Ecco la Project Rally One WRC27
Vicinanza professionale e culturale all’ambiente Porsche ad aver alimentato, fin dalle prime indiscrezioni, l’idea di un possibile coinvolgimento diretto della casa di Stoccarda.
Project Rally One è uno dei progetti più interessanti e potenzialmente dirompenti dell’intera fase di transizione che il World Rally Championship sta vivendo in vista del nuovo regolamento tecnico WRC27. Non solo perché si tratta della prima iniziativa formalmente riconosciuta dalla FIA per la futura categoria regina, ma soprattutto perché rompe uno schema consolidato da decenni: per la prima volta, a porsi come costruttore WRC non è una grande casa automobilistica, bensì un tuner indipendente, con una struttura snella, competenze altamente specialistiche e un’impostazione più vicina alla logica dell’ingegneria pura che a quella del marketing industriale.
Il progetto nasce in Belgio e si fonda sull’esperienza diretta di figure centrali nella storia recente del mondiale rally. A guidarlo c’è Lionel Hansen, ingegnere con un lungo curriculum nello sviluppo di vetture da competizione ad alte prestazioni, noto in particolare per il lavoro svolto su programmi legati all’universo Porsche in ambito racing e rally. Accanto a lui opera Yves Matton, una delle personalità più influenti del rally moderno, già direttore di Citroën Racing durante l’epoca d’oro del marchio francese nel WRC e successivamente responsabile rally all’interno della FIA. Il terzo pilastro operativo è Prospeed, struttura belga specializzata nella preparazione e gestione di programmi motorsport di alto livello, con un background tecnico che spazia dalle GT alle competizioni rally, e con una reputazione consolidata soprattutto nel mondo Porsche.
È proprio questa vicinanza professionale e culturale all’ambiente Porsche ad aver alimentato, fin dalle prime indiscrezioni, l’idea di un possibile coinvolgimento diretto della casa di Stoccarda. Tuttavia, allo stato attuale, non esiste alcuna conferma ufficiale di una partnership industriale o tecnica con Porsche Motorsport. Il legame è reale sul piano delle competenze, delle persone e del metodo di lavoro, ma non si traduce in un progetto ufficiale Porsche nel WRC. Project Rally One rimane un’iniziativa indipendente, che sfrutta know-how maturato in contesti di altissimo livello senza essere legata a un marchio automobilistico specifico.
La rilevanza del progetto va letta soprattutto alla luce del nuovo regolamento WRC27, che segnerà una discontinuità profonda rispetto all’era Rally1 introdotta nel 2022. La FIA ha scelto di abbandonare la complessità tecnologica e i costi elevatissimi delle attuali vetture ibride per tornare a un concetto più razionale, accessibile e sostenibile, senza però rinunciare allo status di massima espressione tecnica del rally mondiale. In questo contesto, la definizione stessa di “costruttore” è stata ampliata: non solo grandi OEM, ma anche preparatori e strutture indipendenti possono omologare una vettura WRC27, a patto di rispettare i requisiti di sicurezza, prestazione e controllo dei costi imposti dal regolamento.

Project Rally One è stato il primo a cogliere questa opportunità in modo concreto, annunciando ufficialmente l’intenzione di progettare, costruire e omologare una vettura WRC27 completa, non un semplice prototipo concettuale. Dal punto di vista ingegneristico, la macchina nasce attorno a una struttura tubolare spaceframe omologata FIA, che sostituisce le scocche derivate dalla produzione di serie utilizzate fino all’epoca delle World Rally Car e, in parte, anche nella filosofia Rally1. Questa soluzione garantisce un’elevata rigidità torsionale, standard di sicurezza elevatissimi e, soprattutto, una notevole libertà progettuale, permettendo di adattare la vettura a diverse carrozzerie senza riprogettare l’intera architettura.
Le sospensioni adottano uno schema a doppi bracci trasversali, soluzione ormai imprescindibile per garantire controllo geometrico, robustezza e precisione su fondi estremamente variabili come quelli affrontati nel mondiale rally. La trazione è ovviamente integrale permanente, mentre il gruppo propulsore torna a essere un 1.6 turbo a combustione interna, alimentato con carburanti sostenibili, in linea con la strategia FIA di riduzione dell’impatto ambientale senza ricorrere a sistemi ibridi complessi e costosi. Le prestazioni attese sono nell’ordine dei 290 cavalli, con valori di coppia e risposta pensati per garantire spettacolo e guidabilità piuttosto che la ricerca esasperata della potenza massima.
Uno degli elementi chiave dell’intero regolamento WRC27, e quindi anche del progetto Project Rally One, è il cost cap. La FIA ha fissato un tetto di spesa per la costruzione della vettura completo di componenti principali, con l’obiettivo di contenere il costo unitario entro una soglia significativamente inferiore rispetto alle attuali Rally1. Questo vincolo impone scelte progettuali estremamente razionali e rende centrale l’efficienza del processo di sviluppo, un terreno sul quale un tuner specializzato può risultare persino più competitivo di un grande costruttore.

Dal punto di vista operativo, Project Rally One ha già completato la fase di progettazione dell’architettura di base e del telaio, e l’assemblaggio del primo prototipo è in corso. Il programma prevede una lunga fase di test, con migliaia di chilometri tra sterrato e asfalto, finalizzati non solo alla validazione delle prestazioni, ma anche alla verifica dell’affidabilità e della facilità di manutenzione, aspetti centrali nella filosofia WRC27. Il primo shakedown è previsto nel corso del 2026, con l’obiettivo di arrivare pronti all’omologazione per il debutto agonistico nel 2027.
In una prospettiva più ampia, Project Rally One rappresenta un banco di prova fondamentale per l’intera nuova era del mondiale rally. Se il progetto avrà successo, dimostrerà che il WRC può tornare a essere un laboratorio tecnico aperto, dove l’ingegneria e la competenza possono contare quanto, se non più, del peso industriale di un marchio globale. In questo senso, la prima WRC27 non è soltanto una nuova vettura, ma un segnale politico e sportivo: il rally mondiale sta cercando di reinventarsi, e lo sta facendo partendo da chi conosce profondamente la disciplina, la sua tecnica e le sue esigenze reali.









