Dakar, la Renault 20 4×4 dei fratelli Marreau
Nel 1982 i due francesi vinsero con una vettura a quattro ruote motrici che montava il pianale del Trafic ed il motore turbo della R18. Si chiamava a Renault 20 4×4. Renault decise di puntare sui due fratelli e di accompagnarli verso il futuro dopo la loro terza piazza nel 1980 con la R4 Sinpar.
Nelle prime edizioni della Parigi-Dakar, il fascino della gara stava anche nella sua straordinaria varietà tecnica. Alla partenza si potevano ammirare veicoli di ogni tipo: dalle più attese 4×4, ai buggy e ai sidecar, fino a macchine del tutto improbabili (come la Renault 20 4×4) per il deserto africano. Era l’epoca pionieristica del rally-raid, quando l’avventura contava ancora più della tecnologia.
Già dalla seconda edizione, nel 1980, emergono però i primi protagonisti destinati a lasciare il segno. Tra questi spiccano i fratelli Claude e Bernard Marreau, tutt’altro che degli sconosciuti: dal 1971 detenevano il primato sull’estenuante itinerario Le Cap–Algeri, una credenziale che ne faceva autentici specialisti delle grandi traversate africane. In quell’edizione della Dakar, con una modesta Renault 4 Sinpar (versione a trazione integrale della popolare vettura francese), riuscirono a sorprendere tutti, piazzandosi al terzo poato nell’edizione vinta della Range Rover di Genestier – Terblaut Lemordant.
Quel risultato non passò inosservato a Renault, che decise di puntare sui due fratelli e di accompagnarli verso il futuro. Sulla scia delle prestazioni del 1979, nel febbraio del 1980 la Casa francese consegnò ai Marreau una scocca nuda della Renault 20, lasciando loro piena libertà di interpretazione. Claude e Bernard, appassionati e preparatori geniali, si misero al lavoro per “reinventare” l’auto secondo la loro visione. Questo primo prototipo sarebbe poi stato impiegato al Paris-Dakar 1981, segnando un passaggio decisivo nell’evoluzione del progetto.
Il vero capolavoro, però, arriva nel 1982. In quell’anno la Renault 20 Turbo 4×4 dei fratelli Marreau scrive una delle pagine più romantiche e sorprendenti della storia della Dakar, conquistando la vittoria assoluta. Una vera e propria creatura alla Frankenstein dell’automobile, nata dall’assemblaggio di componenti provenienti da modelli diversi della gamma Renault.
Sulla base della Renault 20 vengono innestati elementi della Renault 18 e della Renault Trafic. La sospensione anteriore resta di serie, mentre il pianale proviene da un Trafic a trazione posteriore con asse rigido, soluzione fondamentale per realizzare la trazione integrale. Lo scarico, spettacolare e inconfondibile, fuoriesce direttamente dal cofano, risale lungo il parabrezza e corre fino al tetto, diventando uno dei tratti distintivi del prototipo.
All’interno il sedile posteriore viene ovviamente sostituito da un serbatoio da 200 litri, indispensabile per le lunghissime tappe africane. Il motore è quello della Renault 18 Turbo, portato a circa 140 cavalli, accoppiato a un cambio a cinque marce opportunamente modificato per adattarsi alla configurazione 4×4.
Nel 1982, Claude e Bernard Marreau si presentano al via del rally più duro del pianeta al volante del loro prototipo Renault 20 turbo a quattro ruote motrici. Di fronte agli attacchi di avversari agguerritissimi come Briavoine-Deliaire su Lada e i fortissimi Jaussaud-Brière e Ickx-Brasseur su Mercedes, i fratelli francesi riescono a imporsi grazie a intelligenza tattica, affidabilità meccanica e una conoscenza del terreno africano senza eguali. I Marreau tagliano il traguardo davanti a 380 concorrenti, consegnando alla storia una delle vittorie più inattese e affascinanti di sempre.









