuova, poi si è arrivati a una grande evoluzione. Il successo del 2024 è stato quasi sorprendente, ma nel frattempo il progetto Evo era già avviato”.
Il 2025 si è quindi trasformato in una stagione di apprendimento. “La nuova vettura ha portato miglioramenti in alcune aree, ma anche incertezza. Abbiamo dovuto capire il comportamento dell’auto, i suoi limiti e come estrarne costanza. È stato impegnativo, ma oggi abbiamo una visione molto chiara delle debolezze e un piano preciso per il prossimo anno”.
A incidere sul contesto generale è stata anche la gestione di due programmi sportivi, tra WRC ed endurance. “Con la giusta struttura è possibile”, spiega Abiteboul. “La vera difficoltà è stata l’incertezza sul futuro dei rally. Una volta chiarito quel quadro, abbiamo reagito rapidamente, creando una struttura dirigenziale dedicata esclusivamente al WRC”.
Le sfide di Adrien, Thierry e Ott
Grande attenzione è stata riservata anche alla gestione degli equipaggi. “Ogni pilota ha affrontato le proprie sfide”, racconta. “Adrien ha mostrato una crescita costante nella gestione delle emozioni. Thierry, dopo un 2024 estremamente intenso, ha dovuto affrontare un carico molto elevato fin dall’inizio della stagione, ma è rimasto professionale e ha continuato a credere nel team. La vittoria nell’ultima gara ci ha dato una dinamica molto migliore rispetto allo scorso anno”.
Per Ott Tänak, invece, alcuni episodi chiave hanno segnato la stagione. “Fino a un certo punto eravamo pienamente in corsa per il titolo. Alcuni momenti, come il test in Finlandia e il problema al motore in Cile, hanno cambiato tutto. È un peccato che non possa vedere i benefici del lavoro che stiamo facendo ora, ma comprendo la sua scelta personale”.
Lo sguardo al 2026
Lo sguardo è ora rivolto al 2026 e all’apertura stagionale al Rallye Monte-Carlo. “Arriveremo più forti”, conclude Abiteboul. “L’organizzazione è più stabile, la nostra base è pienamente operativa e conosciamo molto meglio il pacchetto tecnico. Questa stagione ci ha ricordato che non basta la prestazione assoluta: servono controllo, comprensione e un’organizzazione focalizzata. Se continueremo su questa strada, saremo in una posizione migliore all’inizio del prossimo campionato”.








