WRC2 – Elliot Delecour al “Monte” con la GR Yaris
Il figlio di François Delecour sale di categoria 31 anni dopo la leggendaria vittoria del padre nella mitica gara monegasca. Elliot Delecour ha iniziato in modo impressionante la sua avventura al Rally di Monte Carlo 2025 e ha un conto in sospeso.
Elliot Delecour tornerà al Rally di Monte Carlo nel 2026, questa volta al volante di una Toyota GR Yaris Rally2, in una partecipazione che rappresenta un passaggio significativo nella sua carriera in piena ascesa. Il giovane pilota, che al debutto nel 2025 ha conquistato la vittoria nella categoria RC4, compie ora un salto di categoria a distanza di 31 anni dal successo assoluto del padre, François Delecour, nella prova monegasca.
Elliot Delecour ha iniziato in modo impressionante la sua avventura al Rally di Monte Carlo 2025. Alla guida di una Opel Corsa Rally4, ha conquistato la vittoria nella categoria RC4, consolidando la propria reputazione di talento emergente del rallismo francese. Questa prestazione iniziale gli ha aperto un’opportunità inattesa e ha accelerato il suo percorso nella gerarchia competitiva del WRC2, la seconda divisione del Campionato del Mondo Rally.
Dopo iniziali dichiarazioni improntate al pessimismo riguardo a una possibile partecipazione nel 2026, Delecour ha ricevuto la conferma ufficiale come un vero e proprio “regalo di Natale anticipato”. A navigarlo sarà Sabrina De Castelli, che in passato ha già affiancato François Delecour, padre di Elliot, anche proprio al Rally di Monte Carlo, creando così un ulteriore legame simbolico tra le due generazioni.
L’eredità di François Delecour
La vittoria di François Delecour al Rally di Monte Carlo resta una pietra miliare nella storia dei rally francesi. Dopo la sfortunata edizione del 1991, quando aveva la gara praticamente vinta prima di una foratura nella discesa del Turini, conclusa in lacrime e in stato di profonda emozione, trentuno anni dopo il trionfo del 1994 il figlio segue ora le orme del padre in una delle prove più leggendarie del WRC. Lo fa salendo di categoria e potendo contare sui mezzi e sul supporto di una struttura ufficiale come Toyota.
Questa progressione non rappresenta soltanto un’evoluzione naturale nella carriera di Elliot, ma anche una prova di maturità: misurarsi con un cognome così pesante su un palcoscenico di pressione estrema non è mai semplice. Il peso di essere “figlio di” può diventare rapidamente un ostacolo, se non viene gestito con equilibrio e se l’ambiente circostante non evita di caricare il giovane pilota di aspettative eccessive.








