Skoda nei ricordi di John Haugland
Da giovane apprendista meccanico, John Haugland ebbe la fortuna di avere accesso a diverse Škoda Octavia Touring Sports sul posto di lavoro. La possibilità di osservare e maneggiare queste vetture accese in lui un entusiasmo che presto si tradusse in azione concreta: acquistò una delle auto, la restaurò personalmente e la preparò per gare in circuito.
Crescere in Norvegia significa abituarsi a guidare su strade spesso ricoperte di neve e ghiaccio, condizioni in cui ogni curva e ogni frenata richiedono di spingere l’auto ben oltre i limiti naturali degli pneumatici. Non sorprende che da queste terre così impervie siano emersi alcuni dei piloti più abili e coraggiosi del panorama mondiale. John Haugland, fin da bambino, era affascinato dalle automobili e nutriva un forte interesse per tutto ciò che riguardava la loro meccanica. La sua curiosità tecnica, unita alla passione per la velocità, lo spinse naturalmente verso il mondo del motorsport, fino a giungere all’importatore norvegese della Škoda, un punto di partenza che avrebbe segnato il resto della sua carriera.
Da giovane apprendista meccanico, John Haugland ebbe la fortuna di avere accesso a diverse Škoda Octavia Touring Sports sul posto di lavoro. La possibilità di osservare e maneggiare queste vetture accese in lui un entusiasmo che presto si tradusse in azione concreta: acquistò una delle auto, la restaurò personalmente e la preparò per gare in circuito. “Era il 1965. Purtroppo ebbi un piccolo incidente, ma riparai la macchina e la vendetti. Non molto tempo dopo, in Norvegia iniziarono ad arrivare le Škoda 1000 MB. Pensai che potessero rappresentare un’ottima base per un’auto da rally su neve e ghiaia. Feci pressione sul mio capo affinché mi concedesse un prezzo vantaggioso e, alla fine, ci riuscii”, racconta John ricordando i primi passi nel mondo delle corse.
L’anno successivo, il 1966, segnò il suo ritorno alle competizioni, questa volta al volante di una Škoda 1000 MB. I risultati non tardarono ad arrivare e John iniziò a collezionare i primi successi, che lo resero rapidamente noto nel panorama locale. Tuttavia, la sua carriera fu temporaneamente sospesa nel 1967 a causa del servizio militare obbligatorio. Al termine di questo periodo, però, lo aspettava un’opportunità straordinaria: durante una visita in Norvegia del delegato tecnico della Škoda, Karel Švábek, il talento del giovane non passò inosservato. Švábek decise di offrirgli il suo supporto, aprendo a John la possibilità non solo di preparare vetture, ma soprattutto di gareggiare attivamente. Tra il 1968 e il 1971, Haugland partecipò a circa quaranta weekend di gare all’anno, un ritmo che gli permise di affinare le proprie abilità in maniera costante e intensa.
Il 1969 fu l’anno di un evento memorabile per John Haugland: il suo primo grande rally, il più importante della Norvegia, trasmesso in diretta televisiva. “Durante la gara ebbi un incidente proprio davanti alle telecamere: finii nella foresta. Per fortuna, con l’aiuto degli spettatori riuscimmo a rimontare la macchina. Tornai sul palco e completai il rally. Lunedì, tornando al lavoro, il direttore mi disse che la visibilità che i rally offrivano era enorme e che, se volevo, mi avrebbe ordinato un’auto nuova di zecca senza esitazioni”, ricorda Haugland con un sorriso, consapevole di quanto quell’esperienza avesse segnato la sua carriera.
L’anno successivo, nel 1968, John visitò per la prima volta la Cecoslovacchia per partecipare a una gara endurance di sei ore a Brno e fece anche una breve tappa al leggendario Nürburgring. Nel 1971 prese parte a un rally di prova per il team Škoda, vincendo il Rally Alpino Austriaco e il Tour d’Europe nella sua categoria, classificandosi rispettivamente quarto e sesto nella classifica generale assoluta. Questi risultati lo portarono a stringere una partnership con Motokov, l’allora esclusiva società cecoslovacca di esportazione, che gli garantì supporto finanziario e logistico, consentendogli di approdare nel panorama internazionale dei rally.
Per quasi vent’anni, John Haugland corse con le Škoda in tutto il mondo, trasformando la sua passione in una carriera di successo. “Motokov ci forniva i fondi necessari e da Mladá Boleslav arrivavano le auto, i ricambi e l’assistenza tecnica. Ho continuato così fino al 1990”, racconta. Il suo percorso iniziò con la Škoda 120 S, proseguì con la celebre 130 RS e culminò con la Škoda Favorit a trazione anteriore. La sua esperienza con le vetture della casa cecoslovacca gli permise anche di partecipare al Campionato del Mondo Rally, accumulando ben ventisette partenze tra eventi di alto livello.
Haugland ha trascorso gran parte della carriera al volante di vetture con motore e trazione posteriori, diventando un vero punto di riferimento per comprendere le caratteristiche di guida della leggendaria Škoda 130 RS. “Era estremamente competitiva per l’epoca e mi divertivo molto a guidarla. Tuttavia, rispetto alle auto moderne, richiedeva molta più attenzione e sensibilità al volante. Con motore e cambio posteriori, la 130 RS tendeva a sovrasterzare nelle curve: era fondamentale saperlo controllare”, spiega con la voce di chi ha alle spalle decenni di esperienza.
Non mancano, però, alcune critiche costruttive: “Il sedile avrebbe dovuto essere più basso e il piantone dello sterzo era troppo verticale”, ricorda. Difetti poi corretti sulla Škoda 130 LR, un altro modello iconico della casa di Mladá Boleslav. Haugland ha guidato la 130 RS dal 1976 al 1983, ottenendo vittorie prestigiose, tra cui tre trionfi al Rally Barum, consolidando il suo nome nella storia dei rally europei.
Alla Sosnová Classic 2025, John si è presentato nuovamente al volante della sua Škoda 130 RS. La storia di come l’auto sia entrata nella sua collezione è quasi divertente: “Quando l’era della 130 RS si concluse, chiesi al capo di Motokov se potevo acquistare una delle ultime vetture prodotte. Era configurata per l’asfalto e si guidava divinamente. Costava 5.000 corone e non ci pensai nemmeno un attimo”, racconta con entusiasmo. In quell’occasione, Haugland ha avuto anche la possibilità di provare una moderna Škoda Fabia RS Rally2, guidata dal connazionale Andreas Mikkelsen, campione del mondo WRC2 nel 2023. “È stata un’esperienza incredibile: la velocità e la precisione di quell’auto sono davvero impressionanti”, aggiunge, visibilmente emozionato.
A chi possiede una vettura d’epoca, Haugland offre un consiglio fondamentale: “La cosa peggiore che puoi fare è limitarti a guardare la tua vecchia auto senza guidarla. Le auto hanno bisogno di movimento: se restano ferme, si deteriorano rapidamente. Io guido la mia 130 RS ogni estate. Questo è solo il secondo grande viaggio che facciamo insieme: il primo è stato al Goodwood Festival of Speed”. Con queste parole, John Haugland ci ricorda che la passione per le auto non è mai solo nostalgia, ma un impegno costante fatto di cura, guida e amore per la meccanica.







