Tutti contro tutti: a Cipro è vietato il Motorsport
La vicenda si inserisce in un quadro già complicato: pochi giorni prima era stata cancellata la storica Cyprus Rally, ex prova del Mondiale e quest’anno finale del Middle East Rally Championship, ufficialmente per mancanza di fondi e permessi governativi. Un duro colpo all’immagine sportiva dell’isola…
Un intero Paese fermo ai box per mere beghe politiche. È la situazione tanto paradossale, ma reale, in cui si trovano oggi i piloti ciprioti, impossibilitati a competere a livello internazionale a causa della decisione della Cyprus Automobile Association (CAA) di revocare tutte le licenze sportive. Una misura che ha congelato la partecipazione non solo ai rally, ma anche ad altre discipline motoristiche, e che sta generando reazioni durissime all’interno della comunità sportiva, in patria e oltre i confini nazionali.
La crisi è esplosa alla vigilia del Fthinoporino Rally, prova valida per il campionato nazionale greco, quando sei piloti ciprioti hanno tentato di ottenere licenze dall’OMAE, la federazione ellenica. La CAA ha esercitato il proprio diritto di veto, bloccando ogni possibilità di partecipazione. A differenza di altri atleti stranieri che corrono con licenza cipriota – come Alexey Lukyanuk, due volte campione europeo – i piloti locali si sono visti sbarrare la strada senza alcuna deroga.
La vicenda si inserisce in un quadro già complicato: pochi giorni prima era stata cancellata la storica Cyprus Rally, ex prova del Mondiale e quest’anno finale del Middle East Rally Championship, ufficialmente per mancanza di fondi e permessi governativi. Un duro colpo all’immagine sportiva dell’isola, che vede sgretolarsi uno dei suoi principali eventi internazionali.
Il cuore del conflitto risiede nel rapporto tra la CAA, la Cyprus Sports Organization (CSO) e il Ministero dell’Istruzione, Sport e Gioventù. Secondo un comunicato del 26 settembre, la FIA avrebbe notificato al governo cipriota che, a seguito della rimozione della CAA dal registro del CSO, tutte le competizioni automobilistiche nell’isola sono da considerarsi “non riconosciute”. Contestualmente, tutte le licenze sportive sono state dichiarate invalide, sospendendo anche l’emissione di nuove. Una decisione drastica che, di fatto, isola il motorsport cipriota dal resto del mondo.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Constantinos Sioferos, presidente dell’associazione piloti e tra i diretti interessati, ha parlato senza mezzi termini: “Non ci sentiamo rispettati dal nostro ASN. Le licenze ci sono state tolte senza motivo. Non siamo criminali, siamo atleti che amano questo sport. Ogni volta veniamo puniti. Basta così. Questo non riguarda la politica, ma il rispetto per chi corre. Il motorsport appartiene ai concorrenti”.
Il tono istituzionale della CAA è diametralmente opposto. L’ente ha ribadito di essere l’unico rappresentante FIA a Cipro e ha accusato le autorità statali di aver compromesso i rapporti internazionali del Paese con il massimo organismo mondiale dell’automobilismo. Nel comunicato si legge di “profonda delusione” e di danni non solo sportivi, ma anche politici, economici e culturali.
All’interno del panorama cipriota la frustrazione monta. Un esponente del motorsport locale ha spiegato che “il conflitto tra CAA, CSO e Ministero va avanti da anni. È chiaro che si tratta di una decisione della CAA, ma stiamo facendo pressione sulla FIA perché intervenga e modifichi questa situazione”.
Nel frattempo, la Cyprus Motorsport Federation – che dal 2012 aveva ricevuto dall’ASN un mandato per organizzare eventi sportivi nazionali – sta cercando di ottenere un via libera straordinario affinché i piloti possano gareggiare già dal prossimo fine settimana. Anche il Ministero dello Sport ha scritto direttamente alla FIA, nel tentativo di sbloccare lo stallo.
Il rischio è che la paralisi si trasformi in un danno irreparabile per il futuro del motorsport cipriota. Senza licenze internazionali, i piloti non solo perdono la possibilità di confrontarsi all’estero, ma rischiano di perdere sponsor e opportunità di crescita. La cancellazione della Cyprus Rally ha già privato l’isola della sua vetrina principale, alimentando un senso di isolamento e sfiducia.
La partita ora si gioca tra federazione nazionale, istituzioni e FIA. Da una parte gli atleti chiedono rispetto e libertà di correre, dall’altra il CAA rivendica il proprio ruolo esclusivo e punta il dito contro lo Stato. In mezzo, un intero movimento sportivo costretto a guardare le gare da spettatore, mentre il cronometro continua a correre.



