WRC – In Paraguay 360 km di prove speciali
La seconda edizione della gara sudamericana punta a diventare la prova più impegnativa dell’intero calendario mondiale
In un Campionato del Mondo Rally dove le prove cronometrate si assottigliano sempre di più — spesso poco più dei trecento chilometri di speciali per intero weekend che sono il minimo regolamentare — c’è chi ha deciso di andare controcorrente. Il Rally del Paraguay, alla sua seconda edizione, allunga il passo e lo fa senza timidezza.
Dal 27 al 30 agosto prossimi, la gara sudamericana si presenterà con un programma di 22 prove speciali — tre in più rispetto alle 19 della stagione 2025 — per un totale di oltre 360 chilometri cronometrati. Un salto di qualità netto, che posiziona il Paraguay su un piano diverso rispetto alla maggior parte delle prove del calendario mondiale.
I conti sono presto fatti: il Kenya, altra prova nota per la sua durezza, propone circa 350 chilometri di speciali. Il Paraguay, con questo nuovo formato, si candida a diventare la prova più lunga dell’intero calendario 2026. Non è un primato da poco, in un’epoca in cui la tendenza generale spinge verso format più compatti e televisivamente gestibili.
Gli organizzatori hanno già anticipato alcuni dettagli sul tracciato, che porta con sé novità significative rispetto alla prima edizione. Lo shakedown cambia sede: addio a Trinidad, spazio a un nuovo tracciato nei dintorni di Nueva Alborada. Trinidad, però, non sparisce dal programma — anzi, si guadagna una prova speciale tutta sua, inedita, che promette di sfruttare un territorio già di per sé straordinario, quello delle rovine delle Missioni Gesuita dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
La prova più lunga del percorso rimane Yerbatera, ma cresce ulteriormente: dai 30 chilometri dello scorso anno si passa a 33, consolidando il suo ruolo di speciale simbolo della gara. Trentatré chilometri di tierra colorada, la terra rossa ferrosa che è il marchio visivo del Paraguay rallystico, sono un’enormità in termini di concentrazione, gestione delle gomme e resistenza fisica per piloti e navigatori.
A completare il quadro delle novità, una super speciale davanti all’hotel Awa di Encarnación — la città affacciata sul Río Paraná, al confine con l’Argentina — che aggiungerà una dimensione spettacolo all’apertura della gara, avvicinando il pubblico alle vetture in un contesto urbano.
La scelta del Paraguay di allungare il percorso invece di ridurlo racconta qualcosa di preciso sulla filosofia con cui la gara è stata concepita. In un calendario mondiale che tende a standardizzare i format, una prova di oltre 360 chilometri cronometrati è una dichiarazione d’intenti: qui si viene a fare rally nel senso più tradizionale del termine, quello che mette alla prova non solo la velocità ma la resistenza, la strategia, la capacità di gestire una macchina e un equipaggio per quattro giorni in condizioni che la terra rossa paraguaiana sa rendere imprevedibili.









