WRC – Evans, Ogier e Rovanperä si giocano il titolo tra le dune saudite
Un Mondiale deciso da una gara inedita: punti, numeri e ogni possibile scenario nella sfida finale di Jeddah
Il Mondiale Rally arriva al suo atto finale in un contesto totalmente nuovo. Dal 26 al 29 novembre, per la prima volta nella storia, la lotta per il titolo si consumerà sui percorsi sabbiosi di Jeddah. Un terreno inedito, un rally imprevedibile, tre piloti racchiusi in ventiquattro punti e 35 punti totali da assegnare, capaci di capovolgere qualsiasi classifica. È una resa dei conti perfetta, tesa, quasi cinematografica.
A presentarsi da leader è Elfyn Evans, forte dei suoi 272 punti e di una stagione costruita con intelligenza e continuità. Insegue a pochissima distanza Sébastien Ogier, 268 punti, l’uomo più veloce dell’anno nonostante le tre gare saltate, ovvero Svezia, Safari che guarda caso sono state vinte da Evans ed Estonia, dove ha trionfare è stato Oliver Solberg. A chiudere il cerchio, più defilato ma tutt’altro che rassegnato, Kalle Rovanperä con 248 punti e un passo finale di stagione che lo ha riportato a credere in un miracolo sportivo.
La regola chiave è semplice e spietata: oltre al punteggio del rally, scandito dai tradizionali 25 punti al vincitore e poi 17, 15, 12 e così via, pesano enormemente i punti della tappa domenicale — 5, 4, 3, 2, 1 — e quelli della Power Stage, un ulteriore 5, 4, 3, 2, 1. Si tratta di un totale potenziale di 35 punti, mai così decisivo come in Arabia Saudita.
Evans conosce bene il peso del suo vantaggio, ma sa altrettanto bene che dovrà affrontare una delle condizioni più scomode possibili: partirà per primo sulle sabbie saudite, pulendo la strada agli altri. Il fondo morbido e instabile lo penalizzerà in modo evidente nelle fasi iniziali, proprio mentre Ogier e Rovanperä potranno sfruttare traiettorie più pulite. La forza del gallese, però, rimane nella sua costanza fuori dal comune: due vittorie, una cascata di piazzamenti — cinque secondi posti e un terzo — e 22 prove speciali vinte. Il suo campionato è stato una lunga marcia, priva di crolli.
Ogier arriva invece a Jeddah come l’uomo da battere in ogni situazione in cui il cronometro conta più del calcolo. I suoi numeri sono impressionanti: sei vittorie, due secondi posti, un terzo e soprattutto 58 scratch, un dominio tecnico che nessuno avvicina. Nonostante abbia saltato Svezia, Safari ed Estonia, è rimasto in piena corsa iridata grazie a un ritmo inarrivabile. Per il francese la situazione è chiara: deve battere Evans e recuperare almeno cinque punti netti. Con la velocità mostrata nel 2025, è un obiettivo che appare più che realistico.
Rovanperä, infine, vorrebbe salutare il WRC e Toyota con il suo terzo titolo iridato, prima di passare alle gare su pista. Le sue tre vittorie e i 51 scratch provano che nei rally più tecnici e delicati sa fare davvero la differenza. Per lui, però, la matematica è severa: deve completare una gara perfetta, raccogliere tutti i 35 punti e sperare che Evans e Ogier crollino in una giornata storta. È un sentiero strettissimo, ma non impossibile, soprattutto su un terreno in cui nessuno dei tre ha riferimenti.
Le proiezioni basate sui dati stagionali raccontano un equilibrio sorprendente. Ogier emerge come favorito sulla velocità pura, avendo vinto quasi la metà dei rally corsi e più di un terzo delle prove totali. Evans mantiene il vantaggio numerico e una statistica impressionante di podi, l’83% delle gare, che fa di lui l’uomo più regolare del campionato. Rovanperä è quello che ha il rendimento più crescente, con un finale di stagione che lo mette tra i migliori sul passo medio-lungo, caratteristica fondamentale sulle dune morbide di Jeddah.
In termini di scenari, la sintesi è brutale. Evans è campione in tutti i casi in cui riesce a restare davanti a Ogier, o semplicemente a limitare a quattro punti il divario complessivo in caso di sconfitta diretta. Ogier diventa iridato in qualsiasi situazione in cui ribalta lo svantaggio di cinque punti, soprattutto vincendo la gara, magari aggiungendo qualche bonus domenicale o nella Power Stage decisiva. Rovanperä dipende da una combinazione perfetta che lo obbliga non solo alla vittoria totale ma anche alla caduta dei rivali: missione difficile, ma non fuori dalla logica di un rally nuovo, sabbioso, imprevedibile.
A Jeddah, però, la matematica si ferma hai box. Il rally saudita sarà una prova dove la capacità di adattarsi al terreno cambierà la storia di chi lo affronterà. Evans lotta per il primo titolo della carriera, Ogier per completare una delle sue annate più sorprendenti, Rovanperä per dimostrare ancora una volta che l’impossibile esiste solo prima della partenza. Il Mondiale 2025 si deciderà su un filo sottilissimo, fatto di traiettorie instabili, sabbia che cambia forma a ogni passaggio e una pressione che nessuno dei tre può permettersi di ignorare. A volte, lo sport offre finali che sembrano scritti dal destino: questa volta, il destino ha scelto di farsi trovare tra le dune di Jeddah.









