WRC – Neuville: i20 Rally1 lenta e con poca trazione
Toyota è schiacciante e conquista le prime quattro posizioni con Elfyn Evans vincitore, Takamoto Katsuta secondo, Sami Pajari terzo e Oliver Solberg quarto. Un risultato storico, perché consecutivo per un Costruttore dal 2010, quando fu Citroën a riuscirci. Neuville è allarmato e chiede un incontro urgente per risolvere un annunciato disastro.
L’inizio della stagione 2026 del Campionato del Mondo Rally si sta rivelando un vero e proprio incubo per Hyundai Shell Mobis World Rally Team. Dopo una partenza estremamente deludente per il blasone degli equipaggi che compongono la squadra ufficiale al Rally di Monte Carlo, dove Toyota ha monopolizzato il podio con Oliver Solberg in testa seguito da Elfyn Evans e Sébastien Ogier, il Rally di Svezia ha aggravato i problemi della squadra coreana. Sotto gli occhi di tutti c’è un fatto indiscutibile: Toyota ha dominato in modo schiacciante, conquistando le prime quattro posizioni con Elfyn Evans vincitore, Takamoto Katsuta secondo, Sami Pajari terzo e Oliver Solberg quarto. Un risultato storico, perché consecutivo per un costruttore dal 2010, quando fu Citroën a riuscirci.
Per Hyundai, invece, è arrivato un altro weekend da dimenticare. Il miglior piazzamento è stato il quinto posto di Adrien Fourmaux (+1:50.3 dal vincitore), seguito dal sesto di Esapekka Lappi (+1:53.2) e dal settimo di Thierry Neuville (+3:45.9). Un distacco abissale che ha messo in evidenza le difficoltà croniche della Hyundai i20 N Rally1 Evo, specialmente sulle nevi svedesi, dove il team coreano aveva storicamente raccolto successi importanti (come la vittoria di Lappi nel 2024).
Thierry Neuville, campione del mondo 2024 e specialista delle PS innevate, ha vissuto una delle sue peggiori prestazioni in carriera su questo terreno. Il belga, che di solito eccelle in Svezia, ha concluso con un distacco di quasi quattro minuti dal vincitore. La sua gara è stata compromessa già venerdì da un incidente contro un cumulo di neve, che gli ha fatto perdere tempo prezioso e fiducia nel pacchetto vettura-gomme. Nonostante ciò, Neuville ha reagito nella power stage finale, siglando il miglior tempo assoluto superando di appena un decimo Elfyn Evans. Un piccolo barlume di orgoglio in un weekend disastroso.
La rabbia e la delusione di Neuville è esplosa al termine della gara. Il pilota belga ha chiesto apertamente un incontro per discutere su come risolvere la crisi con il team, da tenersi urgentemente molto prima della fine del mese. “Dobbiamo convocare una riunione prima della prossima settimana. Non so cosa dire. Dobbiamo raccogliere tutto il nostro coraggio e cercare di lavorare sodo per tornare al nostro posto. Non ho molto altro da aggiungere”, ha dichiarato Neuville a Rallyjournal.com. Ha poi aggiunto: “Stiamo facendo tanto, stiamo testando molto, ma è evidente che non stiamo andando nella giusta direzione”.
Il cuore del problema risiede nell’assetto della vettura. Neuville ha rivelato di aver provato tra le 30 e le 35 configurazioni diverse durante il weekend, senza trovare mai il setup ideale. I piloti Hyundai hanno lamentato mancanza di aderenza, punti di frenata molto problematici e un marcato sottosterzo che rendeva la macchina imprevedibile e lenta (una macchina da corsa dal valore di poco sotto il milione di euro). Problemi simili sono stati segnalati da Lappi e Fourmaux: la trazione è stata definita insufficiente sulle strade ghiacciate e innevate, dove invece la Toyota GR Yaris Rally1 ha dimostrato un grip incredibile e la solita costanza.
Non è la prima volta che Hyundai affronta difficoltà di questo tipo nel 2026. Già a Monte Carlo la squadra ha faticato a tenere il passo di Toyota, con Fourmaux quarto e Neuville quinto come migliori risultati. La transizione alle gomme Hankook e gli aggiornamenti Evo sulla i20 N Rally1 non hanno ancora portato i frutti sperati. Il team ha cercato di compensare con modifiche radicali, inclusi esperimenti su ammortizzatori e sospensioni, ma senza successo duraturo. Il direttore sportivo Andrew Wheatley non ha nascosto la delusione: “Abbiamo capito fin dallo shakedown che sarebbe stato più difficile del previsto. Non siamo riusciti a generare la massima trazione”.
Le prospettive per il prossimo appuntamento, il leggendario Safari Rally in Kenya a marzo, non sono rosee. Il Safari è storicamente il terreno di caccia preferito da una vettura solida come Toyota, con le sue strade sterrate veloci, polvere, pietre e imprevedibilità estrema. Neuville è stato chiaro: “Non è mai stato il nostro rally preferito. Dobbiamo dimenticarcelo e guardare avanti. Speriamo per il meglio”. La squadra coreana dovrà trovare soluzioni rapide per evitare che il gap con Toyota diventi incolmabile già nelle prime fasi della stagione.
In classifica piloti, dopo due round, Elfyn Evans guida con 60 punti, davanti a Oliver Solberg (47) e Takamoto Katsuta (30). Il migliore Hyundai è Fourmaux con 28 punti, mentre Neuville è quinto a 21. Nel costruttori, Toyota ha un vantaggio di 52 punti su Hyundai. La pressione su Alzenau è enorme: il team deve risolvere i problemi di base sulla vettura, migliorare la sinergia tra setup e gomme, e ridare fiducia ai piloti.
Nonostante le difficoltà della vettura che si ripercuoto sui piloti e copiloti, ci sono però anche dei timidi segnali positivi. Le tre prove speciali vinte da Neuville nel weekend (inclusa la Power Stage) dimostrano che, quando la macchina gira a dovere, il potenziale c’è. Fourmaux continua a maturare come futuro leader del team, Lappi porta esperienza e costanza. Ma serve un veloce cambio di passo. Il Mondiale Rally non aspetta e non è set cinematografico in cui si possono ripetere le scene fino a sfiorare la perfezione e controvertire un destino che, altrimenti, segnerà i piloti della squadra coreana in quella che appare sempre più l’ultima stagione di grande impegno per Hyundai Motorsport nel WRC (la Casa ha deciso che, nel 2027, non realizzerà una nuova Rally1 e aggiornerà minimamente la Rally2).
Ma seppure il team sognasse un futuro vincente nel WEC, perché non concentrarsi e investire il massimo delle risorse nel WRC 2026? Perché non cercare di contrastare il dominio Toyota? Dai proclami del team principal Cyril Abiteboul agli attuali risultati ce ne corre. Reduce dal titolo piloti 2024 con Neuville, la squadra coreana rischia di vedere svanire tutte le ambizioni iridate dei suoi piloti se non si interverrà drasticamente sulla i20 N Rally1. L’incontro richiesto dal belga è importante e da non sottovalutare, perché o si trova la quadra, o la stagione diventerà una lunga rincorsa. I rally sono imprevedibili, vero, ma al momento il messaggio sembra chiaro: Toyota è un passo avanti, e Hyundai un passo indietro. Per uscire da questa crisi bisogna reagire con urgenza.








