WRC – M-Sport, Sesks e Munster ancora nei radar
Il team principal Richard Millener chiarisce: “Entrambi restano opzioni concrete, stiamo costruendo il puzzle per il prossimo anno”.
L’annuncio di Josh McErlean e Jon Armstrong come piloti a tempo pieno per l’intera stagione WRC 2026 ha tracciato una direzione chiara per il progetto M-Sport, che assume sempre più una forte identità irlandese. Tuttavia, il team britannico non ha ancora scritto l’ultima parola sul futuro di due figure ben note all’interno della struttura: Mārtiņš Sesks e Grégoire Munster. Già nel comunicato ufficiale, M-Sport aveva lasciato intendere che sarebbero seguiti ulteriori annunci, un concetto ribadito con decisione anche dal team principal Richard Millener, che ha confermato come il progetto sia tutt’altro che definito in ogni sua parte.
Grégoire Munster ha disputato l’intera stagione precedente nel WRC e continua a essere una figura centrale nelle valutazioni del team. Millener ha sottolineato come il pilota lussemburghese possa contare su due anni di programmi completi nel Mondiale, oltre a una profonda conoscenza della squadra e soprattutto dei pneumatici, un aspetto tutt’altro che secondario. Nonostante risultati complessivi non particolarmente esaltanti, questi elementi restano fattori determinanti in ottica futura. «Al momento con Grégoire è tutto in discussione», ha spiegato Millener, aprendo alla possibilità di programmi part-time o soluzioni alternative, anche in collaborazione con realtà già vicine a M-Sport, come nel caso di Serderidis.
L’ipotesi più concreta per Munster sembra essere un ritorno nel WRC2, uno scenario che lo stesso pilota aveva già indicato come possibile prima del finale di stagione in Arabia Saudita. Una scelta che non rappresenterebbe un passo indietro, ma piuttosto un’opportunità per restare competitivo, valorizzare la sua velocità sull’asfalto e continuare il percorso di crescita all’interno dell’universo M-Sport. Non è esclusa, inoltre, la partecipazione a singole gare con la Puma Rally1.
Più complesso il discorso legato a Mārtiņš Sesks, per una serie di fattori che vanno oltre l’aspetto puramente sportivo. Il pilota lettone ha disputato una stagione parziale, con sette eventi, alternando momenti difficili – come il ritiro nelle prime fasi del Rally Italia Sardegna – a prestazioni molto convincenti, in particolare in Arabia Saudita. «Sarebbe folle non parlare con lui», ha ammesso Millener, chiarendo però come il vero ostacolo sia rappresentato dal budget. Non si tratta semplicemente di trovare un sedile, ma di costruire un equilibrio sostenibile tra contributi esterni, investimenti del team e supporto dei partner.
M-Sport, come ribadito dal team principal, non sceglie in base a chi paga di più. La filosofia resta quella di un progetto condiviso, in cui squadra, piloti e sponsor collaborano per rendere il programma possibile. L’ipotesi minima sul tavolo sarebbe quella di riproporre un calendario parziale, simile a quello affrontato da Sesks nel 2025, concentrandosi sugli eventi già conosciuti dal pilota. Le discussioni, però, non sono ancora entrate in una fase decisiva, anche perché il Rally di Monte Carlo non rientrava nei piani del lettone.
Dal punto di vista sportivo, Millener è stato chiaro: Sesks ha dimostrato di avere il passo per stare con i migliori, ma la continuità è l’aspetto su cui lavorare. «Il successo non arriva dall’oggi al domani», ha spiegato, evidenziando come l’obiettivo sia costruire un percorso solido guardando anche oltre il 2026, in ottica 2027. Il messaggio che arriva da M-Sport è chiaro: McErlean e Armstrong rappresentano la formazione titolare al momento, ma il progetto è tutt’altro che chiuso. Sesks e Munster restano pienamente nel radar del team britannico e le prossime settimane saranno decisive per capire in quale forma e con quale programma i due torneranno a far parte del Mondiale. Più che di addii, in casa M-Sport si parla di scelte da calibrare con attenzione, in un equilibrio delicato tra ambizioni sportive e sostenibilità. Un puzzle ancora da completare, ma con tutte le pedine ancora sul tavolo.









