WRC – L’anno da incubo di Thierry Neuville
In nove gare disputate quest’anno, Neuville ha raccolto solo tre terzi posti e nessuna vittoria. Un dato che pesa ulteriormente se si considera che l’ultima volta in cui è salito sul gradino più alto del podio risale al settembre 2024, quando conquistò il Rally dell’Acropoli in Grecia con una prestazione autoritaria.
Thierry Neuville si trova a vivere una stagione di contrasto rispetto all’anno d’oro che lo ha consacrato campione del mondo WRC nel 2024. Dodici mesi fa, con due vittorie di prestigio e una costanza che aveva fatto la differenza in un campionato estremamente combattuto, il belga della Hyundai era riuscito finalmente a coronare il sogno inseguito per oltre un decennio. Oggi, invece, il suo 2025 è segnato da difficoltà inattese, risultati deludenti e una frustrazione crescente per fattori spesso fuori dal suo controllo.
In nove gare disputate quest’anno, Neuville ha raccolto solo tre terzi posti e nessuna vittoria. Un dato che pesa ulteriormente se si considera che l’ultima volta in cui è salito sul gradino più alto del podio risale al settembre 2024, quando conquistò il Rally dell’Acropoli in Grecia con una prestazione autoritaria. Da allora, una sequenza di problemi tecnici e imprevisti lo ha relegato lontano dal vertice della classifica, vanificando la possibilità di difendere con serenità il titolo mondiale.
Uno dei nodi principali riguarda gli pneumatici. Dal 2025 la fornitura del WRC è passata a Hankook, il costruttore sudcoreano che ha impostato la propria filosofia su un maggiore orientamento alla durata, sacrificando in parte le prestazioni assolute e, come si sta rivelando, anche la resistenza alle condizioni estreme di alcune prove. Neuville ha spiegato che quest’anno ha subito un numero anomalo di forature, il doppio rispetto al 2024, anno in cui era stato il pilota con il minor numero di episodi del genere. “Il 2025 è stato un incubo finora”, ha dichiarato all’agenzia di stampa belga. “Non ho spiegazioni. Tutti hanno più forature rispetto all’anno scorso. Nel mio caso, il doppio. Nel 2024 ero il pilota con meno forature. Ora è il contrario”.
Il problema, sottolinea il campione, non è soltanto suo ma generalizzato, anche se nel suo caso l’impatto sembra più marcato, incidendo pesantemente sulla continuità di rendimento. In un campionato dove i distacchi tra i migliori si misurano in pochi secondi dopo centinaia di chilometri di prove, una foratura può trasformare una vittoria quasi certa in un piazzamento a ridosso del podio, o addirittura in un ritiro.
Nonostante la frustrazione, Neuville non intende alzare bandiera bianca. Con cinque rally ancora da disputare e un massimo di 35 punti in palio per ciascuna gara, il pilota Hyundai vuole rimanere agganciato alla lotta al vertice, confidando che la sorte possa cambiare e che eventuali correttivi sulle coperture permettano di ridurre i rischi. “Non voglio arrendermi”, ha insistito. “Mancano ancora cinque rally, con 35 punti in palio ciascuno. Punteremo il più in alto possibile e daremo il massimo”.
La situazione del belga si inserisce in un contesto di forte incertezza generale per il WRC 2025. L’introduzione di un nuovo fornitore unico di pneumatici ha generato dibattito tra piloti e team: da un lato la volontà di garantire uniformità e riduzione dei costi, dall’altro il rischio che la qualità e le caratteristiche delle coperture non si adattino perfettamente alle superfici estreme affrontate dal campionato, dalle strade gelate della Scandinavia alle pietraie greche o alle prove polverose del Kenya.
Per Hyundai, la stagione rappresenta un banco di prova complesso. Dopo aver conquistato finalmente il titolo piloti con Neuville nel 2024, il team coreano puntava a consolidare il proprio ruolo di riferimento tecnico, contrastando l’ascesa della Toyota, sempre più forte sul piano dell’affidabilità e della gestione strategica. I risultati finora altalenanti non rendono giustizia agli sforzi della squadra, che però continua a lavorare a stretto contatto con Hankook e con la FIA per individuare soluzioni immediate.
Per Neuville, uomo simbolo del progetto Hyundai dal 2014, il momento attuale rappresenta un crocevia: da una parte la necessità di difendere la propria credibilità da campione del mondo in carica, dall’altra la consapevolezza che la stagione 2025 potrebbe trasformarsi in un anno di transizione, utile a consolidare esperienze e a ritrovare fiducia in vista delle prossime sfide.
Il belga, noto per la sua determinazione e per la capacità di reagire nei momenti difficili, sembra intenzionato a trasformare la frustrazione in motivazione. La corsa al titolo appare complicata, ma la possibilità di rientrare in gioco non è del tutto svanita. Con cinque appuntamenti ancora da disputare, dal tradizionale Rally di Finlandia fino al conclusivo Rally del Giappone, Neuville cercherà di sfruttare ogni occasione per ribadire di essere ancora uno dei protagonisti assoluti del mondiale.
La stagione 2025 non gli ha sorriso finora, ma la sua storia nel WRC dimostra che la resilienza è sempre stata una delle sue qualità migliori. Se riuscirà a invertire la tendenza, Thierry Neuville potrebbe trasformare un anno difficile in una nuova prova di carattere da campione.









