WRC – Verso il 2026 di Toyota: Tänak o Solberg?
Leadership, esperienza o futuro: chi guiderà l’era post-Rovanperä?
Per settimane è sembrata la soluzione più logica. Oliver Solberg, fresco campione WRC2 e autore di un debutto vincente con la Yaris Rally1 in Estonia, appariva come il nome giusto per raccogliere l’eredità di Kalle Rovanperä nel team Toyota Gazoo Racing a partire dal 2026. Ma nel rally, logica e realtà spesso viaggiano su strade diverse.
Il giovane svedese è senza dubbio uno dei talenti più promettenti della nuova generazione: è veloce, motivato e già parte del programma Toyota. Tuttavia, le ultime settimane hanno aggiunto complessità a uno scenario che, inizialmente, pareva già scritto. Durante il Rally del Centro Europa, Solberg ha confermato i contatti con Toyota, ma anche rivelato l’esistenza di colloqui con altre case. Una mossa di pressione? Una reale esplorazione del mercato? Difficile da interpretare. Di certo, un ritorno in Hyundai appare altamente improbabile, dati i rapporti ancora tesi con Thierry Neuville, mentre l’opzione M-Sport rimane poco praticabile per via delle difficoltà economico-strutturali del team britannico.
Solberg ha ribadito la sua intenzione di crescere all’interno del team Toyota, ma ha anche ammesso che al momento il suo futuro resta incerto. E forse non è un caso: la squadra giapponese è ancora tutta concentrata sulla volata mondiale con Evans, Ogier e Rovanperä, e ogni discorso sul 2026 è, per ora, solo in fase di valutazione.
Negli ultimi giorni, però, è emerso un elemento che cambia completamente le carte in tavola: Kalle Rovanperä si prepara a dire addio ai rally al termine della stagione, almeno per il prossimo futuro, per intraprendere un percorso nelle competizioni in pista. Una scelta che lo allontana dalla scena del WRC nel pieno della sua carriera, ma che conferma la volontà del giovane finlandese di esplorare nuovi orizzonti. A questo si aggiunge un altro indizio chiave: Sébastien Ogier, dopo un 2025 quasi a pieno regime, punta per il 2026 a un programma realmente part-time, fatto di pochissime apparizioni selezionate. Stavolta per davvero.
Il risultato? Toyota si ritrova improvvisamente a dover ridisegnare completamente la propria struttura piloti, alla ricerca di un nuovo riferimento stabile, di una figura capace di guidare la squadra nel prossimo ciclo iridato. E qui entra in scena un nome pesante: Ott Tänak. Campione del mondo nel 2019 proprio con la Yaris, l’estone è oggi ai ferri corti con Hyundai Motorsport.
La sua insoddisfazione per la gestione interna del team è ormai cosa nota, e i segnali di rottura si moltiplicano: niente gare test in vista del Rally del Centro Europa, e – al momento – nessun test programmato per il Giappone.
Tänak non ha ancora esercitato l’opzione per il 2026 con Hyundai, al contrario di Neuville, e secondo indiscrezioni da paddock avrebbe già avuto un incontro informale con Jari-Matti Latvala e i vertici tecnici di Toyota. Con Tommi Mäkinen ormai fuori dal team, sono caduti anche gli ultimi ostacoli personali che in passato avevano reso impossibile una riconciliazione. Il ritorno di Tänak, oggi, non è più fantarally. È una possibilità concreta.
Con Rovanperä fuori dai giochi e Ogier verso un programma (stavolta vero) part-time, Toyota ha bisogno di una figura centrale, un pilota esperto e autorevole, capace di assumere la guida tecnica e mentale della squadra. Elfyn Evans, oggi leader della classifica generale, è regolare e solido, ma internamente c’è chi dubita della sua capacità di reggere da solo il peso del team nelle situazioni di massima pressione.
Il trio Evans–Katsuta–Pajari, testato a più riprese nel corso della stagione, ha mostrato potenziale ma anche dei limiti strutturali: manca quella scintilla, quella forza interna che serve a un team di vertice per restare al comando.
E allora, se si cerca un pilota in grado di guidare, unire e spingere al limite, Tänak sembra l’uomo perfetto. Esperienza, aggressività, personalità: tutto quello che Toyota potrebbe voler ritrovare in assenza di Ogier e Rovanperä.
Non a caso, il suo ritorno avrebbe già il via libera interno sia da Ogier con cui è grande amico, che dallo stesso Evans. Eppure, il futuro non è ancora scritto. Perché Solberg resta in corsa. Giovane, affamato, già inserito nel programma e con margini di crescita enormi, rappresenta la scommessa sul futuro. E Toyota potrebbe decidere di puntare proprio su di lui per aprire un nuovo ciclo.
Oppure… su entrambi. Uno scenario plausibile – e sempre più discusso – vede Tänak come prima guida, con Solberg e Ogier a condividersi una terza vettura Rally1 in base a programmi alternati. Una via ibrida, che unirebbe esperienza e gioventù, continuità e visione. Fantasia? Forse. Ma nel WRC, spesso, le idee più coraggiose sono anche quelle vincenti.
Dunque Tänak o Solberg? Tradizione o futuro? Sicurezza o “scommessa”? Toyota si trova a un bivio strategico, uno di quelli che possono riscrivere gerarchie ed equilibri. Con Rovanperä ormai orientato verso l’asfalto delle piste e Ogier pronto a correre veramente part-time, il 2026 rischia di essere per Toyota un nuovo inizio.
E allora, la vera domanda è: Toyota vuole continuare a vincere subito, o vuole costruire per il domani in vista del nuovo regolamento che entrerà in gioco nel 2027? Le prossime settimane potrebbero darci la risposta. O forse, solo nuovi indizi.








