Il Sardegna Rally Raid è pronto per il Mondiale
Oltre 500 equipaggi, una città in festa e la Sardegna più dura e autentica protagonista del candidate event mondiale. A trionfare tra le auto sono stati lo slovacco Martin Benko e il ceco Marek Sykora su Taurus T3 Max, nelle moto zampata italiana di Jacopo Cerutti con l’Aprilia.
C’è una Sardegna che non si vede nelle cartoline. Non quella scintillante degli yacht e delle spiagge perfette, ma quella ruvida, selvaggia, feroce. Una terra che sa essere magnifica e spietata allo stesso tempo. È questa Sardegna ad aver conquistato il Sardegna Rally Raid, candidate event per il Mondiale Rally-Raid 2027, trasformando tre giorni di gara in un’autentica battaglia contro il terreno, il meteo e i propri limiti.
Dal 15 al 17 maggio, tra sole e pioggia battente, nebbia, vento, freddo innateso, la Gallura e il Monte Acuto hanno messo alla prova uomini e macchine in un rally estremo, durissimo, capace di esaltare e distruggere nello stesso momento. E proprio in questa durezza sta il suo fascino. È qui che il Sardegna Rally Raid ha mostrato al mondo di avere tutte le caratteristiche per entrare nel W2RC, il Campionato del Mondo Rally-Raid. Ma oltre ai cronometri e alle classifiche, il vero vincitore è stato il territorio. Olbia ha accolto oltre 500 equipaggi fondendo la corsa con la festa patronale di San Simplicio, patrono della città e della Gallura, in un mix perfetto tra sport, tradizione e partecipazione popolare. Un segnale fortissimo: i grandi eventi sportivi possono entrare nel DNA di una città, viverla e farla vivere, generando un volano economico, turistico e culturale enorme.
La manifestazione, nata dalla collaborazione tra Regione Sardegna, ACI Sport, ACI Sassari, FoReSTAS, Insolita Sardegna e Comune di Olbia, ha unito in un unico grande evento Europeo Baja, Campionato Italiano Cross Country, Motorally e Raid TT. Numeri impressionanti: circa 800 chilometri totali e quasi 500 di prove speciali, con due percorsi distinti ideati dalle menti esperte e “malefiche” di Tiziano Siviero e Antonio Scanu. Una sfida gigantesca supportata da doppie infrastrutture mediche e di sicurezza, tutte concentrate su Olbia.
Nelle Auto il colpo di scena è arrivato soltanto sull’ultima speciale, i durissimi 82,3 chilometri della Terranova-Soliris. A trionfare sono stati lo slovacco Martin Benko e il ceco Marek Sykora su Taurus T3 Max, capaci di superare all’ultimo respiro l’italo-spagnola Christine Giampaoli Zonca, navigata dallo spagnolo Pablo Moreno su Polaris RZR Pro R. Solo 1’26’’ il margine finale dopo tre giorni di lotta serrata. Terza piazza per gli italiani Ermanno Manfron e Michele Vianello su Can-Am Maverick X3, davanti ad Alberto Matta e alla tedesca Anja Schweyer, mentre la categoria TH è andata a Zenno Falubba e Luca Tonni su Mitsubishi Pajero.
Tra le moto è arrivata invece la firma prestigiosa di Jacopo Cerutti, che con l’Aprilia Tuareg Rally 660 di Aprilia Racing GCorse ha portato la casa italiana sul gradino più alto del podio. Alle sue spalle Andrea Gava su Kove e l’esperto Paolo Lucci con Husqvarna Solarys. Insieme a Victor Aguilera sono stati protagonisti del “test” osservato con attenzione dal promoter mondiale per valutare l’ingresso del Sardegna Rally Raid nel W2RC. Il Campionato Italiano Cross Country, concluso nella giornata di sabato dopo circa 320 chilometri cronometrati, ha visto il successo di Alessandro e Marco Trivini Bellini su Can-Am Maverick X3 davanti ad Andrea Castagnera e Alberto Marcon, con terzo Martin Alejandro Cisella insieme a Erika Mingozzi. Un podio interamente dominato dagli SSV.
Grande spettacolo anche nel Motorally e nel Raid TT, dove a imporsi è stato soprattutto Pietro Degiacomi su KTM Africa Dream. Il campione in carica, già vincitore dell’edizione zero dello scorso anno, ha conquistato il Motorally Day 1 davanti a Davide Soreca e Paolo Degiacomi. Nel Day 2 è arrivata invece la risposta di Tommaso Montanari, vincitore davanti a Matteo Capuzzo e allo stesso Degiacomi. Affascinante anche la sfida tra i bicilindrici: Alessandro Botturi, il “Gigante di Lumezzane”, ha conquistato la tappa sarda del Raid TT con Yamaha, mentre Thomas Marini su Aprilia si è imposto nella seconda giornata del Motorally.
A fine gara resta la sensazione di aver assistito a qualcosa che va oltre una semplice competizione. Il Sardegna Rally Raid ha dimostrato di poter parlare la lingua del Mondiale: organizzazione, spettacolo, territorio, pubblico e soprattutto identità. Un’identità forte, autentica, dura come le sue pietre e i suoi sentieri. Lo ha sintetizzato perfettamente Giulio Pes di San Vittorio: “Il Sardegna Rally Raid è una grande scommessa di AC Sassari, Automobile Club d’Italia e Regione Sardegna. Il risultato sportivo è importante, ma ancora più importante è il lavoro svolto per la candidatura al Campionato del Mondo. Siamo fiduciosi sul futuro e lavoriamo già all’edizione 2027 con l’obiettivo di realizzare il sogno Mondiale”.
Tra fango, polvere e volti segnati dalla fatica, il Sardegna Rally Raid ha dimostrato di non essere soltanto una gara, ma una vera dichiarazione d’intenti. La Sardegna più dura e autentica ha conquistato piloti, team e pubblico, mentre Olbia ha trasformato il rally in una festa popolare capace di unire sport, territorio e tradizione. Ora il sogno si chiama W2RC. E dopo questo weekend, quel sogno appare decisamente più vicino.



