Diretta WRC – Acropolis Rally 2026
Il Mondiale si sposta sugli sterrati della Grecia, Evans cerca di difendere la leadership in campionato. La diretta live condotta e aggiornata fino a fine gara dalla redazione di TuttoRally con interviste, analisi, news, video e anteprime.
La classifica di campionato
| Pos. | Pilota | Punti |
|---|---|---|
| 1 | E. Evans | 162 |
| 2 | T. Katsuta | 151 |
| 3 | S. Ogier | 125 |
| 4 | S. Pajari | 116 |
| 5 | O. Solberg | 103 |
| 6 | A. Fourmaux | 95 |
| 6 | T. Neuville | 95 |
| 8 | H. Paddon | 21 |
| 8 | E. Lappi | 21 |
| 10 | Y. Rossel | 20 |
La nuova classifica
| Pos. | Pilota | Navigatore | Vettura | Tempo / Distacco |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Ogier Sébastien | Landais Vincent | Toyota GR Yaris Rally1 | 3:36:40.7 |
| 2 | Neuville Thierry | Wydaeghe Martijn | Hyundai i20 N Rally1 | +58.3 |
| 3 | Katsuta Takamoto | Johnston Aaron | Toyota GR Yaris Rally1 | +3:04.8 |
| 4 | Pajari Sami | Salminen Marko | Toyota GR Yaris Rally1 | +5:02.2 |
| 5 | Evans Elfyn | Martin Scott | Toyota GR Yaris Rally1 | +5:54.9 |
| 6 | McErlean Josh | Treacy Eoin | Ford Puma Rally1 | +5:55.5 |
| 7 | Fourmaux Adrien | Coria Alexandre | Hyundai i20 N Rally1 | +6:08.7 |
| 8 | Sesks Mārtiņš | Francis Renārs | Ford Puma Rally1 | +8:05.8 |
| 9 | Virves Robert | Viilo Jakko | Škoda Fabia RS Rally2 | +9:50.1 |
| 10 | Mikkelsen Andreas | Listerud Jørn | Škoda Fabia RS Rally2 | +10:52.5 |
Le penalità cambiano la classifica
Clamoroso colpo di scena a motori spenti. Josh McErlean, portacolori di M-Sport Ford, e Adrien Fourmaux, alfiere di Hyundai Motorsport, sono stati convocati separatamente davanti ai commissari sportivi della FIA al termine del rally. Per entrambi i piloti l’accusa è stata la medesima: non aver allacciato correttamente le cinture di sicurezza prima che le rispettive vetture si mettessero in movimento, violazione rilevata in due distinti episodi nel corso del fine settimana.
La decisione del collegio giudicante è stata inflessibile, traducendosi in una penalità di un minuto per ciascun equipaggio. Un provvedimento pesante che va a riscrivere la parte alta della classifica generale, modificando i verdetti espressi dalle prove speciali. A pagare il prezzo più alto è l’irlandese McErlean, che si vede così privato di quello che sarebbe stato il miglior piazzamento in carriera nella massima serie: la penalità lo fa infatti retrocedere dal quarto al sesto posto assoluto. Analogo destino per il francese Fourmaux, che scivola dalla quinta alla settima piazza.
L’infrazione commessa da Fourmaux risale a sabato pomeriggio, nello specifico durante lo svolgimento della dodicesima prova speciale, mentre l’episodio che ha visto protagonista McErlean si è consumato domenica mattina, lungo la penultima fatica cronometrata del rally.
A beneficiare direttamente delle sanzioni comminate ai rivali sono gli uomini della Toyota Gazoo Racing. Il leader del campionato del mondo Elfyn Evans e il suo compagno di squadra Sami Pajari guadagnano infatti posizioni preziose senza faticare sul campo. Il giovane finlandese Pajari risale così fino alla quarta piazza assoluta, mentre il gallese Evans si assesta subito dietro, incamerando i punti del quinto posto finale.
Fontana vince nel WRC3
Il Rally dell’Acropoli ha confermato la forza e la maturità del campione in carica Matteo Fontana. In coppia con Alessandro Arnaboldi a bordo della Ford Fiesta Rally3, alla domenica ha respinto l’ultimo e furioso assalto del rivale polacco Tymek Abramowski per andarsi a prendere una pesantissima vittoria di classe.
La corsa di Fontana era stata impostata sulla gestione sin dal pomeriggio di venerdì, quando aveva ereditato un rassicurante vantaggio di quasi quattro minuti in seguito al ritiro forzato per problemi al motore di Nataniel Bruun. Forte di questo margine, ha scelto una condotta di gara accorta e priva di rischi inutili per tutta la giornata di sabato, chiudendo la seconda tappa con un divario apparentemente inattaccabile di 3 minuti e 52,2 secondi.
La tappa conclusiva della domenica ha però visto la rabbiosa rimonta di Tymek Abramowski. Il giovane talento polacco, navigato da Jacek Wróbel, ha spinto al massimo per capitalizzare ogni secondo disponibile, nel tentativo di cancellare il pesante scotto pagato venerdì mattina a causa di un cambio ruota in prova che lo aveva costretto a due giorni di inseguimento. Abramowski è riuscito a rosicchiare quasi tutto lo svantaggio dal leader, ma Fontana ha amministrato i chilometri finali con il sangue freddo del campione, salvando la prima posizione e la vittoria assoluta per 41,7 secondi.
La classifica finale
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Classe | Tempo | Distacco |
| 1 | Ogier S. – Landais V. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 3:36:40.7 | — |
| 2 | Neuville T. – Wydaeghe M. | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 / Rally1 | 3:37:39.0 | +58.3 |
| 3 | Katsuta T. – Johnston A. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 3:39:45.5 | +3:04.8 |
| 4 | McErlean J. – Treacy E. | Ford Puma Rally1 | RC1 / Rally1 | 3:41:36.2 | +4:55.5 |
| 5 | Pajari S. – Salminen M. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 3:41:42.9 | +5:02.2 |
| 6 | Fourmaux A. – Coria A. | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 / Rally1 | 3:41:49.4 | +5:08.7 |
| 7 | Evans E. – Martin S. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 3:42:35.6 | +5:54.9 |
| 8 | Sesks M. – Francis R. | Ford Puma Rally1 | RC1 / Rally1 | 3:44:46.5 | +8:05.8 |
| 9 | Virves R. – Viilo J. | Škoda Fabia RS Rally2 | RC2 / Rally2 | 3:46:30.8 | +9:50.1 |
| 10 | Mikkelsen A. – Listerud J. | Škoda Fabia RS Rally2 | RC2 / Rally2 | 3:47:33.2 | +10:52.5 |
PS17 – Loutraki 2 16,61 km
Il sipario sul Rally dell’Acropoli si è chiuso nel segno del trionfo di Sébastien Ogier. L’asso francese della Toyota ha completato un fine settimana capolavoro dominando anche la tappa domenicale, dove non si è limitato a gestire il cospicuo vantaggio accumulato, ma ha spinto al massimo fino all’ultimo metro, conquistando la vittoria nella classifica del Super Sunday e il miglior tempo nella Power Stage conclusiva. Un bottino pieno che riapre prepotentemente la corsa al titolo iridato del fuoriclasse transalpino.
La giornata era scattata con un distacco ravvicinato, che vedeva Thierry Neuville davanti al francese per soli 4,1 secondi. Il sorpasso di Ogier nella prima speciale del mattino aveva riacceso un duello sul filo dei decimi, risolto drammaticamente sul penultimo tratto cronometrato a causa del doppio ko che ha colpito la Hyundai del belga. Neuville ha infatti accusato ben due forature simultanee, vedendosi costretto a trascinare la sua vettura fino al traguardo con uno pneumatico esploso e uno completamente sgonfio. L’inconveniente è costato al belga un passivo di oltre cinquanta secondi in un colpo solo, congelando la lotta per il primo gradino del podio. Neuville è riuscito comunque a difendere la seconda piazza assoluta, complice il margine di oltre due minuti che lo separava dal terzo classificato, l’altra Toyota di Takamoto Katsuta. Per il pilota giapponese, autore di una gara solida e priva di errori macroscopici, si tratta del quarto podio stagionale, un risultato pesante che gli permette di rifarsi sotto nella classifica iridata a Elfyn Evans.
Sébastien Ogier ha espresso tutta la sua soddisfazione per una vittoria arrivata al termine di un percorso durissimo: “È stato un fine settimana lunghissimo e non c’è mai stato il tempo di rilassarsi. Ho guidato il più prudentemente possibile e ho cercato di evitare ogni singolo sasso.” Dal canto suo, Thierry Neuville si è mostrato filosofo di fronte a un verdetto che lo ha penalizzato oltremodo nel finale: “Non so bene cosa dire, in questo momento mi trovo tra la delusione e, in un certo senso, una piccola gioia, perché la vettura funziona bene e ci sentiamo a nostro agio. Sono sentimenti contrastanti. Ottimo rally da parte di Ogier, anche lui ha disputato una gara incredibile.”
Dietro al terzetto di testa, la vera impresa della domenica porta la firma di Josh McErlean. Nonostante l’errore commesso nella penultima speciale, dove era rimasto bloccato in una duna perdendo oltre mezzo minuto, il giovane pilota della Ford è riuscito a centrare uno splendido e storico quarto posto assoluto, siglando il miglior risultato in carriera nel Mondiale rally. Josh McErlean ha manifestato una gioia incontenibile al traguardo finale: “Non ce la siamo certamente resa facile. Un grande ringraziamento al team e a tutti coloro che credono in noi, l’inizio della stagione è stato difficile. Che rally, che prova speciale!”
Il quarto posto dell’irlandese è stato blindato anche grazie alla sfortuna che ha preso di mira Adrien Fourmaux proprio nel corso dell’ultima speciale. Il francese della Hyundai, entrato nella Power Stage staccato di un solo decimo di secondo da Sami Pajari in un caldissimo duello per la top 5, è incappato nella quarta foratura del suo sfortunato fine settimana. La strada è spianata per il giovane finlandese della Toyota, che ha artigliato la quinta piazza assoluta coronando una domenica corsa interamente in rimonta.
Sami Pajari ha analizzato con lucidità la sua prestazione e il bottino di punti conquistato: “Speravo di riprendere Josh, ma congratulazioni anche a lui per il suo miglior risultato ottenuto finora. Ho dato il massimo. L’inizio del rally è stato complicato e anche recuperare da quella situazione è stato difficile.”
Il fine settimana ellenico si è rivelato invece un calvario per il leader del campionato Elfyn Evans. Il gallese della Toyota, che nella giornata di sabato stava completando una buona rimonta fino alla quinta piazza, è scivolato in settima posizione a causa di una foratura nel finale della seconda tappa, non riuscendo più a ricucire il distacco nella giornata odierna. La Top 10 ha visto inoltre il ritiro di Dani Sordo sulla terza Hyundai ufficiale, subito prima della Power Stage mentre occupava l’ottava piazza virtuale. Una decisione presa dalla squadra per avere la possibilità , come prevede il regolamento, di lavorare sulla vettura in vista della prossima gara. Il passo d’addio dello spagnolo ha promosso Martins Sesks su Ford all’ottavo posto assoluto.
A completare la zona punti e i primi dieci della classifica generale sono stati i protagonisti del WRC2, con l’estone Robert Virves capace di conquistare il successo di classe davanti ad Andreas Mikkelsen, secondo sulla Škoda Fabia dopo un fine settimana di accesi scambi cronometrici.
Archiviata la durezza dei fondi greci, il Campionato del Mondo Rally si concede una breve pausa prima di fare rotta verso il Nord Europa per il doppio appuntamento ad altissima velocità in Estonia e in Finlandia, previsti tra poche settimane.
PS16 – Aghii Theodori 2 25,39 km
Il penultimo atto del Rally dell’Acropoli ha interrotto brutalmente il duello stellare che stava infiammando la corsa. Lungo i 25,39 chilometri della Aghii Theodori 2, la lotteria delle forature ha colpito duro, mietendo la vittima più illustre nel momento di massima tensione agonistica e ipotecando, di fatto, il successo finale a favore di Sébastien Ogier.
Fino a quel momento immune da sventure con gli pneumatici, Thierry Neuville ha visto svanire i sogni di gloria a causa della delaminazione di una gomma Hankook nuova, un problema che ha accomunato gran parte dei piloti. Il belga della Hyundai ha scelto di non fermarsi a sostituire la ruota, stringendo i denti e percorrendo gli ultimi otto chilometri sui cerchi. Una decisione strategica corretta che gli ha permesso di limitare il passivo a circa cinquanta secondi dalla vetta, ma che ha spalancato le porte della fuga a Sébastien Ogier. Il fuoriclasse della Toyota ha stampato un tempo mostruoso, rifilando ben 9,7 secondi al primo degli inseguitori e portando il suo vantaggio nella generale su Neuville a un rassicurante margine di 54,8 secondi.
Al traguardo, Sébastien Ogier ha mantenuto alta la concentrazione, consapevole delle insidie ancora aperte: “Su queste speciali può succedere di tutto, è andata così. Abbiamo comunque ancora del duro lavoro da fare prima di festeggiare.” Masticava amaro, invece, un amareggiato Thierry Neuville, visibilmente contrariato per l’epilogo della sfida: “Sono stato davvero sfortunato. Non ho idea di cosa sia successo: prima ho ricevuto l’allarme per una foratura a sinistra e poi all’improvviso è esplosa la posteriore destra. Sarebbe stato bello lottare fino all’ultimo metro con Sébastien, ma è andata così. Siamo ovviamente delusi, il team avrebbe meritato questa vittoria.”
Dietro ai due contendenti, Takamoto Katsuta ha gestito la situazione senza rischiare nulla, blindando un solido terzo posto assoluto. Alle spalle del giapponese si è consumato un altro psicodramma: Josh McErlean, saldamente quarto su Ford, è andato largo in una curva rimanendo incastrato per oltre trenta secondi in un banco di sabbia. Aiutato a ripartire, l’irlandese è riuscito a salvare la quarta piazza assoluta per soli 14,1 secondi sul duo composto da Sami Pajari e Adrien Fourmaux. Proprio il finlandese, autore del secondo tempo assoluto sulla speciale, ha completato il sorpasso sul pilota Hyundai, sopravanzandolo nella generale per appena un decimo di secondo. Sami Pajari ha commentato così la zampata e la volata finale per il podio virtuale: “Vedremo cosa riusciremo a fare nell’ultima speciale. Teniamo le dita incrociate perché sarà un tratto davvero brutale e tutto può ancora succedere. Cercheremo solo di dare il massimo e speriamo che la fortuna sia dalla nostra parte.”
Le forature non hanno risparmiato nemmeno le categorie inferiori. In WRC2, l’estone Robert Virves ha forato nel finale di speciale ma è riuscito a conservare la leadership della classe con oltre un minuto di vantaggio su Andreas Mikkelsen. Nel frattempo, un altro stop forzato a causa degli pneumatici ha colpito Pablo Sarrazin, che ha perso tre posizioni in un solo colpo regalando la settima piazza a Léo Rossel.
PS15 – Loutraki 1 16,61 km
La quindicesima prova speciale, il primo passaggio sui 16,61 chilometri di Loutraki, ha regalato un nuovo capitolo di una sfida per la vittoria assoluta. Dopo aver ceduto il comando della corsa nel tratto precedente, Thierry Neuville è partito con il coltello tra i denti, accumulando un vantaggio di quasi due secondi al quinto chilometro. Nella seconda parte della speciale, tuttavia, Sébastien Ogier è riuscito a ricucire lo strappo. Al traguardo si è materializzato un incredibile ex aequo: il pilota belga e l’asso francese hanno fatto segnare lo stesso identico tempo, congelando il distacco nella classifica generale che vede Ogier mantenere la leadership con appena 1,3 secondi di margine.
Sébastien Ogier ha commentato così la parità cronometrica e le difficoltà di gestione: “È tiratissima. Stiamo cercando di guidare forte, ma ovviamente in queste condizioni non posso mettere proprio tutto in gioco.” Dal canto suo, Thierry Neuville ha evidenziato le criticità tecniche che ancora lo limitano: “Abbiamo fatto una buona speciale, ma il retrotreno dell’auto è ancora precario. Ogni volta che ci troviamo su una sezione sabbiosa, il posteriore parte molto facilmente. Ho già provato a fare delle modifiche, ma per il secondo passaggio dovrebbe comunque esserci più aderenza.”
Alle spalle dei due battistrada, staccato di oltre due minuti e mezzo, si consolida il terzo posto di Takamoto Katsuta su Toyota, mentre la classifica alle sue spalle è stata completamente stravolta dal dramma sportivo di Adrien Fourmaux. Il francese, che era in piena caccia ai punti pesanti del Super Sunday dopo lo scratch nella speciale d’apertura, è incappato nella terza foratura del suo fine settimana. Questa volta Fourmaux ha scelto di non fermarsi a sostituire la gomma sul percorso, preferendo zoppicare fino al traguardo; l’azzardo gli è costato quasi due minuti di ritardo, estromettendolo dalla lotta per i punti domenicali e facendolo scivolare in quinta posizione assoluta. Al traguardo, Adrien Fourmaux non ha nascosto la profonda frustrazione: “Non so cosa sia successo. Sono davvero stanco di questi pneumatici. Credo di non aver colpito nulla.”
L’inconveniente del francese ha spalancato le porte a Josh McErlean, che si è issato in quarta posizione assoluta, intravedendo il miglior risultato della carriera, ma l’irlandese è ora nel mirino di un arrembante Sami Pajari. Il finlandese si è portato a soli nove decimi di secondo dal quarto posto. Pajari ha spiegato così la sua strategia per le battute finali: “Sto provando a spingere un po’. Al momento sta funzionando, ma dobbiamo vedere come guidano gli altri. Il piano, quindi, è molto semplice.”
La speciale ha riservato un colpo di scena pesante anche per il WRC2. Andreas Mikkelsen, fino a quel momento leader della classe sulla sua Škoda Fabia, è stato rallentato da una foratura che lo ha scalzato dalla vetta, facendolo scivolare al secondo posto alle spalle del compagno di squadra Robert Virves, nuovo leader.
PS14 – Aghii Theodori 1 25,39 km
La domenica mattina del Rally dell’Acropoli si è aperta nel segno della massima tensione agonistica lungo i 25,39 chilometri della prova speciale di Aghii Theodori, il tratto cronometrato più lungo e selettivo dell’intero evento. La frazione inaugurale della terza tappa ha regalato un clamoroso scossone al vertice della classifica generale, ridisegnando completamente le gerarchie per la vittoria finale in un contesto reso difficilissimo dal fondo stradale.
Il fondo ricoperto da un fitto strato di terra soffice e ghiaia da ripulire ha favorito la progressione di Adrien Fourmaux. Ha aggredito la speciale con un ritmo forsennato, sfruttando al meglio la posizione di partenza arretrata per far segnare il miglior tempo assoluto e rilanciare le sue quotazioni per il podio, dove ha messo nel mirino la terza piazza di Takamoto Katsuta. La prestazione di Fourmaux ha fatto da cornice al sorpasso al vertice della corsa firmato da Sébastien Ogier. Il pluricampione francese ha ottenuto il secondo crono parziale e, approfittando dei 5,4 secondi guadagnati nei confronti di Thierry Neuville, è balzato al comando della classifica generale con un margine ridottissimo di appena 1,3 secondi sul rivale belga. Lo stesso Ogier si è detto sorpreso del riscontro cronometrico alla fine della prova, ammettendo di aver faticato moltissimo a mantenere la vettura in traiettoria a causa della scarsa aderenza. Dal canto suo, Neuville ha analizzato con freddezza la situazione spiegando di aver spinto al massimo ma di non essere riuscito a controllare adeguatamente il posteriore della sua Hyundai sulle sezioni caratterizzate da sabbia più soffice.
La mattinata ha sorriso anche a Sami Pajari, scattato all’attacco per incamerare i punti pesanti del Super Sunday. Il pilota finlandese ha sfruttato una posizione di partenza favorevole per sferrare un affondo deciso, riducendo a poco più di un minuto il divario dal quinto posto occupato dall’irlandese Jon Armstrong, apparso più in difficoltà e staccato di ben 28 secondi dal finlandese lungo la speciale. La rimonta di Pajari è stata agevolata anche dalle disavventure di Elfyn Evans: dopo la foratura patita nell’ultimo tratto del sabato, il gallese della Toyota è incappato nello stesso identico problema nella prima frazione domenicale. Evans ha accusato la foratura già nella parte iniziale della speciale, riuscendo fortunatamente a limitare i danni grazie a una perdita di pressione lenta che ha mantenuto lo pneumatico sul cerchio, ma il ritardo accumulato lo ha visto scivolare a quasi mezzo minuto di distacco da Pajari, che si è così insediato in una solida sesta piazza assoluta.
In chiave di pura strategia ha destato interesse la mossa di Oliver Solberg, ripartito per la tappa domenicale dopo il ritiro del venerdì con l’obiettivo di racimolare punti per la classifica separata della domenica. Il pilota svedese ha tentato l’azzardo montando quattro pneumatici a mescola morbida per cercare aderenza extra, ma la scelta non ha pagato sui fondi caldi ed estremamente scivolosi dell’Acropoli, tanto che lo svedese ha chiuso la speciale lamentando l’assoluta impossibilità di lottare per le posizioni di vertice del Super Sunday.
Day3, il programma
La terza e decisiva tappa del Rally dell’Acropoli propone un percorso compatto ma selettivo di 84 chilometri cronometrati. Si comincia con il primo passaggio sulla PS14, la Aghii Theodori 1 da 25,39 chilometri, subito dopo i concorrenti affronteranno i 16,61 chilometri della PS15, la Loutraki 1. Terminato questo primo blocco di fatiche, le vetture faranno l’ingresso nel riordino di Loutraki alle 10:17 (9:17 in Italia) a cui seguirà, a partire dalle 10:52 (9:52 italiane), l’ultimo parco assistenza della gara.
Il secondo giro sulle medesime prove prenderà il via alle 12:10 (le 11:10 in Italia) con la ripetizione della Aghii Theodori. Seguirà una sosta al riordino per raggruppare i superstiti prima della Power Stage che scatterà alle 14:15 (le 13:15 in Italia) con il secondo passaggio a Loutraki. Il sipario sul rally calerà definitivamente alle 14:40 locali (le 13:40 in Italia) con le premiazioni.
Day3, la scelta delle gomme
Rally1
| Pilota | Hard | Soft | Totale |
| Pajari Sami | 5 | 0 | 5 |
| Neuville Thierry | 5 | 0 | 5 |
| Fourmaux Adrien | 5 | 0 | 5 |
| Katsuta Takamoto | 4 | 2 | 6 |
| Evans Elfyn | 4 | 2 | 6 |
| McErlean Josh | 6 | 0 | 6 |
| Armstrong Jon | 6 | 0 | 6 |
| Solberg Oliver | 2 | 4 | 6 |
| Ogier Sebastien | 4 | 1 | 5 |
| Sordo Dani | 6 | 0 | 6 |
| Sesks Martins | 6 | 0 | 6 |
| Serderidis Jordan | 6 | 0 | 6 |
Rally2
| Pilota | Hard | Soft | Totale |
| Mikkelsen Andreas | 6 | 0 | 6 |
| Virves Robert | 2 | 4 | 6 |
| Solans Jan | 4 | 2 | 6 |
| Cachon Alejandro | 6 | 0 | 6 |
| Korhonen Roope | 6 | 0 | 6 |
| Sarrazin Pablo | 6 | 0 | 6 |
| Rossel Leo | 2 | 4 | 6 |
Day2, la classifica a fine tappa
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Tempo | Distacco |
| 1. | Neuville – Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | 2:40:18.7 | – |
| 2. | Ogier – Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:40:22.8 | a +4.1 |
| 3. | Katsuta – Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:42:35.7 | a +2:17.0 |
| 4. | Fourmaux – Coria | Hyundai i20 N Rally1 | 2:43:19.3 | a +3:00.6 |
| 5. | McErlean – Treacy | Ford Puma Rally1 | 2:43:20.3 | a +3:01.6 |
| 6. | Pajari – Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:44:57.0 | a +4:38.3 |
| 7. | Evans – Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:45:01.8 | a +4:43.1 |
| 8. | Sordo – Carrera | Hyundai i20 N Rally1 | 2:45:36.5 | a +5:17.8 |
| 9. | Mikkelsen – Listerud | Škoda Fabia RS Rally2 | 2:46:13.3 | a +5:54.6 |
| 10. | Virves – Viilo | Škoda Fabia RS Rally2 | 2:46:27.2 | a +6:08.5 |
PS13 – Mt Menalo 2 15,01 km
La seconda tappa del Rally d’Acropoli si è chiusa con un colpo di scena clamoroso lungo i chilometri della seconda ripetizione della prova speciale di Mt Menalo, riducendo ai minimi termini il divario tra i due contendenti al successo e trasformando il finale di gara in un thriller psicologico. Nettamente battuto nel crono precedente, Sébastien Ogier non ha tardato a reagire, volando letteralmente lungo il tracciato e rosicchiando gran parte del proprio svantaggio sottolineando che “non ho preso i rischi più grandi perché avevo visto le forature avvenute in precedenza”. A favorire il rabbioso contrattacco del francese della Toyota è stato un errore commesso nelle battute conclusive da Thierry Neuville: ha colpito una banchina a bordo strada, danneggiando in modo serio la parte anteriore della sua Hyundai i20 N Rally1. Al traguardo è apparso evidente che dalla vettura del belga vi fosse una perdita visibile di liquido, liquido di raffreddamento o olio. Compresa la gravità della situazione, Neuville non si è soffermato per rilasciare le dichiarazioni di rito e ha abbandonato rapidamente la postazione di stop, arrestando la marcia pochi metri dopo lungo il settore di collegamento per verificare l’entità del danno. Per lui la sfida si sposta ora sul piano dell’affidabilità, dovendo coprire un lunghissimo e d’ora in avanti teso trasferimento stradale di 128 chilometri per raggiungere il parco assistenza serale.
Il dramma del leader non è stato l’unico scossone in una speciale che si è trasformata in una vera e propria trappola per gli pneumatici. Il primo a farne le spese è stato Dani Sordo: lo spagnolo della Hyundai ha accusato il cedimento della gomma anteriore destra a circa metà percorso. A differenza di altri, Sordo ha scelto di non fermarsi, portando a termine la speciale su tre sole ruote integre. La decisione gli è costata circa un minuto di ritardo, causandone la discesa in classifica generale alle spalle di Sami Pajari. Poco dopo, nello stesso punto della prova, la medesima sfortuna ha colpito Elfyn Evans, fino a quel momento rimasto indenne da noie. “È successo all’improvviso. Lo pneumatico si è sgonfiato rapidamente e ho rischiato di uscire di strada nella curva successiva” ha spiegato. Il gallese della Toyota ha invece preferito fermarsi per sostituire la copertura danneggiata, un’operazione che gli è costata quasi due minuti. A beneficiare di questa doppia ecatombe è stato proprio Sami Pajari, che ha guadagnato ben due posizioni salendo fino al sesto posto assoluto, mentre Evans è scivolato al settimo.
La girandola di forature ha permesso ad Adrien Fourmaux, sceso in sesta piazza nel corso del primo pomeriggio, di riguadagnare terreno prezioso, superando in un colpo solo sia il compagno di marca Evans sia la Ford Puma di Josh McErlean. Al termine della seconda tappa, le posizioni d’onore alle spalle dei due duellanti vedono Takamoto Katsuta saldamente in terza piazza, seguito da Fourmaux e da McErlean.
Nella categoria WRC2, Andreas Mikkelsen ha sigillato la sua ottima giornata mettendo a segno il miglior tempo nell’ultimo tratto cronometrato, consolidando in questo modo il proprio margine di sicurezza nei confronti di Robert Virves.
Il verdetto definitivo del Rally d’Acropoli è rimandato a una “super domenica” che si preannuncia infuocata, con quattro prove speciali ancora da disputare per decretare il vincitore.
PS12 – Ghymno 2 15,20 km
Il pomeriggio ha regalato il colpo di scena più pesante e inatteso della seconda tappa, rimescolando i valori alle spalle dei primissimi. Il protagonista in negativo è Adrien Fourmaux: saldamente in terza posizione assoluta fin dalla giornata di venerdì, il pilota francese della Hyundai è stato vittima di una foratura nei primissimi chilometri della prova speciale, tratto che per l’occasione è stato accorciato di quattro chilometri rispetto al passaggio mattutino. Costretto a fermarsi lungo il percorso per sostituire la ruota danneggiata, Fourmaux ha visto volare via quasi due minuti netti, precipitando dal podio virtuale fino alla sesta posizione provvisoria e ritrovandosi ora nella scia diretta di Josh McErlean ed Elfyn Evans. Al traguardo, il francese ha spiegato l’accaduto dicendo: “La gomma è scoppiata. Era in mezzo alla strada, ma in ombra, quindi non ho visto la pietra. Non sono del tutto sicuro di quale punto fosse, perché c’erano davvero tante pietre.”
Chi ha sferrato l’attacco decisivo per riprendere in mano le redini della corsa è il leader del Mondiale Thierry Neuville. In totale fiducia al volante della sua Hyundai i20 N Rally1, il belga ha stampato uno scratch stratosferico, staccando di ben 7,1 secondi il suo rivale diretto Sébastien Ogier. Una risposta di forza impressionante se si considera che, proprio per questo giro di prove pomeridiane, il fuoriclasse francese della Toyota aveva tentato una mossa strategica estremamente aggressiva, decidendo di imbarcare una sola ruota di scorta a differenza di tutti gli altri equipaggi prioritari che ne avevano portate due. Grazie a questa fiammata, a una sola speciale dal termine della giornata, il vantaggio di Neuville su Ogier sale a 10,8 secondi complessivi. Al controllo stop, Neuville ha espresso tutta la sua soddisfazione affermando: “Ho fatto una buona speciale. Tutto ha funzionato alla perfezione e la vettura è super veloce. Mi sto davvero godendo la guida. Manca ancora una speciale. Speriamo di portarla a termine. Ho sentito che Adrien ha avuto un problema, quindi non c’è ancora nulla di sicuro.”
Dal canto suo, Ogier ha dovuto fare i conti con una visibilità non ottimale nelle fasi guidate, spiegando così le difficoltà riscontrate nel percorrere la speciale dietro al rivale: “In discesa c’era un po’ di polvere, ma le corse sono così. Non è costato molto tempo, ma ha dato fastidio in alcune curve. Ho cercato di spingere per tutto il tempo.” Il dramma sportivo vissuto da Fourmaux ha modificato radicalmente la fisionomia della top five. Al terzo posto assoluto sale ora la Toyota di Takamoto Katsuta, il quale si trova tuttavia a gestire un distacco pesante di oltre due minuti dalla vetta della corsa. Alle spalle del giapponese si è issato al quarto posto Josh McErlean sulla Ford Puma, tallonato a breve distanza dalla GR Yaris ufficiale di Elfyn Evans, che continua a intravedere la possibilità di agganciare la quarta piazza. Nelle retrovie, si registra un piccolo passo indietro nella rimonta di Sami Pajari. Il giovane talento della Toyota, attualmente ottavo assoluto, ha concesso terreno prezioso nei confronti della vettura gemella di Dani Sordo; l’esperto pilota spagnolo della Hyundai è stato più rapido e ha sfruttato l’occasione per incrementare il proprio vantaggio sul finlandese, portando il margine a suo favore a poco più di venti secondi nella classifica generale.
Le parole di Yohan Rossel dopo il ritiro
Il francese di Lancia si è fermato nella PS10 per problemi al suo motore. Questo il suo commento dopo il ritiro: “Ci tenevamo davvero molto a fare un forte recupero oggi. Abbiamo fatto dei buoni progressi con la vettura dopo il Portogallo. Eravamo piuttosto soddisfatti, anche se ovviamente ci sono ancora alcune cose da sistemare. Siamo abbastanza contenti della nostra velocità rispetto alle Skoda in questo rally. Lavoreremo sodo per recuperare e continuare a lottare.”
Day2, la situazione a metà giornata
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Classe | Tempo | Distacco |
| 1° | Neuville T. – Wydaeghe M. | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 / Rally1 | 2:20:28.2 | — |
| 2° | Ogier Sébastien – Landais V. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 2:20:31.9 | +3.7 |
| 3° | Fourmaux Adrien – Coria A. | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 / Rally1 | 2:21:24.2 | +56.0 |
| 4° | Katsuta T. – Johnston A. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 2:22:31.4 | +2:03.2 |
| 5° | McErlean Josh – Treacy Eoin | Ford Puma Rally1 | RC1 / Rally1 | 2:22:58.9 | +2:30.7 |
| 6° | Evans Elfyn – Martin Scott | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 2:23:07.4 | +2:39.2 |
| 7° | Sesks Mārtiņš – Francis R. | Ford Puma Rally1 | RC1 / Rally1 | 2:23:24.5 | +2:56.3 |
| 8° | Sordo Dani – Carrera Cándido | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 / Rally1 | 2:24:32.8 | +4:04.6 |
| 9° | Pajari Sami – Salminen Marko | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 2:24:49.7 | +4:21.5 |
| 10° | Mikkelsen A. – Listerud J. | Škoda Fabia RS Rally2 | RC2 / Rally2 | 2:25:34.3 | +5:06.1 |
PS11 – Kefalari 18,17 km
Il sabato mattina si chiude sotto il segno di una tensione altissima, culminata lungo i 18 chilometri della prova speciale di Kefalari. Il tratto cronometrato, rispolverato dagli organizzatori dopo ben tredici anni di assenza dal percorso, non ha emesso verdetti definitivi ma ha riaperto i giochi per la vittoria assoluta, trasformando il duello di vertice in una sfida sul filo dei decimi.
Ad imporre un ritmo indiavolato è ancora una volta Sébastien Ogier. Il fuoriclasse della Toyota ha firmato il suo secondo scratch consecutivo della mattinata, riuscendo a rosicchiare altri 2,6 secondi a Thierry Neuville nonostante le enormi difficoltà incontrate sul percorso. Al traguardo, il francese ha evidenziato la complessità della situazione lamentando una forte mancanza di aderenza generale, un problema che ha accomunato tutti i concorrenti, costretti a fare i conti con un fondo stradale viscido persino per chi scendeva in prova con posizioni di partenza teoricamente più vantaggiose. La fiammata di Ogier ridisegna completamente la classifica generale prima del ciclo di prove pomeridiano: il margine del leader Neuville si è infatti assottigliato a soli 3,7 secondi complessivi. Il belga della Hyundai ha analizzato con lucidità le insidie del terreno: “Nel complesso abbiamo avuto una buona prova speciale, ma sul tratto sabbioso c’erano grosse difficoltà di trazione. Ho provato a effettuare alcune modifiche d’assetto per ottenere un grip migliore, ma siamo davvero al limite.”
Alle spalle del duo di testa, Adrien Fourmaux non è riuscito a tenere il passo dei primi due, concedendo otto secondi netti a Ogier. Il pilota della Hyundai mantiene comunque una terza posizione assoluta decisamente solida e al riparo da attacchi diretti, pur non nascondendo qualche perplessità sul rendimento della vettura: “Non c’era praticamente aderenza, anche se onestamente mi aspettavo di trovarne di più. Adesso cercheremo di capire in assistenza cosa possiamo fare per migliorare la situazione.” Chi invece continua la propria progressione a grandi falcate è Elfyn Evans. Autore del terzo tempo parziale di speciale, il gallese ha sfruttato l’ottimo feeling con la sua Toyota per portarsi a soli 8,7 secondi dalla quinta piazza provvisoria occupata dalla Ford Puma di Josh McErlean, confermando la bontà della sua rimonta dopo le sfortune del venerdì. Evans ha descritto così la variabilità del fondo greco: “Ci sono continui cambi di superficie e di aderenza. Non è stata affatto una prova semplice, anzi si è rivelata molto diversa rispetto a tutte le altre affrontate finora.”
La speciale di Kefalari ha regalato sorrisi anche in casa Toyota sul fronte dei giovani, con Sami Pajari autore di una prestazione priva di sbavature dopo il testacoda patito nel tratto precedente. Il finlandese ha sferrato un attacco deciso alla settima posizione di Dani Sordo, infliggendo all’esperto spagnolo un passivo di 11,9 secondi e portando il proprio distacco nella generale a soli 16,9 secondi. Al controllo stop, Pajari ha commentato la sua performance con una battuta ironica sull’avversario: “È stata una buona striscia, anche se c’era ancora molto da pulire sulla traiettoria. Prima dello start io e Dani stavamo parlando dei cavalli che c’erano dietro la recinzione a bordo strada, e forse questa cosa lo ha distratto un po’. Adesso devo trovare altri cavalli da qualche parte!”
La categoria WRC2 vive un momento di parziale stabilizzazione al vertice, controbilanciato da un’accesa bagarre per l’ultimo gradino del podio. Andreas Mikkelsen sta continuando a gestire in modo impeccabile il proprio vantaggio al comando sulle strade greche, tenendo a bada la Škoda Fabia gemella dell’estone Robert Virves. Alle loro spalle la lotta per la terza piazza provvisoria si fa invece incandescente, con Alejandro Cachón e Jan Solans separati ora da appena quattro secondi netti a favore dello spagnolo della Toyota, un distacco ravvisato che promette scintille in vista del loop pomeridiano.
PS10 – Mt Menalo 1 15,01 km
Dopo aver ceduto tre secondi a Sébastien Ogier nella prova precedente, Thierry Neuville ha risposto con prontezza lungo l’inedito tracciato di Menalo Mountain, caratterizzato anche da una piccola sezione fangosa. Il pilota belga della Hyundai ha siglato il miglior tempo assoluto staccando il rivale francese di 1,4 secondi; in questo modo, prima dell’ultima speciale della mattinata, il leader della corsa incrementa nuovamente il proprio vantaggio nella classifica generale, portandolo a 6,3 secondi.
“È stata una buona prova per noi. Ho cercato di mantenere un ritmo migliore nella prima parte. Si è trattato comunque di un tratto cronometrato impegnativo, poiché con le note nuove non si può mai essere completamente sicuri delle staccate. Ma tutto ha funzionato alla perfezione” ha dichiarato Neuville. Poco prima, Ogier aveva affermato di avere ancora del margine e della velocità da sfruttare, una provocazione a cui il belga ha replicato con calma: “Al momento ci stiamo prendendo cura della vettura e degli pneumatici, mantenendo sempre lo stesso passo. Non cambia nulla in questo rally che si sia dieci secondi avanti o indietro. La strada da percorrere è ancora molta”.
Saldamente al terzo posto assoluto, a 50 secondi dal compagno di squadra e leader della gara, Adrien Fourmaux ha vissuto un momento di grande apprensione: a causa di un errore nelle note, il francese è arrivato con troppa velocità in una curva a destra, finendo largo ma riuscendo fortunatamente a controllare la vettura e a salvare la situazione.
Alle loro spalle, la Toyota di Takamoto Katsuta difende la quarta piazza provvisoria davanti alla vettura di Josh McErlean. Il leader del mondiale Elfyn Evans è invece risalito in sesta posizione scavalcando Martins Sesks, mentre Sami Pajari, già attardato da una foratura nella giornata di venerdì, occupa il nono posto con oltre quattro minuti di ritardo dal vertice. Il giovane pilota finlandese è stato autore di un testacoda nella parte finale della decima speciale che gli è costato qualche secondo: “Avrei forse potuto evitare il testacoda, ma gli spettatori erano davvero troppo vicini alla strada e ho preferito non rischiare per evitare di uscire del tutto” ha spiegato Pajari.
Nello scenario del WRC2, Andreas Mikkelsen mantiene saldamente il controllo della prima posizione davanti a Robert Virves. Esce invece di scena Yohan Rossel, fino a quel momento in piena corsa per un piazzamento tra i primi cinque assoluti: il pilota francese è stato costretto a fermarsi definitivamente al chilometro 5 a causa di problemi al motore. Continua invece il fine settimana positivo per Pablo Sarrazin, che si mantiene davanti a Léo Rossel in classifica.
PS9 – Kolines 21,30 km
La prova speciale ha ulteriormente ridotto il margine di vantaggio di Thierry Neuville. Il pilota della Hyundai ha infatti visto Sébastien Ogier recuperare 3″3, con il distacco nella classifica generale che si è assottigliato a soli 4″9. “Credo di aver guidato troppo di traverso nel finale della speciale. C’era poco grip e forse avrei dovuto modificare qualche regolazione della vettura. Il rally è ancora molto lungo e bisogna semplicemente gestire la situazione”, ha commentato Neuville al termine della prova. Ogier, dal canto suo, si è detto soddisfatto del passo mostrato: “La situazione è molto combattuta. La speciale era piuttosto scorrevole. Non c’erano grossi massi, ma il rischio di una foratura è sempre presente”.
A firmare il miglior tempo sulla nona speciale è stato Adrien Fourmaux. Il francese della Hyundai ha imposto il ritmo su un tratto completamente inedito, caratterizzato da una velocità media poco superiore ai 75 km/h, consolidando il terzo posto assoluto pur restando a 45″5 dalla vetta. “Era davvero molto scivolosa. Ho dovuto lavorare parecchio anche con le note e ho avuto qualche difficoltà, ma so di poter fare meglio”, ha dichiarato Fourmaux.
Alle spalle del francese, Takamoto Katsuta ha confermato il buon ritmo mostrato fin dalla mattinata, riuscendo a superare Josh McErlean e portandosi al quarto posto della classifica generale. Più complicata, invece, la giornata per Martins Sesks, che continua a faticare senza riuscire a individuare le cause delle proprie difficoltà. Elfyn Evans occupa la settima posizione, davanti a Dani Sordo e Sami Pajari.
Nel WRC2 Andreas Mikkelsen mantiene un rassicurante margine al comando della categoria, mentre Robert Virves ha fatto segnare il miglior tempo di speciale, precedendo i rivali per appena tre decimi di secondo.
PS8 – Ghymno 1 19,60 km
La seconda tappa si è aperta nel segno della massima prudenza e della gestione strategica lungo i 19 chilometri della prova speciale di Ghymno, un tratto cronometrato che mancava dal lontano 2013. Sul fondo stradale severo e tormentato dalle pietre, i veterani del Mondiale hanno subito dettato il passo, a partire da Sébastien Ogier. Al volante della sua Toyota GR Yaris Rally1, il fuoriclasse francese ha cercato di mettere immediatamente pressione al leader della corsa, siglando il miglior tempo assoluto e riuscendo a rosicchiare un secondo e mezzo a Thierry Neuville. Al traguardo, Ogier ha espresso i suoi timori dicendo: “Temevo l’inizio di questa prova speciale, ma vedremo come terranno gli pneumatici nei prossimi tratti. Mi concentro sulla mia guida e cerco di stare lontano dai guai.”
Dal canto suo, il battistrada belga non si è mostrato affatto preoccupato per la minima concessione cronometrica, preferendo concentrarsi sulla salvaguardia delle coperture in vista dei successivi e caldi impegni della mattinata. Neuville ha minimizzato il distacco dichiarando: “Nel finale ho guidato con calma e ho risparmiato le gomme. Ho affrontato le frenate in modo molto fluido. Seb è bravo a gestire gli pneumatici, ma credo di poterlo contrastare.” In terza posizione si è confermato Adrien Fourmaux sulla seconda Hyundai. Il pilota francese ha tagliato il traguardo con un passivo di nove secondi netti da Ogier, faticando a trovare lo stesso passo dei primi due ma badando a non compromettere il weekend, analizzando così la sua prova: “La prima parte era in condizioni davvero severe, mentre nel finale ho cercato di preservare le gomme per le prove successive. I distacchi sono ridotti, quindi può succedere ancora di tutto.”
Chi ha tratto il massimo beneficio dalle nuove e più favorevoli condizioni di partenza è stato Elfyn Evans. Con una traiettoria decisamente più pulita rispetto a quella di ieri, il gallese della Toyota ha sfruttato la situazione per far segnare un ottimo quarto tempo parziale. Evans si è mostrato molto più sollevato commentando: “È davvero tutta un’altra cosa guidare per sesti anziché per primi. È stata una prova speciale molto impegnativa, soprattutto verso la fine. Non ho un piano preciso per riprendere chi sta davanti, guido con il mio passo e vediamo cosa succede.” Dietro di lui si registra uno scossone in classifica: Mārtiņš Sesks, forse condizionato da un approccio eccessivamente prudente sui tratti più duri, ha ceduto la quinta posizione assoluta alla Toyota di Takamoto Katsuta, che lo ha scavalcato nella generale, mentre Evans si sta avvicinando rapidamente per tentare lo stesso aggancio.
Tra i piloti rientrati in gara dopo i problemi del venerdì, Jon Armstrong ha mostrato subito un ottimo smalto. Nonostante il ritiro per il guasto al turbo patito ieri mentre l’equipaggio della M-Sport lottava per il podio, il britannico ha siglato una prestazione solida, precedendo di un secondo e nove decimi la Toyota di Oliver Solberg. Al controllo stop, Armstrong ha spiegato le difficoltà del percorso affermando: “La posizione di partenza oggi non è delle migliori. Su questa speciale è stato un po’ complicato trovare aderenza al posteriore. Inoltre, la parte finale su cemento e asfalto è molto severa per gli pneumatici.” Subito dietro ad Armstrong si è piazzato Sami Pajari, nono assoluto di speciale. Il giovane finlandese continua a pagare lo scotto della posizione di partenza, ribadendo: “La storia è più o meno la stessa di ieri. Siamo tra le prime vetture a transitare sul percorso, quindi la strada è estremamente scivolosa.”
La mattinata ha offerto spunti di grande interesse tecnico anche all’interno del WRC2. Se nella classe regina tutti i verificati si sono allineati in modo unanime sulla scelta di portare sei pneumatici a mescola dura, tra i protagonisti della serie cadetta si sono registrate scelte discordanti. Mentre la maggioranza dei concorrenti ha optato per la medesima dotazione di sei Hard, l’estone Robert Virves ha tentato una mossa strategica differente, salendo in prova con una combinazione mista composta da quattro gomme dure e due morbide. La scelta non sembra aver frenato la progressione del leader della corsa Andreas Mikkelsen, partito subito con un ritmo molto forte per consolidare il proprio primato sulla Škoda Fabia RS Rally2. Avvio decisamente più opaco, invece, per Yohan Rossel: il pilota della Lancia, sceso in prova con l’obiettivo dichiarato di rimontare per agganciare la top 5 di categoria, ha approcciato il tratto cronometrato con un ritmo inadeguato, finendo per concedere ulteriore terreno prezioso nei confronti dei suoi diretti avversari, tra i quali si è messo in luce anche il connazionale Pablo Sarrazin.
Indagine sulla pietra lanciata contro Cachon
Il venerdì sera si tinge di giallo e apre una seria questione legata alla sicurezza. La Federazione Internazionale dell’Automobile ha avviato un’indagine approfondita per fare piena luce sul grave e pericoloso episodio che ha visto come vittima Alejandro Cachón nel corso della prima tappa. Il talento spagnolo, in piena lotta per il vertice della categoria WRC2, è stato bersagliato dal lancio di una grossa pietra lungo un tratto rettilineo.
Le immagini catturate dalla telecamera interna della sua Toyota GR Yaris Rally2 hanno mostrato chiaramente la dinamica dell’accaduto, documentando un sasso che, provenendo dalla fitta vegetazione a bordo strada, si è infranto violentemente contro il parabrezza, mandandolo in frantumi sul lato del copilota Borja Rozada. Cachón si è detto totalmente certo della dolosità del gesto, escludendo che potesse trattarsi di un detrito sollevato accidentalmente dalle ruote della propria vettura o da quelle di un altro concorrente. A sostegno della tesi del sabotaggio, lo spagnolo ha rimarcato l’anomalia della posizione, precisando che l’episodio si è verificato nel bel mezzo di un pieno rettilineo e che se un sasso viene proiettato da un’auto in corsa, questo accade solitamente in curva per effetto della forza centrifuga, mentre in quel punto c’era chiaramente qualcuno nascosto tra i cespugli.
Nonostante l’inevitabile spavento e la visibilità parzialmente compromessa dalle crepe sul vetro, il pilota della Toyota non si è lasciato condizionare minimamente dal punto di vista agonistico, riuscendo a mantenere la calma e a siglare il miglior tempo assoluto di classe proprio all’interno della speciale incriminata. Grazie a questa prestazione di forza, Cachón ha chiuso la prima giornata di gara in terza posizione provvisoria nel WRC2.
Il delegato media della FIA ha confermato che la Federazione non intende catalogare l’accaduto come una semplice fatalità e che ogni elemento verrà esaminato scrupolosamente per individuare i responsabili. Una presa di posizione netta che ha trovato il pieno appoggio dello stesso Cachón, il quale ha ribadito che non si possono tollerare comportamenti di questo tipo e che è necessario intervenire con fermezza, pur riconoscendo la complessità oggettiva nel monitorare e controllare ogni singolo spettatore capillarmente distribuito lungo le decine di chilometri che compongono le prove speciali.
Day2, il programma
Il programma della seconda tappa si sviluppa interamente nell’area del Peloponneso con sei prove speciali complessive, suddivise intervallate dal parco assistenza di Loutraki. I chilometri cronometrati complessivi che i piloti dovranno affrontare lungo la giornata sono 108,69.
La sessione mattutina si apre con il primo passaggio sulla prova speciale di Ghymno di 19,6 km, che prenderà il via alle ore 7:54 ora locale (6:54 in Italia) e aprirà ufficialmente le ostilità della seconda giornata. A seguire, gli equipaggi si sposteranno sul secondo tratto cronometrato, la speciale di Kolines (21,3 km), il cui semaforo verde è programmato per le ore 9:19. La terza speciale è quella di Mt Menalo (15,01) che partirà alle 11:05. Il primo ciclo di prove si concluderà con la prova speciale di Kefalari (18,17 km), che scatterà alle ore 12:58. Al termine di questo trittico, la carovana del rally farà rientro a Loutraki per il consueto parco assistenza di metà giornata.
Le sfide riprenderanno nel pomeriggio con la ripetizione della prova speciale di Ghymno alle 16:39. Successivamente, le vetture affronteranno il secondo passaggio sulla speciale di Mt Menalo alle 19:05. Poi il rientro delle vetture a Loutraki per il lungo riordino notturno che precederà la frazione conclusiva della domenica.
Day2, la scelta delle gomme
Rally1
| Pilota | Hard | Soft | Totale |
| Pajari | 6 | 0 | 6 |
| Neuville | 6 | 0 | 6 |
| Fourmaux | 6 | 0 | 6 |
| Katsuta | 6 | 0 | 6 |
| Evans | 6 | 0 | 6 |
| McErlean | 6 | 0 | 6 |
| Armstrong | 6 | 0 | 6 |
| Solberg | 6 | 0 | 6 |
| Ogier | 6 | 0 | 6 |
| Sordo | 6 | 0 | 6 |
| Sesks | 6 | 0 | 6 |
| Serderidis | 6 | 0 | 6 |
Rally2
| Pilota | Hard | Soft | Totale |
| Rossel Y. | 4 | 2 | 6 |
| Rossel L. | 4 | 2 | 6 |
| Korhonen | 6 | 0 | 6 |
| Cachon | 6 | 0 | 6 |
| Mikkelsen | 6 | 0 | 6 |
| Virves | 4 | 2 | 6 |
| Solans | 4 | 2 | 6 |
| Sarrazin | 6 | 0 | 6 |
Day1, le classifiche a fine tappa
Rally1
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Tempo | Distacco |
| 1 | Neuville T. – Wydaeghe M. | Hyundai i20 N Rally1 | 1:26:48.2 | — |
| 2 | Ogier Sébastien – Landais V. | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:26:57.9 | +9.7 |
| 3 | Fourmaux Adrien – Coria A. | Hyundai i20 N Rally1 | 1:27:30.6 | +42.4 |
| 4 | McErlean Josh – Treacy Eoin | Ford Puma Rally1 | 1:27:58.3 | +1:10.1 |
| 5 | Sesks Mārtiņš – Francis R. | Ford Puma Rally1 | 1:28:05.1 | +1:16.9 |
| 6 | Katsuta T. – Johnston A. | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:28:21.4 | +1:33.2 |
| 7 | Evans Elfyn – Martin Scott | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:28:56.6 | +2:08.4 |
| 8 | Sordo Dani – Carrera Cándido | Hyundai i20 N Rally1 | 1:29:37.7 | +2:49.5 |
| 9 | Mikkelsen A. – Listerud J. | Škoda Fabia RS Rally2 | 1:29:58.8 | +3:10.6 |
| 10 | Pajari Sami – Salminen Marko | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:30:01.3 | +3:13.1 |
Rally2
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Tempo | Distacco |
| 1 | Mikkelsen A. – Listerud J. | Škoda Fabia RS Rally2 | 1:29:58.8 | — |
| 2 | Virves R. – Viilo J. | Škoda Fabia RS Rally2 | 1:30:07.0 | +8.2 |
| 3 | Cachón A. – Rozada B. | Toyota GR Yaris Rally2 | 1:30:30.2 | +31.4 |
| 4 | Solans J. – Sanjuan R. | Škoda Fabia RS Rally2 | 1:30:40.0 | +41.2 |
| 5 | Korhonen R. – Viinikka A. | Toyota GR Yaris Rally2 | 1:31:14.1 | +1:15.3 |
| 6 | Rossel Y. – Dunand A. | Lancia Ypsilon Rally2 HF | 1:32:21.0 | +2:22.2 |
| 7 | Rossel L. – Mercoiret G. | Lancia Ypsilon Rally2 HF | 1:32:26.7 | +2:27.9 |
| 8 | Domínguez D. – Peñate R. | Toyota GR Yaris Rally2 | 1:32:30.3 | +2:31.5 |
| 9 | Chatillon M. – Cornuau M. | Škoda Fabia RS Rally2 | 1:33:19.6 | +3:20.8 |
| 10 | Daprà R. – Guglielmetti L. | Škoda Fabia RS Rally2 | 1:34:04.9 | +4:06.1 |
PS7 – Thiva 17,81 km
L’Acropoli ha confermato la sua durezza nella prima giornata di gara, che si è conclusa con una serie di ritiri e cambiamenti in classifica lungo le speciali del venerdì pomeriggio.
Tra i ko si registra quello di Oliver Solberg. Il pilota svedese della Toyota, rallentato da una foratura in mattinata, è uscito di strada nell’ultima speciale rimanendo bloccato in una banchina. Per Solberg si tratta dell’ennesima battuta d’arresto in una stagione complessa, che lo ha già visto ritirarsi in Kenya, Croazia, Canarie e Giappone. Anche Jon Armstrong è stato costretto al ritiro definitivo: dopo aver firmato il suo primo scratch nel Mondiale all’inizio del pomeriggio, il pilota M-Sport ha dovuto alzare bandiera bianca per un problema al turbocompressore emerso nella speciale successiva.
In testa alla classifica generale si conferma Thierry Neuville su Hyundai i20N. Il belga ha gestito il vantaggio nell’ultimo tratto cronometrato, dove Sébastien Ogier ha recuperato solo quattro decimi. Neuville chiude la tappa con un margine di 9,7 secondi sul rivale della Toyota, dichiarando di aver corso l’ultima prova con pneumatici completamente usurati e senza prendere rischi.
Adrien Fourmaux ha ottenuto il miglior tempo nell’ultima prova speciale della giornata, sfruttando un fondo meno accidentato rispetto ai passaggi precedenti. Questo risultato ha permesso al pilota francese della Hyundai di consolidare la terza posizione, precedendo le due Ford Puma di Josh McErlean e Mārtiņš Sesks. Seguono nella classifica generale Takamoto Katsuta e Elfyn Evans, salito al settimo posto dopo aver perso tempo in mattinata nel ruolo di primo partente.
La giornata si chiude con un bilancio complicato anche per Sami Pajari, attualmente nono. Il finlandese della Toyota ha perso oltre un minuto e mezzo per una foratura all’inizio del giro pomeridiano, trovandosi poi costretto a gestire il ritmo per evitare ulteriori danni alle coperture. Gli equipaggi rimasti in gara affronteranno domani la seconda e più lunga tappa del rally.
I verdetti pomeridiani del WRC2 hanno delineato una classifica corta e ricca di colpi di scena. La prova speciale ha visto il successo parziale dello spagnolo Alejandro Cachón al volante della Toyota GR Yaris Rally2, che è riuscito a precedere per un secondo netto la Škoda Fabia RS Rally2 dell’estone Robert Virves, mentre in terza posizione si è inserito l’altro pilota iberico Jan Solans, staccato di due secondi dal vertice. Andreas Mikkelsen ha limitato i danni chiudendo al quarto posto con un passivo di 2,5 secondi, precedendo la Toyota di Roope Korhonen e la Škoda di Roberto Daprà. Più pesanti i distacchi accusati dalle due Lancia Ypsilon Rally2 ufficiali, con Léo Rossel che ha concesso 40,5 secondi e Yohan Rossel che è sprofondato a quasi due minuti dal vincitore.
La classifica provvisoria vede Andreas Mikkelsen al comando. Il pilota norvegese della Škoda conserva un margine molto ridotto, pari a 8,2 secondi, nei confronti di Robert Virves. Al terzo posto si installa Alejandro Cachón, staccato di 31,4 secondi, tallonato da Jan Solans a 41,2 secondi e da Roope Korhonen a poco più di un minuto e un quarto dalla vetta. Le Lancia di Yohan e Léo Rossel occupano rispettivamente la sesta e la settima piazza mentre Roberto Daprà chiude la top 8 provvisoria staccato di poco più di quattro minuti.
Il finale di giornata è stato caratterizzato da episodi controversi e problemi tecnici che hanno condizionato le prestazioni. Jan Solans ha spiegato di aver cercato di essere fluido e mantenere il ritmo, dichiarandosi comunque felice della giornata. Robert Virves ha preferito predicare calma in ottica futura, dicendo: “Vediamo. Penso che sia ancora un lungo cammino da fare. Grande battaglia? Vedremo.” Sul fronte opposto, il leader Andreas Mikkelsen ha analizzato la situazione strategica chiarendo che Robert ha due gomme morbide e si aspetta che sia molto veloce, aggiungendo che lui dovrebbe essere in migliori condizioni di gomme per il resto del weekend e di essere felice di aver recuperato il tempo perso. Roberto Daprà ha invece fatto i conti con la sfortuna: oggi ha avuto due forature e dopo la foratura hanno avuto un problema con il paraurti anteriore destro, sottolineando però di aver mostrato un certo ritmo quando la macchina e le gomme erano buone.
Sul fronte degli incidenti, la prova ha registrato il ritiro di Yuki Yamamoto, navigato da James Fulton; la loro Toyota GR Yaris Rally2 si è fermata al chilometro 4,5 a causa di un impatto misurato in 2g. Un episodio singolare e pericoloso ha colpito lo stesso Alejandro Cachón, il quale ha subito la rottura del parabrezza a metà traiettoria a causa di un sasso lanciato da uno spettatore. Il pilota spagnolo ha confessato che è stato uno spavento ma che alla fine va bene così. Note negative anche per Roope Korhonen, insoddisfatto della tenuta sul fondo stradale. Il problema della visibilità ha invece penalizzato la Lancia di Léo Rossel, rimasta intrappolata nella scia dei concorrenti che lo precedevano, spiegando di essere rimasto bloccato nella polvere per tutta la prova, aggiungendo che dopo che il fratello Yohan si è fermato c’erano 20 persone sulla prova, una cosa pazzesca. Yohan Rossel ha chiarito la natura del guasto che lo ha rallentato vistosamente, confessando di aver avuto problemi con il servosterzo due volte durante il pomeriggio e che in questa prova ha frenato un po’ tardi non riuscendo a girare, concludendo che potrebbe essere colpa sua o forse un problema meccanico, ma di non saperlo ancora.
PS6 – Stiri 2 24,18 km
Il Rally d’Acropoli ha confermato la sua spietata imprevedibilità nel corso della sesta prova, la ripetizione pomeridiana del lunghissimo e distruttivo tratto di “Stiri”. Pochi minuti dopo aver assaporato la gioia del suo primo scratch nel Campionato del Mondo Rally, l’irlandese Jon Armstrong è stato bruscamente risvegliato dal sogno iridato, precipitando in un vero e proprio incubo. La Ford Puma di M-Sport è stata colpita contemporaneamente da una pesante foratura all’anteriore e da un improvviso calo di potenza, costringendo l’equipaggio a fermarsi sul percorso. Il verdetto del cronometro è stato una scure pesantissima: Armstrong ha accusato un ritardo superiore ai quattro minuti, vedendo svanire in un colpo solo l’eccezionale terzo posto assoluto e ogni concreta chance di lottare per le posizioni di vertice. Una volta giunto al controllo stop, amareggiato, ha provato a ricostruire l’accaduto: “Abbiamo rimediato una foratura alla gomma anteriore e, quasi nello stesso istante, la vettura ha perso completamente tutta la potenza. Non abbiamo avuto altra scelta se non quella di fermarci lungo la speciale per cambiare lo pneumatico danneggiato e provare a resettare i sistemi”.
La lotta per il primato della manifestazione ha visto ancora una volta Thierry Neuville e Sébastien Ogier recitare una sceneggiatura a parte. Proprio come era accaduto nel passaggio mattutino, il duo di testa ha imposto un ritmo inarrivabile per il resto del plotone, nonostante l’imperativo categorico per tutti fosse quello di gestire e preservare l’integrità delle coperture. Ad aggiudicarsi la prova è stato un lucido Neuville, capace di staccare Ogier di appena otto decimi di secondo.
Grazie a questo graffio pomeridiano, il belga ha consolidato la propria leadership nella classifica generale, portando il vantaggio sul rivale della Toyota a poco più di dieci secondi complessivi. Neuville ha spiegato le difficoltà nel trovare il giusto compromesso tra velocità e salvaguardia del mezzo: “In diverse sezioni della prova mi sono limitato a fare lo slalom per aggirare le pietre più grandi ed evitare danni. Solo verso la parte finale sono riuscito a trovare un ritmo migliore, anche se quando le temperature delle gomme si alzano così tanto, il livello di aderenza tende a sparire completamente”. Sulla stessa linea d’onda si è espresso Ogier, totalmente focalizzato sulla sopravvivenza degli pneumatici Hankook: “Questo specifico tratto cronometrato si è confermato incredibilmente severo e distruttivo per le coperture. Ho guidato badando esclusivamente a saggiare la resistenza delle gomme e a risparmiarle in vista del finale di tappa”.
Il crollo di Armstrong ha ridisegnato la zona podio, promuovendo Adrien Fourmaux in terza posizione assoluta. Il francese della Hyundai, tuttavia, è apparso ancora parzialmente condizionato e frustrato dalla foratura patita in mattinata, faticando a ritrovare lo stesso identico passo d’inizio gara e accusando ora un distacco prossimo ai cinquanta secondi dal leader Neuville. Alle spalle di Fourmaux ringhiano le altre due Ford Puma di M-Sport, affidate a Josh McErlean e Mārtiņš Sesks, staccate di pochissimi secondi dal transalpino. La sesta piazza è occupata dalla Toyota GR Yaris di Takamoto Katsuta, tallonato a sua volta dal leader del mondiale Elfyn Evans. Il gallese, approfittando gradualmente dei numerosi errori e delle disavventure che hanno colpito i diretti avversari, sta portando avanti una solida e paziente rimonta, risalendo fino alla settima posizione assoluta dopo il calvario del ruolo di “spazzino” del mattino.
Clamoroso scossone anche ai vertici del WRC2, dove la leadership della corsa è passata di mano proprio nel finale di “Stiri”. Il norvegese Andreas Mikkelsen, dominatore della prima parte del rally, è stato rallentato in modo decisivo da una foratura lenta nell’ultimo settore della speciale. L’inconveniente ha costretto l’alfiere della Škoda a concedere secondi preziosi alla concorrenza, cedendo lo scettro del primato.
Ad approfittare immediatamente della situazione è stato Robert Virves. L’estone, autore di una seconda parte di tappa impeccabile al volante della seconda vettura del team TokSport, è balzato in testa alla classifica generale del WRC2, accumulando un vantaggio di undici secondi esatti sullo stesso Mikkelsen. In terza posizione, staccato di quindici secondi dalla vetta, si mantiene saldamente in corsa per la vittoria il francese Yohan Rossel, sempre più competitivo ed efficace a bordo della sua Lancia Ypsilon Rally2 nonostante i costanti svantaggi legati all’ordine di partenza. Umore opposto invece sull’altra sponda del box italiano per il fratello minore Léo Rossel, la cui vettura è tormentata da vistosi e cronici problemi di potenza che ne stanno limitando pesantemente le prestazioni da ormai due prove speciali. Problemi per Roberto Daprà che perde oltre due minuti dai migliori del WRC2.
PS5 – Mt Elikon 17,80 km
Il giro pomeridiano si è aperto all’insegna delle forti emozioni. A firmare l’impresa di giornata è stato Jon Armstrong. Il pilota irlandese della M-Sport, autore già di un’eccellente e sorprendente prima parte di gara, ha compiuto il capolavoro siglando il primissimo miglior tempo della sua carriera nel Campionato del Mondo Rally. Armstrong è riuscito a mettersi alle spalle tutti i giganti della categoria regina, battendo il pluricampione Sébastien Ogier per appena sei decimi di secondo.
Una volta tagliato il traguardo, l’irlandese non ha nascosto lo stupore per una prestazione cronometrica andata ben oltre le sue stesse sensazioni all’interno dell’abitacolo: “A essere del tutto sincero non pensavo affatto di aver fatto un buon passaggio, anzi, ero convinto di aver guidato fin troppo guardingo. Ho cercato esclusivamente di mantenere la vettura all’interno della traiettoria pulita, anche perché nelle primissime battute abbiamo colpito una pietra e quel leggero impatto mi ha condizionato psicologicamente per il resto della prova, facendomi guidare con un po’ di timore. Nonostante questo, conquistare la mia prima vittoria di speciale nel mondiale è una sensazione semplicemente fantastica”. Grazie a questo scratch storico, Armstrong blinda il suo clamoroso terzo posto nella classifica generale, riducendo a 18,9 secondi il distacco dal leader della corsa.
Alle spalle dello scatenato pilota Ford, la sfida ravvicinata per la leadership assoluta del rally ha visto Sébastien Ogier rosicchiare terreno prezioso nei confronti di Thierry Neuville. Il francese della Toyota ha preceduto il rivale belga di 1,7 secondi, portando il suo distacco complessivo dalla vetta della generale a 9,3 secondi. Ogier ha ribadito la sua filosofia di gara per questo infernale weekend greco, preferendo non guardare troppo i parziali degli avversari: “Siamo totalmente concentrati sulla nostra andatura e sul nostro piano di marcia; l’unica cosa che conta davvero in questo momento è guidare in modo pulito e stare alla larga dai guai”.
M-Sport Ford può festeggiare una sessione pomeridiana memorabile non solo per l’impresa di Armstrong, ma per una prestazione corale maiuscola di tutta la squadra. Josh McErlean ha confermato l’eccellente feeling con la Puma Rally1 stampando il quarto miglior tempo di speciale, un piazzamento che gli consente di blindare la quinta piazza nella classifica generale provvisoria. Subito dietro di lui ha brillato ancora una volta il talento di Mārtiņš Sesks, autore del quinto tempo di speciale e sempre più inserito nei piani alti della classifica. Tra le vetture britanniche si trova invece più defilato Adrien Fourmaux; il francese della Hyundai, dopo la sfortunata foratura patita nella quarta speciale della mattina che lo aveva privato della leadership, ha adottato una condotta più guardinga nel pomeriggio, rimanendo comunque saldamente agganciato al treno dei battistrada e inserito tra le vetture dell’ovale blu.
Il pomeriggio ha riservato un calvario a Sami Pajari. La Toyota GR Yaris Rally1 del giovane finlandese è stata colpita da una pesante foratura alla gomma posteriore nelle primissime battute della prova. L’equipaggio è stato costretto a fermarsi lungo il percorso per procedere alla sostituzione dello pneumatico danneggiato. Nonostante l’operazione sia stata fulminea e condotta con grande rapidità, Pajari ha visto svanire oltre un minuto e mezzo sul cronometro. Questo pesante fardello ha fatto precipitare il finlandese fuori dalla top ten assoluta della manifestazione, a oltre due minuti e mezzo di distacco dalla Hyundai di Neuville. Le parole di Pajari a fine prova riflettono tutta l’amarezza per un weekend nato sotto una cattiva stella: “C’era una pietra enorme rimasta in traiettoria all’interno di una sezione molto stretta del percorso e mi è stato totalmente impossibile evitarla o aggirarla. Avevamo già perso del tempo prezioso prima della sosta al parco assistenza della mattina e ora questo nuovo inconveniente ci penalizza ulteriormente. Evidentemente questa volta non è la nostra gara”.
Anche nel WRC2, il giro pomeridiano ha regalato scossoni importanti. Pur dovendo cedere ancora una volta il passo al passo consistente del leader Andreas Mikkelsen, Yohan Rossel ha suonato la carica a bordo della sua Lancia Ypsilon Rally2. Il pilota francese, nonostante lo svantaggio tattico di dover aprire la strada davanti a tutti i rivali di categoria, ha sfoderato una prestazione d’orgoglio lungo i complessi sterrati della “Elikon Mountain”.
Grazie a questo cambio di passo cronometrico, è riuscito a compiere un doppio sorpasso eccezionale nella classifica generale della categoria WRC2, scalzando in un colpo solo lo spagnolo Alejandro Cachón e il connazionale Jan Solans, entrambi in leggera difficoltà nel gestire l’usura degli pneumatici sul fondo pomeridiano. Nel frattempo, al volante della seconda Škoda Fabia RS Rally2 schierata dal team TokSport, l’estone Robert Virves continua a disputare una gara di altissimo profilo, confermandosi come la più solida e immediata minaccia per la leadership di Mikkelsen e mantenendo saldamente la seconda posizione assoluta. In classifica Roberto Daprà ha superato Leo Rossel.
Day1, la situazione a metà giornata
L’Acropoli non smentisce la sua fama di “spacca vetture” e, dopo la spettacolare ma effimera passerella cittadina ad Atene, ha immediatamente presentato un conto salatissimo a uomini e mezzi lungo le massacranti prove speciali del venerdì mattina. I primi tratti cronometrati di “Bauxites”, “Parnassos” e “Stiri” hanno offerto un distillato purissimo di ciò che rende questa gara una delle più dure e indecifrabili dell’intero panorama mondiale: strade devastate dal passaggio delle vetture, un’infinità di pietre taglienti pronte a distruggere gli pneumatici e un livello di aderenza costantemente precario. Al termine del primo loop, la classifica generale è stata completamente stravolta da colpi di scena a catena, forature e problemi di set-up.
In questo scenario ai limiti della sopravvivenza meccanica, Hyundai può tracciare un bilancio estremamente positivo, seppur agrodolce. Il team coreano si gode la leadership assoluta di Thierry Neuville, che è salito in cattedra al termine della mattinata dimostrando una consistenza invidiabile. Il pilota belga, pur lamentando una cronica mancanza di stabilità al retrotreno della sua i20N e una gestione degli pneumatici arrivata davvero al limite della tela nel finale di “Stiri”, ha saputo mantenere la testa fredda. Neuville ha capitalizzato al massimo i guai altrui e guida le danze con undici secondi di vantaggio sul suo più diretto inseguitore. Sulla sponda opposta del box coreano c’è invece il rammarico per Adrien Fourmaux. Il francese era stato il dominatore indiscusso dei primi chilometri, stampando due strepitosi successi parziali consecutivi e insediandosi al comando; una foratura arrivata proprio nel finale della speciale più lunga lo ha però costretto a percorrere diversi chilometri sul cerchione, facendogli perdere trenta secondi e scivolare in quarta posizione assoluta, a soli sette secondi dal podio.
Alle spalle del leader si staglia la sagoma sorniona di Sébastien Ogier. Al volante della migliore delle Toyota GR Yaris Rally1, ha vissuto una mattinata complessa, dichiarandosi a più riprese profondamente insoddisfatto della risposta e della resistenza degli pneumatici Hankook in condizioni così estreme. Eppure, nonostante una condotta di gara prudente e qualche decimo di troppo concesso al chilometro nelle prime battute, il fuoriclasse francese è riuscito a piazzare la zampata vincente proprio su “Stiri”, vincendo la speciale e issandosi in seconda posizione nella generale. Ogier resta l’unica vera punta di diamante per una Toyota in netta difficoltà: se il giovane Sami Pajari naviga in settima posizione alle prese con un comportamento anomalo e misterioso della sua vettura, e Takamoto Katsuta è ottavo dopo aver miracolosamente completato l’ultimo tratto con una gomma posteriore completamente delaminata, il vero dramma sportivo in casa giapponese è quello di Elfyn Evans. Il gallese, costretto ad aprire la strada e a fare da “spazzino” sulla ghiaia greca, è letteralmente sprofondato nei bassifondi della top ten, occupando una deludente nona piazza con un ritardo che ha già superato l’impressionante barriera del minuto e venti secondi.
La vera, grande sorpresa di questo avvio di gara porta indubbiamente il marchio della M-Sport Ford. La scuderia britannica sta vivendo una mattinata memorabile, posizionando tre Puma Rally1 tra le prime sei vetture della classifica generale. L’eroe di giornata è l’irlandese Jon Armstrong, autore di una prestazione maiuscola e di tempi costantemente a ridosso dei primissimi, che lo hanno proiettato su un clamoroso e provvisorio terzo gradino del podio assoluto a soli ventuno secondi dalla vetta di Neuville. Alle sue spalle non demeritano affatto i compagni di squadra Josh McErlean e Mārtiņš Sesks, rispettivamente quinto e sesto assoluto, bravi a sfruttare le posizioni di partenza arretrate e a tenersi lontani dai guai.
Il bilancio del venerdì mattina non sarebbe completo senza uno sguardo alle categorie inferiori, dove il WRC2 sta offrendo uno spettacolo straordinario. In questa classe la sfida è un monologo serratissimo tra le Škoda Fabia RS Rally2: Andreas Mikkelsen mantiene la leadership per appena un secondo e mezzo nei confronti di uno scatenato Robert Virves, autore del miglior tempo nell’ultima speciale. In casa Lancia si mastica invece amaro: dopo la clamorosa doppietta siglata nella super-speciale cittadina dai fratelli Yohan e Léo Rossel al volante delle nuove Ypsilon Rally2, il passaggio sulle durissime pietre dell’entroterra ha presentato il conto. Yohan Rossel, penalizzato anche dal dover aprire la strada nella prima speciale di classe perdendo un secondo al chilometro, è scivolato indietro nella generale, cedendo il passo allo strapotere delle vetture ceche ma rimanendo comunque in piena scia per il podio di categoria. L’ultima prova è stata fatale per Roberto Daprà che ha forato perdendo parecchie posizioni in classifica.
Day1, la classifica a metà giornata
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Classe | Tempo | Distacco |
| 1 | Neuville T. – Wydaeghe M. | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 / Rally1 | 48:03.2 | — |
| 2 | Ogier Sébastien – Landais V. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 48:14.2 | +11.0 |
| 3 | Armstrong Jon – Byrne Shane | Ford Puma Rally1 | RC1 / Rally1 | 48:24.4 | +21.2 |
| 4 | Fourmaux Adrien – Coria A. | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 / Rally1 | 48:31.5 | +28.3 |
| 5 | McErlean Josh – Treacy Eoin | Ford Puma Rally1 | RC1 / Rally1 | 48:40.0 | +36.8 |
| 6 | Sesks Mārtiņš – Francis R. | Ford Puma Rally1 | RC1 / Rally1 | 48:41.5 | +38.3 |
| 7 | Pajari Sami – Salminen Marko | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 48:53.4 | +50.2 |
| 8 | Katsuta T. – Johnston A. | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 48:58.8 | +55.6 |
| 9 | Evans Elfyn – Martin Scott | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 / Rally1 | 49:21.8 | +1:18.6 |
| 10 | Mikkelsen A. – Listerud J. | Škoda Fabia RS Rally2 | RC2 / Rally2 | 49:46.4 | +1:43.2 |
PS4 – Stiri 1 24,18 km
Prima di poter finalmente tirare il fiato nel parco assistenza di metà giornata, i protagonisti dell’Acropoli hanno dovuto fare i conti con la temutissima prova speciale di Stiri, il tratto cronometrato più lungo di tutta la tappa. Ad agevolare parzialmente il compito dei piloti è stato il fatto che il disegno della speciale ricalcasse fedelmente il percorso già affrontato l’anno precedente, offrendo qualche punto di riferimento in più sulle note. Questo dettaglio non ha comunque ridotto la durezza delle strade greche, che hanno continuato a mietere vittime illustri e a stravolgere le classifiche.
A imporre il ritmo in questa maratona sterrata è stato Sébastien Ogier che ha strappato il suo primo successo parziale di giornata alle agguerrite Hyundai, ma una volta giunto al traguardo non ha nascosto una profonda insoddisfazione per il comportamento della vettura e per la risposta delle coperture Hankook: “Si è trattato di pura e semplice fortuna. Gli pneumatici non sono ancora pronti per digerire e resistere a condizioni d’uso così estreme e severe”. Alle sue spalle, il leader del Mondiale Elfyn Evans ha confermato il calvario legato alla sua posizione di partenza, che lo costringe ad aprire la strada su un fondo devastato: “Questo giro mattutino si è rivelato ancora più brutale e duro di quanto avessimo preventivato. Probabilmente anche la mia guida non è stata impeccabile in alcuni frangenti, ma le strade sono davvero in condizioni pietose”.
Il passaggio su “Stiri” ha lasciato evidenti ferite meccaniche su tutte le vetture. Sulla Toyota di Takamoto Katsuta, lo pneumatico posteriore destro si è completamente delaminato, perdendo tutto il battistrada pur riuscendo incredibilmente a mantenere la pressione e a non sgonfiarsi: “Non ho idea di dove sia iniziato il distacco della gomma, ma sapevamo fin dalla vigilia che una cosa del genere sarebbe potuta accadere. Sotto questo aspetto, non è stata una sorpresa”. Oliver Solberg, rallentato da una foratura nella speciale d’apertura, ha parzialmente riscattato il morale con una prova d’orgoglio, spiegando il dilemma tattico che affligge ogni pilota in Grecia: “Ho cercato di evitare maniacalmente ogni singola pietra sul percorso. Se decidi di spingere forte, fori quasi sicuramente; se invece provi ad andare piano, il rischio di rimediare una foratura lenta resta comunque altissimo. Inoltre il fondo è incredibilmente scivoloso”. Decisamente più opaca la prestazione di Sami Pajari, che ha incassato quattordici secondi da Solberg e oltre mezzo minuto da Ogier. Il giovane finlandese è apparso preoccupato, senza voler scendere nei dettagli dei suoi problemi: “C’era qualcosa di strano e insolito nel comportamento della vettura. Al momento non saprei definire esattamente di cosa si tratti”.
Il vero dramma sportivo della speciale ha però colpito Adrien Fourmaux. Il pilota della Hyundai, dominatore della prima parte della mattinata con due vittorie di speciale consecutive, ha subìto una foratura nella sezione finale della prova mentre viaggiava su ritmi altissimi. Costretto ad arrivare sul traguardo praticamente sul cerchione, il francese ha visto sfumare la leadership della gara, concedendo oltre trenta secondi netti a Sébastien Ogier: “L’usura generale del battistrada era tutto sommato accettabile, ma la gomma si è semplicemente disintegrata. Ho affrontato la prima parte del settore con molta cautela, ma la quantità di pietre è tale che un episodio simile può capitarti in qualsiasi curva. Questo sono i rally, bisogna accettarlo”.
Il rallentamento di Fourmaux ha spianato la strada a Thierry Neuville. Il belga ha chiuso la speciale a soli 1,9 secondi da Ogier, un risultato che gli consente di balzare al comando della classifica generale provvisoria del rally con un vantaggio di undici secondi esatti sullo stesso Ogier. Neuville ha descritto la speciale come una vera e propria prova di sopravvivenza: “Nel finale siamo arrivati davvero al limite con la gestione e la resistenza delle gomme. È stato incredibilmente faticoso, una lotta per la sopravvivenza. Ora dobbiamo solo mantenere la testa fredda, riordinare le idee e cercare di goderci la guida nel prossimo giro”.
La grande sorpresa di fine mattinata porta la firma di Jon Armstrong. Al volante della Ford Puma di M-Sport, l’irlandese ha sfruttato magistralmente l’ottima posizione di partenza, staccando un clamoroso secondo tempo di speciale a pari merito con Neuville. Questa prestazione maiuscola permette ad Armstrong di scavalcare Fourmaux nella generale, insediandosi su un provvisorio e clamoroso terzo gradino del podio assoluto, staccato di una manciata di secondi dai due leader. Continua invece a soffrire nelle retrovie Elfyn Evans, stabile al nono posto con oltre un minuto di passivo dalla vetta.
La battaglia all’interno del WRC2 si fa sempre più serrata ed entusiasmante, confermando il dominio assoluto delle Škoda Fabia RS Rally2 sulle strade dell’Acropoli. L’estone Robert Virves ha sfoderato una prestazione d’antologia, segnando il miglior tempo e riaprendo completamente i giochi per il successo finale. Virves è riuscito a rosicchiare gran parte del svantaggio che lo separava dal leader della corsa, il norvegese Andreas Mikkelsen.
Grazie a questo colpo di reni prima del parco assistenza, Virves si è portato a ridosso della vetta della classifica generale del WRC2, dove ora accusa un distacco di appena 1,5 secondi da Mikkelsen, che è riuscito a salvare il primato per un soffio grazie a una condotta di gestione prudente ma redditizia.
In casa Lancia si registrano invece alterne fortune. Yohan Rossel, che era riuscito a issarsi provvisoriamente in terza posizione assoluta al termine della speciale precedente, ha vissuto una frazione complicata. Il pilota francese ha sofferto più del previsto le sconnessioni del terreno, cedendo terreno prezioso nei confronti dei battistrada e scivolando indietro di due posizioni nella graduatoria generale della categoria cadetta. Roberto Daprà ha forato l’anteriore destrra perdendo così quattro posizioni nella generale.
PS3 – Mt Parnassos 22,28 km
La terza prova speciale, disputata su un fondo particolarmente duro e selettivo, ha scavato distacchi abissali tra i concorrenti, ridisegnando la vetta della classifica. In questo contesto agonistico estremamente severo, le Hyundai i20 N hanno confermato uno stato di forma eccezionale. Il duo composto da Adrien Fourmaux e Thierry Neuville ha monopolizzato la scena, infliggendo distacchi pesanti a tutto il resto del gruppo. Fourmaux ha stampato il miglior tempo di speciale con un margine di 1,9 secondi sul compagno di squadra belga, una prestazione maiuscola che ha permesso al pilota francese di balzare in testa al rally con un vantaggio di 1,2 secondi complessivi proprio su Neuville.
Le dichiarazioni dei due battistrada a fine prova riflettono le mille insidie superate lungo il percorso. Il nuovo leader Adrien Fourmaux ha espresso tutta la sua soddisfazione per la gestione strategica del mezzo: “A essere del tutto sincero, ho cercato di guidare con estrema precisione per preservare le coperture dal deterioramento, ma la quantità di pietre affioranti lungo la carreggiata resta impressionante. Il riscontro cronometrico è semplicemente eccellente”. Sul fronte opposto, Thierry Neuville ha evidenziato qualche piccola difficoltà di assetto nonostante la seconda piazza: “Il feeling generale all’interno dell’abitacolo è buono, anche se avvertiamo qualche problema di stabilità con il retrotreno della vettura. Ho fatto del mio meglio per evitare i sassi più grossi, ma devo dire che ne ho trovati meno di quanti ne mi aspettassi alla vigilia. In questa fase sto solo cercando di godermi la guida”.
Alle spalle delle due i20N, i distacchi sono stati macroscopici, a cominciare da quello accusato da Sébastien Ogier. Il pluricampione francese della Toyota, nonostante godesse di una posizione di partenza favorevole essendo il quinto a entrare in prova speciale – subito prima delle due Hyundai –, ha pagato un dazio pesantissimo, cedendo oltre sei decimi di chilometro sul tempo di Fourmaux e chiudendo la frazione con un ritardo di 13,8 secondi. Nonostante questa parziale battuta d’arresto, Ogier conserva la terza posizione nella generale, staccato ora di 14,1 secondi dal leader francese. La Toyota GR Yaris del transalpino si conferma comunque la migliore del plotone giapponese, mentre alle sue spalle infuria la battaglia.
M-Sport Ford sta vivendo una mattinata magica, piazzando ben tre Puma Rally1 all’interno della top 5 di questa speciale e portando tre vetture nei primi sette della classifica. Il più veloce del team britannico è stato Jon Armstrong, autore del terzo tempo assoluto a 6,8 secondi dalla vetta, un risultato che lo proietta in quinta posizione nella provvisoria a poco più di venti secondi da Fourmaux. Al quarto posto della generale resiste il finlandese Sami Pajari su Toyota, distanziato di sette secondi da Ogier dopo aver badato soprattutto a non commettere errori distruttivi. Le parole di Pajari e Ogier testimoniano la filosofie di approccio in questa fase così dura del rally: “Ho cercato di adottare una condotta di gara intelligente in diversi passaggi, alzando il piede per sconfiggere il rischio di forature e saggiare la resistenza delle gomme. Vedremo se alla fine questa scelta pagherà”, ha spiegato il finlandese. Immediata la replica di Sébastien Ogier: “Ho preferito rimanere sul versante della massima sicurezza e non rischiare. Credo che Adrien stia guidando con un livello di rischio decisamente superiore in questo momento”. Ad una ventina di secondi dalla vetta le altre due Toyota di Oliver Solberg e Takamoto Katsuta.
Se M-Sport festeggia, il primo dei partenti Elfyn Evans sta vivendo una mattinata a dir poco catastrofica. Il leader del Mondiale, penalizzato oltremodo dal ruolo di spazzino in una speciale così sporca e priva di aderenza, ha incassato un distacco superiore ai trenta secondi dal vincitore della prova. La classifica generale lo vede ora sprofondato in nona posizione, con un passivo pesante che ha già superato il minuto complessivo dopo sole tre speciali: “Mi sono trovato in grandissima difficoltà per l’intera durata del settore. Non sono riuscito a trovare alcuna sensazione positiva alla guida e il livello di grip era totalmente inesistente”, ha confessato un Evans visibilmente scoraggiato.
La gioia per la doppietta di speciale in casa Hyundai è stata parzialmente rovinata dal dramma sportivo che ha colpito l’esperto pilota spagnolo Dani Sordo. Il veterano iberico è stato infatti costretto a fermarsi lungo i chilometri di “Parnassos” per sostituire uno pneumatico danneggiato. L’operazione ha richiesto quasi due minuti di sosta forzata, un’enormità che ha fatto precipitare Sordo in undicesima posizione assoluta nella graduatoria del rally.
Nel WRC2, la seconda prova speciale della mattinata ha confermato la leadership di Andreas Mikkelsen. Al volante della sua Škoda Fabia RS Rally2, il pilota norvegese ha completato i durissimi chilometri del settore sterrato con il tempo di 18:13.6, riuscendo a contenere per un solo secondo e un decimo la furiosa risposta dell’estone Robert Virves, autore di una prestazione maiuscola sulla vettura gemella, confermandosi come il suo più diretto e pericoloso inseguitore.
In terza posizione si è inserito Yohan Rossel. Il pilota francese ha parzialmente riscattato le difficoltà patite nella speciale d’apertura, portando la sua Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale a ridosso dei primi con un distacco di 6,6 secondi dal battistrada. Rossel è riuscito a mettersi alle spalle le due Toyota GR Yaris Rally2 di Alejandro Cachón e Roope Korhonen, staccate rispettivamente di 13,9 e 20,7 secondi dalla vetta di classe. Roberto Daprà ha confermato i suoi ottimi progressi sulle strade greche, artigliando la sesta posizione di speciale a soli sette decimi dal tempo di Korhonen, precedendo la seconda Lancia affidata a Léo Rossel.
La classifica generale del WRC2 dopo la terza speciale rispecchia fedelmente i valori emersi sul campo, vedendo Andreas Mikkelsen saldamente al comando con un tempo complessivo di 34:13.7. Alle sue spalle la pattuglia degli inseguitori prova a ricucire lo strappo, guidata dall’estone Robert Virves che accusa un ritardo di 10,2 secondi. In terza posizione si posiziona la Lancia di Yohan Rossel con un passivo di 18 secondi netti, tallonato a un solo secondo di distanza dalla Toyota dello spagnolo Alejandro Cachón. Roberto Daprà occupa una solida quinta piazza assoluta a 31,1 secondi dal leader, davanti a Roope Korhonen e Léo Rossel che chiudono la top 7 della categoria.
PS2 – Bauxites 22,97 km
Il Rally d’Acropoli ha gettato la maschera nella mattinata di venerdì, quando i concorrenti hanno affrontato la prima vera fatica cronometrata. A battezzare la tappa è stata la prova speciale di “Bauxites”, un tratto cronometrato lungo ben 22,97 chilometri. Le strade sterrate della Grecia non hanno concesso sconti, mettendo immediatamente a dura prova l’affidabilità meccanica e la capacità di gestione degli pneumatici.
Il compito di aprire le traiettorie è toccato ad Elfyn Evans, ma l’effetto “spazzino” sulle strade ricoperte di ghiaia si è riversato spietatamente sui riscontri cronometrici. Evans ha infatti accusato un distacco pesante di oltre 24″ dai migliori (davanti a lui ci sono anche le Puma di Martins Sesks, Jon Armstrong e Josh McErlean), commentando con amarezza le condizioni del fondo: “In alcuni momenti avevo quasi la sensazione visiva di essere fermo e di non riuscire a fare alcun progresso in avanti. Noi continuiamo a fare del nostro meglio, ma pulire la strada qui è davvero penalizzante”. Anche Takamoto Katsuta, secondo a entrare in prova speciale, è rimasto impressionato dalla durezza dello sterrato greco: “La quantità di pietre sparse lungo la carreggiata è semplicemente incredibile. C’è un’unica linea pulita che aiuta leggermente, ma sono sicuro che dopo il passaggio di cinque o sei vetture la situazione sarà già nettamente migliore per chi segue. Sarà una giornata lunghissima, ma dobbiamo restare concentrati esclusivamente sulla nostra guida”.
Chi ha visto svanire i propri piani di alta classifica dopo pochissimi chilometri è stato Oliver Solberg. Il giovane svedese della Toyota, scattato per terzo sulla strada, godeva teoricamente di una buona posizione di partenza ed era pienamente nel ritmo dei passaggi di Katsuta nella prima sezione. Tuttavia, nella parte finale della prova, la sfortuna si è accanita sulla sua vettura sotto forma di una foratura all’anteriore sinistra che gli è costata oltre un minuto di ritardo: “È incredibile. Stavo guidando in modo assolutamente normale e pulito, quando all’improvviso sul display è comparsa la segnalazione di perdita di pressione. Se si fora guidando così, onestamente non ho idea di come si debba affrontare il resto della gara”.
Sami Pajari ha invece confermato l’ottimo stato di forma mostrato nella serata di giovedì, staccando un eccellente quinto tempo assoluto pur lamentando una cronica mancanza di aderenza: “La vettura scivola moltissimo in quasi ogni curva. Sono condizioni davvero particolari e indecifrabili, dove diventa complicato capire dove poter spingere a fondo e dove sia invece necessario alzare il piede per preservare il mezzo”. Davanti al finlandese si è piazzato Sébastien Ogier, autore del quinto tempo assoluto nella generale e migliore dei piloti Toyota. Scattato per quinto sulla strada, il pluricampione francese ha concesso appena due secondi netti ai battistrada, optando per una condotta accorta: “È stata una guida pulita e lineare, senza rischiare oltre il dovuto o forzare l’azione, perché il weekend è ancora all’inizio”.
A fare la voce grossa sono state le Hyundai i20N, che hanno sfruttato alla perfezione le posizioni di partenza arretrate. Il miglior tempo assoluto è stato artigliato da Adrien Fourmaux, autore di una prova maiuscola in cui ha capitalizzato al massimo il fattore strada: “Il rally è ancora estremamente lungo, ma il feeling iniziale a bordo della vettura è ottimo. Ho affrontato alcuni passaggi specifici con estrema cautela, mentre in altri settori ho cercato di imporre un ritmo più sostenuto. È un inizio d’andata decisamente positivo”. Alle spalle del francese, a soli sette decimi di ritardo, si è piazzato il compagno di squadra Thierry Neuville (nuovo leader della gara), completando una doppietta per il team coreano: “Non so cosa provino i piloti costretti ad aprire la strada stamattina, ma posso assicurare che anche per noi il livello di aderenza era praticamente pari a zero. Oggi la chiave sarà guidare in modo perfetto e senza commettere la minima sbavatura; questo è il nostro unico, grande obiettivo per la tappa”.
La prima vera prova speciale del Rally d’Acropoli ha scosso le gerarchie anche all’interno della categoria WRC2. Andreas Mikkelsen ha impresso un ritmo insostenibile per la concorrenza, balzando subito al comando della classifica. Il pilota norvegese, al volante della sua Skoda Fabia RS Rally2, ha sfruttato una condotta di guida aggressiva ma precisa, riuscendo a distanziare lo spagnolo Alejandro Cachón e l’estone Robert Virves, i quali si sono dovuti accomodare alle sue spalle, staccati ma comunque autori di un buon avvio sulle insidiose strade greche.
Lo scenario è stato invece diametralmente opposto per Yohan Rossel. Il pilota francese, vincitore della super-speciale cittadina di giovedì sera, ha dovuto fare i conti con lo svantaggio di dover transitare per primo sul percorso in qualità di battistrada del WRC2. Rossel si è trovato a recitare il ruolo di “spazzino” sulla sede stradale ricoperta di terra smossa e sassi, una condizione che ha azzerato il livello di aderenza della sua Lancia Ypsilon Rally2. Il responso del cronometro è stato spietato: il portacolori italiano ha pagato dazio nei confronti di Mikkelsen, accusando un ritardo pesante, quasi un secondo al chilometro rispetto al leader norvegese.
Day1, la scelta delle gomme
Rally1
| Pilota | Hard | Soft | Totale |
| Sami Pajari | 6 | 0 | 6 |
| Thierry Neuville | 6 | 0 | 6 |
| Adrien Fourmaux | 6 | 0 | 6 |
| Takamoto Katsuta | 6 | 0 | 6 |
| Elfyn Evans | 6 | 0 | 6 |
| Josh McErlean | 6 | 0 | 6 |
| Jon Armstrong | 6 | 0 | 6 |
| Oliver Solberg | 6 | 0 | 6 |
| Sebastien Ogier | 6 | 0 | 6 |
| Dani Sordo | 6 | 0 | 6 |
| Martins Sesks | 6 | 0 | 6 |
| Jordan Serderidis | 6 | 0 | 6 |
Rally2
| Pilota | Hard | Soft | Totale |
| Yohan Rossel | 6 | 0 | 6 |
| Leo Rossel | 6 | 0 | 6 |
| Roope Korhonen | 6 | 0 | 6 |
| Alejandro Cachon | 6 | 0 | 6 |
| Roberto Daprà | 6 | 0 | 6 |
| Gus Greensmith | 6 | 0 | 6 |
| Jan Solans | 6 | 0 | 6 |
| Andreas Mikkelsen | 4 | 2 | 6 |
| Robert Virves | 4 | 2 | 6 |
PS1 – EKO SS 1,56 km
Il fine settimana del Rally d’Acropoli si è aperto con una spettacolare prova super-speciale inedita sull’asfalto a breve distanza dal centro della città di Atene. In questo palcoscenico cittadino, caratterizzato da un percorso tortuoso di appena 1,56 chilometri, Sébastien Ogier ha iniziato il suo weekend nel migliore dei modi. Il pilota francese della Toyota ha dimostrato ancora una volta la sua classe cristallina, stampando il miglior tempo assoluto e staccando di un secondo esatto il compagno di squadra Takamoto Katsuta. Dietro ai due battistrada, la lotta si è rivelata serratissima, con tutti gli altri principali pretendenti al podio racchiusi in un fazzoletto di meno di due secondi.
L’accoglienza del pubblico ellenico è stata straordinaria, un calore che lo stesso Ogier ha voluto sottolineare una volta tagliato il traguardo: “È fantastico vedere così tanta gente presente sul percorso. Ovviamente questa frazione non rispecchia affatto ciò che ci attende a partire da domani nelle prove vere, ma è sempre meraviglioso correre in Grecia, perché questo è un evento storico per i rally. Speriamo che domani la fortuna sia dalla nostra parte, ci attende un fine settimana davvero lungo e impegnativo”.
Alle spalle della coppia Toyota, il belga Thierry Neuville ha fatto registrare il terzo tempo assoluto lungo la breve PS cittadina, fermandosi a soli 1,1 secondi dalla vetta. In quarta posizione si è inserito il giovane talento finlandese della Toyota, Sami Pajari, autore di una prestazione solida che lo ha visto pagare un ritardo di appena 1,2 secondi da Ogier. Pajari ha espresso la propria soddisfazione per l’abbraccio dei tifosi, guardando però con realismo alle dure tappe che lo attendono nell’entroterra: “Cercheremo di fare del nostro meglio in ogni situazione. Oggi è stata una giornata decisamente lunga se paragonata alla brevità di questa prova speciale, ma è sempre bellissimo vedere così tanto pubblico a bordo strada. Domani e sabato ci aspettano giornate lunghissime e probanti, speriamo solo che la fortuna ci assista”.
A condividere la quarta piazza al decimo di secondo con Pajari è stato lo svedese Oliver Solberg, autore dello stesso identico tempo al volante della sua Toyota. La sesta posizione è stata artigliata dal gallese Elfyn Evans, che ha preceduto la Hyundai i20 N del francese Adrien Fourmaux e la vettura gemella dello spagnolo Dani Sordo. A completare la top ten assoluta della prova d’apertura ci hanno pensato Jon Armstrong, al volante della Ford Puma targata M-Sport, e un sorprendente Yohan Rossel. Quest’ultimo, alla guida della Lancia Ypsilon Rally2, non solo è riuscito a inserirsi tra i giganti delle vetture Rally1, ma ha fatto registrare la velocità più alta in assoluto tra tutte le vetture della classe inferiore, completando una serata trionfale per la casa italiana. In classe WRC2, infatti, le vetture torinesi hanno letteralmente dominato la scena ateniese, conquistando una straordinaria e netta doppietta di categoria grazie alle prestazioni maiuscole dello stesso Yohan Rossel e di suo fratello Léo che per mezzo secondo ha regolato un positivo Roberto Daprà.
Shakedown
Rally1
| Pilota | Vettura | 1° passaggio | 2° passaggio | 3° passaggio | 4° passaggio |
| Ogier | Toyota GR Yaris | 2:17.6 | 2:13.5 | 2:14.2 | — |
| Neuville | Hyundai i20N | 2:16.3 | 2:15.5 | 2:13.4 | — |
| Fourmaux | Hyundai i20N | 2:19.5 | 2:17.3 | 2:15.4 | 2:15.5 |
| Solberg | Toyota GR Yaris | 2:17.2 | 2:15.9 | 2:15.7 | — |
| Katsuta | Toyota GR Yaris | 2:20.7 | 2:16.2 | — | — |
| Pajari | Toyota GR Yaris | 2:20.3 | 2:17.1 | — | — |
| Sesks | Ford Puma | 2:22.1 | 2:18.8 | 2:17.4 | 2:17.7 |
| Sordo | Hyundai i20N | 2:20.1 | 2:18.2 | 2:17.6 | — |
| McErlean | Ford Puma | 2:19.2 | 2:18.0 | 2:21.6 (Vip) | — |
| Evans | Toyota GR Yaris | 2:21.8 | 2:18.5 | Vip | — |
| Armstrong | Ford Puma | 2:19.9 | 2:24.6 | — | — |
| Serderidis | Ford Puma | 2:35.6 | 2:33.0 | 2:33.4 | — |
WRC2
| Pilota | Vettura | 1° passaggio | 2° passaggio | 3° passaggio |
| Mikkelsen | Skoda Fabia RS | 2:23.1 | 2:22.7 | — |
| R.Virves | Skoda Fabia RS | 2:23.6 | 2:22.9 | 2:22.9 |
| J.Solans | Skoda Fabia RS | 2:24.8 | 2:23.8 | — |
| Prokop | Skoda Fabia RS | 2:24.9 | — | — |
| Y.Rossel | Lancia Ypsilon | 2:30.6 | 2:25.1 | — |
| Greensmith | Toyota GR Yaris | 2:25.5 | — | — |
| Cachon | Toyota GR Yaris | 2:28.5 | 2:25.9 | — |
| Y.Yamamoto | Toyota GR Yaris | 2:26.1 | — | — |
| Korhonen | Toyota GR Yaris | 2:26.7 | — | — |
| Sarrazin | Lancia Ypsilon | 2:27.3 | 2:26.8 | — |
| Dapra | Skoda Fabia RS | 2:31.6 | 2:26.8 | — |
| L.Rossel | Lancia Ypsilon | 2:30.9 | 2:27.4 | — |
| Galanti | Toyota GR Yaris | 2:27.9 | — | — |
| Martell | Lancia Ypsilon | 2:28.3 | — | — |
| Chatillon | Skoda Fabia RS | 2:32.3 | 2:29.2 | — |
| Mosca | Toyota GR Yaris | 2:38.5 | 2:33.5 | — |
WRC3
| Pilota | Vettura | 1° passaggio | 2° passaggio |
| Fontana | Ford Fiesta | 2:37.8 | 2:35.6 |
| Bruun | Ford Fiesta | 2:44.8 | 2:41.8 |
| Flandy | Ford Fiesta | 2:50.6 | — |
L’ottava manche del Campionato del Mondo Rally FIA, in programma dal 25 al 29 giugno, scalda i motori e presenta un elenco iscritti di altissimo valore, caratterizzato dalla presenza di 58 equipaggi pronti a sfidarsi sugli sterrati storici e logoranti della penisola ellenica. L’edizione di quest’anno, che coincide con il prestigioso traguardo della settantesima edizione della corsa, si preannuncia come una delle più severe e ricche di novità degli ultimi anni, segnata da una profonda rivoluzione logistica e da un percorso rinnovato per circa tre quarti rispetto al recente passato.
Il ritorno a Loutraki e le insidie del meteo
Il cambiamento più significativo dell’edizione 2026 è lo spostamento del baricentro della corsa, che abbandona la sede di Lamia per fare ritorno verso sud, stabilendo il parco assistenza a Loutraki, la celebre località balneare affacciata sul Golfo di Corinto che non ospitava l’evento dal 2013. Questa scelta ha imposto un disegno del percorso pesantemente rivisto che interesserà le regioni dell’Attica, del Peloponneso e della Grecia Centrale; l’unica prova speciale a rimanere completamente invariata rispetto allo scorso anno sarà quella di Stiri. Al di l’à delle novità sul radar, l’Acropoli mantiene intatta la sua fama di “spacca-auto” per eccellenza del mondiale: il fondo stradale costellato di rocce taglienti, la polvere soffocante e le temperature estreme, accentuate dal definitivo ricollocamento della gara nel mese di giugno, richiederanno una gestione impeccabile degli pneumatici e una straordinaria affidabilità meccanica.
Il programma di gara
La manifestazione scatterà nella mattinata di giovedì 25 con lo shakedown di 3,34 chilometri nei pressi di Loutraki, prima del trasferimento della carovana verso la capitale Atene. Qui, sul palcoscenico dell’Ellinikon Sports Park, si disputerà la prova spettacolo d’apertura “EKO Super Special Stage” di 1,86 chilometri, caratterizzata da un tracciato asfaltato a corsie parallele che vedrà le vetture sfidarsi a due a due davanti al pubblico. Subito dopo la prova della capitale, il rally vivrà uno dei suoi momenti logistici più insoliti e suggestivi: le vetture e gli equipaggi si trasferiranno al Porto di Corinto per imbarcarsi su un traghetto diretto a Itea. La nave stessa fungerà da parco chiuso galleggiante durante la traversata notturna, traghettando i protagonisti direttamente verso la prima vera giornata di sfide sullo sterrato.
La tappa di venerdì sarà la più lunga dell’intero fine settimana con i suoi 129,22 chilometri cronometrati divisi in sei prove speciali senza assistenza. Ad aprire le danze sarà il ritorno della celebre Bauxites, assente dal 2022, che impegnerà i piloti su strade parzialmente collegate alla vecchia prova di Karoutes. Successivamente si affronteranno i 22,28 chilometri della Monte Parnassos, una speciale caratterizzata da continui cambi di ritmo che sfrutta in parte il vecchio disegno di Drosohori prima di entrare in un territorio inedito. Seguirà il doppio passaggio a Stiri, che alternerà tratti veloci nei pressi di un parco eolico a settori molto più stretti e rocciosi, prima di passare alla Monte Elikon, una versione rivista della classica Livadia con uno start inedito. La giornata si chiuderà con la prova di Thiva, un esame globale che, data la varietà delle superfici, definirà subito le prime gerarchie della corsa.
La seconda giornata di gara sposterà l’azione nel cuore del Peloponneso per 108,23 chilometri di competizione. Il programma vedrà il ritorno della speciale di Ghymno, non più percorsa dal 2013, che quest’anno sarà disputata in senso inverso e con un finale allungato, mettendo in mostra strade strette e tecniche, dirupi esposti e una rapidissima discesa interrotta da numerosi tornanti. La vera novità assoluta per il WRC sarà rappresentata da Kolines, una speciale che riporta l’Acropoli nella regione dell’Arcadia per la prima volta dal 1985; il percorso si snoda nella foresta di Skiritida alternando terra sabbiosa a tratti lenti e veloci. Il Monte Menalo offrirà invece un profilo più fluido e scorrevole e sarà ripetuto due volte, così come Ghymno, esponendo il fondo stradale al rischio di profondi solchi e pietre affioranti nel secondo passaggio. A completare il sabato ci penserà il ritorno di Kefalari, anch’essa assente dal 2013, caratterizzata da un inizio guidato e privo di margini d’errore.
La tappa conclusiva di domenica sarà ridotta nel numero di chilometri ma non nelle insidie, presentando un conto totale di 84 chilometri cronometrati. La frazione finale prevede un doppio passaggio sulla speciale di Aghii Theodori e due tornate a Loutraki, con quest’ultima valida anche come Power Stage conclusiva. Aghii Theodori, con i suoi 25,39 chilometri, sarà la prova più lunga dell’intero rally e si presenterà in una veste pesantemente modificata, alternando sezioni guidate e dal fondo sconnesso a tratti veloci, placche di cemento e porzioni di strada ereditate dalla vecchia speciale di Kineta. La prova di Loutraki, lunga 16,61 chilometri, inizierà su un fondo molto tecnico prima di aprirsi su uno sterrato veloce e deteriorato; il secondo transito su questo percorso assegnerà i punti bonus della Power Stage e scriverà l’esito finale della corsa.
Le prove speciali
| Orario (+1 rispetto all’Italia) | Prova Speciale | Lunghezza PS |
| Giovedì 25 Giugno 2026 | ||
| 08:01 | Shakedown | 3,34 km |
| 18:05 | PS1 – EKO SS | 1,86 km |
| Venerdì 26 Giugno 2026 | ||
| – | Parco Assistenza | – |
| 07:48 | PS2 – Bauxites | 22,97 km |
| 08:51 | PS3 – Parnassos MT | 22,28 km |
| 10:14 | PS4 – Stiri 1 | 24,18 km |
| – | Parco Assistenza (Livadia) | – |
| 12:35 | PS5 – Elikon MT | 17,80 km |
| 13:46 | PS6 – Stiri 2 | 24,18 km |
| 15:56 | PS7 – Thiva | 17,81 km |
| – | Parco Assistenza (Loutraki) | – |
| Sabato 27 Giugno 2026 | ||
| 06:54 | PS8 – Ghymno 1 | 19,60 km |
| 08:19 | PS9 – Kolines | 21,30 km |
| 10:05 | PS10 – Menalo Mt 1 | 15,01 km |
| 11:58 | PS11 – Kefalari | 18,17 km |
| – | Parco Assistenza (Loutraki) | – |
| 15:39 | PS12 – Ghymno 2 | 19,60 km |
| 18:05 | PS13 – Menalo Mt 2 | 15,01 km |
| – | Parco Assistenza | – |
| Domenica 28 Giugno 2026 | ||
| 07:28 | PS14 – Aghii Theodori 1 | 25,39 km |
| 08:35 | PS15 – Loutraki 1 | 16,61 km |
| – | Parco Assistenza (Loutraki) | – |
| 11:10 | PS16 – Aghii Theodori 2 | 25,39 km |
| 13:15 | PS17 – Loutraki 2 (Power Stage) | 16,61 km |
Le forze in campo
Nella massima categoria lo schieramento si presenta particolarmente ricco, offrendo grandissimi spunti di interesse tecnico e sportivo. La pattuglia Toyota Gazoo Racing si schiera in forze presentando cinque vetture Rally1. Il team sarà capitanato dal campione in carica Sébastien Ogier, che partirà con i favori del pronostico grazie alla sua capacità di gestione meccanica e a una posizione di partenza favorevole. Accanto a lui ci sarà Elfyn Evans, l’attuale leader del Mondiale che si presenta in Grecia con un vantaggio di venti punti sul suo diretto inseguitore Katsuta; pur dovendo affrontare lo svantaggio di aprire la strada il venerdì su un terreno così accidentato, il gallese può contare su un discreto margine che gli consentirà di gestire la corsa senza l’obbligo di rischiare tutto. Lo squadrone giapponese sarà completato da Takamoto Katsuta, in cerca di riscatto dopo una prestazione opaca in Giappone, da Oliver Solberg, chiamato a disputare una gara solida e priva di sbavature per non perdere terreno in ottica campionato, e dall’eccellente giovane Sami Pajari, a caccia del primo sigillo iridato in massima serie.
Sul fronte Hyundai Motorsport si registra il cruciale ritorno dell’esperto Dani Sordo, specialista dei fondi duri e prezioso alleato per i punti costruttori, che riprende il volante della i20 N Rally1 dopo aver saltato la trasferta in Giappone. Lo spagnolo andrà ad affiancare il belga Thierry Neuville, che cercherà di sfruttare l’onda emotiva del successo ottenuto in Portogallo, e Adrien Fourmaux. Il francese, terzo lo scorso anno, ha già dichiarato di puntare senza mezzi termini al gradino più alto del podio per regalarsi la prima vittoria in carriera, sapendo che sullo sterrato la vettura coreana ha la possibilità di ridurre sensibilmente il divario tecnico patito sull’asfalto. Grande curiosità e attesa circondano anche le scelte del team M-Sport, che schiera ben quattro Ford Puma Rally1. Oltre ai due piloti titolari Jon Armstrong e Joshua McErlean, impegnati nella loro battaglia interna, i riflettori saranno puntati sul talento lettone Mārtiņš Sesks, alla sua terza apparizione della stagione nella massima serie e voglioso di riscattare un periodo opaco, e sul beniamino del pubblico locale Jourdan Serderidis, pronto a onorare il rally di casa e sempre acclamatissimo dai fan per la sua simpatia.
La classifica mondiale
| Posizione | Conduttore | Vettura | Punti |
| 1 | Evans Elfyn | Toyota GR Yaris Rally1 | 151 |
| 2 | Katsuta Takamoto | Toyota GR Yaris Rally1 | 131 |
| 3 | Solberg Oliver | Toyota GR Yaris Rally1 | 102 |
| 4 | Pajari Sami | Toyota GR Yaris Rally2 | 96 |
| 5 | Ogier Sébastien | Toyota GR Yaris Rally1 | 90 |
| 6 | Fourmaux Adrien | Hyundai i20 N Rally1 | 89 |
| 7 | Neuville Thierry | Hyundai i20 N Rally1 | 73 |
| 8 | Paddon Hayden | Hyundai i20 N Rally1 | 21 |
| 8 | Lappi Esapekka | Hyundai i20 N Rally1 | 21 |
| 10 | Rossel Yohan | Lancia Ypsilon Rally2 Integrale | 20 |
| 11 | Rossel Léo | Citroen C3 Rally2 | 18 |
| 12 | Armstrong Jon | Ford Puma Rally1 | 14 |
| 13 | Virves Robert | Skoda Fabia RS Rally2 | 10 |
| 13 | Gryazin Nikolay | Lancia Ypsilon Rally2 Integrale | 10 |
| 13 | Sordo Dani | Hyundai i20 N Rally1 | 10 |
| 16 | Greensmith Gus | Toyota GR Yaris Rally2 | 8 |
| 17 | McErlean Josh | Ford Puma Rally1 | 7 |
| 17 | Cachón Alejandro | Toyota GR Yaris Rally2 | 7 |
| 19 | Zaldívar Fabrizio | Skoda Fabia RS Rally2 | 6 |
| 19 | Daprà Roberto | Skoda Fabia RS Rally2 | 6 |
Pienone nel WRC2
Le emozioni non mancheranno nemmeno nella categoria WRC2, dove si preannuncia una battaglia furiosa grazie alla presenza della quasi totalità dei pretendenti alla corona iridata. Gli occhi degli appassionati saranno puntati innanzitutto sulla sfida fratricida tra i francesi Yohan e Léo Rossel, entrambi al volante delle nuove Lancia Ypsilon HF Rally2, con Léo schierato dal team 2C Junior Team. La concorrenza internazionale sarà però spietata e comprenderà nomi del calibro di Roope Korhonen, Alejandro Cachón, Andreas Mikkelsen, Robert Virves, Gus Greensmith, Yuki Yamamoto e Jan Solans. I colori italiani saranno difesi ad altissimo livello da Roberto Daprà, navigato da Luca Guglielmetti su Škoda Fabia RS Rally2, meritatamente inserito nel gruppo dei favoriti della vigilia per le posizioni di vertice. Il contingente delle vetture Rally2 sarà arricchito dalle presenze di Mattéo Chatillon e del giovane Pablo Sarrazin, quest’ultimo inserito nel programma ufficiale Lancia. Una delle novità più interessanti è rappresentata dal debutto assoluto nel palcoscenico del mondiale di Conner Martell, pilota solitamente protagonista del Campionato di Francia Terra, che farà il suo esordio iridato alla guida della Lancia Ypsilon HF gestita dalla 2C Compétition e navigato dall’italiano Alex Gelsomino. Saranno inoltre della partita su una Hyundai i20 N Rally2 anche gli italiani Gabriele Campagnoli e Nicola Arena, mentre si segnalano gli inserimenti del turco Ali Türkkan su Fiesta e dell’espertissimo Martin Prokop, pronti a dare battaglia insieme ai numerosi piloti locali.
WRC3, Matteo Fontana favorito
Per quanto riguarda il WRC3, il ruolo di grande favorito della vigilia spetta all’italiano Matteo Fontana. Il giovane pilota, che farà coppia come di consueto con Alessandro Arnaboldi a bordo di una Ford Fiesta, cercherà di imporre il proprio ritmo e la propria costanza sulle dure e selettive strade greche, con l’obiettivo di portare a casa un successo di prestigio in uno dei contesti più difficili dell’intero panorama mondiale.
L’elenco iscritti
| N° | Equipaggio | Vettura | Classe |
| 33 | Elfyn Evans – Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | Rally1 |
| 18 | Takamoto Katsuta – Aaron Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | Rally1 |
| 99 | Oliver Solberg – Elliott Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1 | Rally1 |
| 5 | Sami Pajari – Marko Salminem | Toyota GR Yaris Rally1 | Rally1 |
| 1 | Sébastien Ogier – Vincent Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | Rally1 |
| 16 | Adrien Fourmaux – Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | Rally1 |
| 11 | Thierry Neuville – Martijn Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | Rally1 |
| 95 | Jon Armstrong – Shane Byrne | Ford Puma Rally1 | Rally1 |
| 6 | Daniel Sordo – Cándido Carrera | Hyundai i20 N Rally1 | Rally1 |
| 55 | Joshua McErlean – Eoin Treacy | Ford Puma Rally1 | Rally1 |
| 22 | Mārtiņš Sesks – Renārs Francis | Ford Puma Rally1 | Rally1 |
| 9 | Jourdan Serderidis – Frédéric Miclotte | Ford Puma Rally1 | Rally1 |
| 20 | Yohan Rossel – Arnaud Dunand | Lancia Ypsilon HF Rally2 | Rally2 |
| 21 | Léo Rossel – Guillaume Mercoiret | Lancia Ypsilon HF Rally2 | Rally2 |
| 23 | Roope Korhonen – Anssi Viinikka | Toyota GR Yaris Rally2 | Rally2 |
| 24 | Alejandro Cachón – Borja Rozada | Toyota GR Yaris Rally2 | Rally2 |
| 25 | Roberto Daprà – Luca Guglielmetti | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 26 | Andreas Mikkelsen – Jørn Listerud | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 27 | Robert Virves – Jakko Viilo | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 28 | Gus Greensmith – Jonas Andersson | Toyota GR Yaris Rally2 | Rally2 |
| 29 | Jan Solans – Rodrigo Sanjuan | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 30 | Yuki Yamamoto – James Fulton | Toyota GR Yaris Rally2 | Rally2 |
| 31 | Diego Domínguez – Rogelio Peñate | Toyota GR Yaris Rally2 | Rally2 |
| 32 | Mille Johansson – Johan Grönvall | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 34 | Mattéo Chatillon – Maxence Cornuau | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 35 | Bernhard Ten Brinke – Tom Woodburn | Toyota GR Yaris Rally2 | Rally2 |
| 36 | Romet Jürgenson – Siim Oja | Ford Fiesta MkII Rally2 | Rally2 |
| 37 | Andrea Lafarja – Germán Maune | Toyota GR Yaris Rally2 | Rally2 |
| 38 | Martin Prokop – Michal Ernst | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 39 | Lambros Athanassoulas – Konstantinos Soukoulis | Hyundai i20 N Rally2 | Rally2 |
| 40 | Pablo Sarrazin – Yannick Roche | Lancia Ypsilon HF Rally2 | Rally2 |
| 41 | Ali Türkkan – Oytun Albayrak | Ford Fiesta MkII Rally2 | Rally2 |
| 42 | Alejandro Galanti – Marcelo Toyotoshi | Toyota GR Yaris Rally2 | Rally2 |
| 43 | Panagiotis Roustemis – Christos Bakloris | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 44 | Epameinondas Karanikolas – Georgios Kakavas | Ford Fiesta MkII Rally2 | Rally2 |
| 45 | Conner Martell – Alessandro Gelsomino | Lancia Ypsilon HF Rally2 | Rally2 |
| 46 | Alejandro Mauro – Ariday Bonilla | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 47 | Miguel Granados – Marc Martí | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 48 | Adrien Mosca – Julie Amblard | Toyota GR Yaris Rally2 | Rally2 |
| 49 | Uğur Soylu – Mehmet Yalçın | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 50 | Johannes Keferböck – Ilka Minor | Toyota GR Yaris Rally2 | Rally2 |
| 51 | Cristian Dolofan – Traian Pavel | Citroen C3 Rally2 | Rally2 |
| 52 | Matteo Fontana – Alessandro Arnaboldi | Ford Fiesta Rally3 | Rally3 |
| 53 | Tymek Abramowski – Jakub Wróbel | Ford Fiesta Rally3 | Rally3 |
| 54 | Georgios Vasilakis – Allan Harryman | Ford Fiesta Rally3 | Rally3 |
| 56 | Nataniel Bruun – Javier Martínez | Ford Fiesta Rally3 | Rally3 |
| 57 | Grzegorz Bonder – Kamil Heller | Ford Fiesta Rally3 | Rally3 |
| 58 | Flandy – Konstantinos Stefanis | Ford Fiesta Rally3 | Rally3 |
| 59 | Nikolaos Ntavaris – Konstantinos Makris | Ford Fiesta Rally3 | Rally3 |
| 60 | Luis Arceluz – Ezequiel Queralt | Toyota GR Yaris Rally2 | Rally2 |
| 61 | Ioannis Plagos – Christos Kouzionis | Skoda Fabia RS Rally2 | Rally2 |
| 62 | Gabriele Campagnoli – Nicola Arena | Hyundai i20 N Rally2 | Rally2 |
| 63 | Efthymios Chalkias – Marios Tsaousoglou | Skoda Fabia Evo Rally2 | Rally2 |
| 64 | Georgios Delaportas – Ilias Panagiotounis | Ford Fiesta Rally3 | Rally3 |
| 65 | Theodoros Kalamaras – Dimitrios Lamprakis | Ford Fiesta Rally3 | Rally3 |
| 66 | Dimitris Parellis – Andreas Papandreou | Opel Corsa Rally4 | Rally4 |
| 67 | Petros Vasilopoulos – Panagiotis Koukliabis | Ford Fiesta Rally4 | Rally4 |
| 68 | Georgios Dodos – Nikolaos Intzoglou | Renault Clio RS Line Rally5 | Rally5 |









