WRC – Ford e M-Sport, avanti insieme
Una storia lunga trent’anni che guarda ancora al futuro nel WRC. Richard Millener smentisce la possibilità di proseguire l’attività con altri costruttori.
Il legame tra M-Sport e Ford continua. A ribadirlo con chiarezza è stato il team principal Richard Millener, che ha confermato come l’obiettivo primario della struttura di Cockermouth sia quello di proseguire il lavoro con l’Ovale Blu nel WRC, anche quando entreranno in vigore i nuovi regolamenti, anche se non ha smentito le voci che hanno spifferato una simpatia per Link & Co.
La collaborazione tra M-Sport e Ford nasce nel 1997, all’alba dell’era World Rally Car, trent’anni consecutivi di attività comune, un traguardo rarissimo nel motorsport. Tuttavia, dal 2013 Ford non è più impegnata come costruttore ufficiale a pieno titolo: da allora il supporto è stato parziale, con M-Sport incaricata di gestire i programmi sportivi prima con la Fiesta WRC e poi con la Puma Rally1.
Il contesto globale rende però le scelte future tutt’altro che semplici. Ford sta infatti rafforzando la propria presenza in altri settori del motorsport: nel 2026 tornerà in Formula 1 come partner di Red Bull Powertrains, è in fase di sviluppo un programma Hypercar nel World Endurance Championship con debutto previsto nel 2027, e il marchio è già protagonista con la Mustang GT3 oltre che nel World Rally-Raid Championship, proprio in collaborazione con M-Sport. Al momento non è stata ancora presa alcuna decisione ufficiale riguardo l’impegno nel WRC dopo l’introduzione dei nuovi regolamenti tecnici previsti per il 2027.
Negli ultimi mesi, alcune voci avevano ipotizzato un possibile avvicinamento di M-Sport al costruttore cinese Lynk & Co, ma Millener ha chiarito la posizione del team. L’eventuale apertura verso altri partner verrebbe presa in considerazione solo nel caso in cui non esistessero più prospettive con Ford.
Secondo Millener, il momento storico è particolarmente complesso per l’industria automobilistica: “Il mercato automotive è in una fase di caos totale. Molti costruttori hanno puntato tutto sull’elettrico, salvo poi trovarsi davanti a un cambiamento di rotta dei governi, che stanno tornando a permettere l’uso dei motori a combustione concentrandosi maggiormente sulle emissioni di CO₂”.
Un cambio di scenario che, paradossalmente, potrebbe rivelarsi positivo per il WRC, da sempre fortemente legato ai motori termici e all’identità tecnica delle vetture stradali. Millener sottolinea come le difficoltà legate all’elettrificazione totale rendano il rally una piattaforma ideale per quei marchi che vogliono continuare a sviluppare soluzioni basate sulla combustione interna, magari con tecnologie ibride evolute.
Un ruolo centrale, in questa storia, lo ricopre Malcolm Wilson, fondatore di M-Sport e figura chiave del rallismo mondiale. “Il cuore di Malcolm è sempre stato con Ford e non vuole allontanarsene“, ha ribadito Millener. Un legame che va ben oltre il semplice rapporto professionale: Wilson è da sempre un uomo Ford, orgoglioso di guidare un team che rappresenta il marchio sia nel WRC sia nei rally raid, come dimostrato dal programma Dakar.
Pur riconoscendo che, da azienda, M-Sport debba tenere aperte tutte le opzioni per garantire la propria sopravvivenza sportiva ed economica, Millener ha evidenziato come abbandonare una collaborazione di questo valore storico non sarebbe una scelta presa alla leggera. Il patrimonio costruito in quasi tre decenni di gare, vittorie e sviluppo tecnico rappresenta un’eredità troppo importante per essere sacrificata senza valide alternative.
Infine, il team principal ha difeso l’impegno globale di Ford nel motorsport, spesso sottovalutato: “Se si guarda a quello che Ford sta facendo oggi, è probabilmente il periodo in cui è più attiva di sempre nelle competizioni. Merita credito per essere così propositiva”. In attesa di decisioni ufficiali sul futuro regolamentare del WRC e sull’impegno dei costruttori, M-Sport continua a sostenere Ford, con l’obiettivo dichiarato di riportare il marchio a lottare stabilmente per i titoli mondiali. Una storia che, almeno nelle intenzioni, è tutt’altro che arrivata al capolinea.









