Tante firme a sostegno del Rally di Salsomaggiore
La protesta contro le competizioni sulle strade della valle ha aperto un confronto acceso. Ora arriva la contro-petizione per difendere il Rally di Salsomaggiore e il suo ruolo sul territorio che ha già raccolto oltre 900 adesioni, a testimonianza della passione di molti cittadini e abitanti della zona.
Il Rally di Salsomaggiore continua a far discutere la Valceno. Dopo la petizione che chiedeva di fermare nuove autorizzazioni per i rally sulle strade pubbliche della valle, è arrivata una mobilitazione opposta per sostenere la manifestazione e chiedere che continui a essere ospitata sul territorio.
La contro-petizione lanciata su Change.org ha raccolto in pochi giorni 920 firme, diventando il segnale di una posizione molto diversa rispetto a quella emersa nelle settimane precedenti. Una parte di cittadini e appassionati ha infatti scelto di difendere il valore del Rally di Salsomaggiore, considerandolo non soltanto un appuntamento sportivo, ma anche un evento con ricadute positive per la valle.
La vicenda era iniziata dopo l’edizione del Rally di Salsomaggiore disputata il 26 luglio scorso. La gara aveva interessato anche alcune strade della Valceno, tra cui la provinciale per Varsi, e alcuni residenti avevano sollevato dubbi sulla gestione della circolazione e sulla presenza di vetture durante la giornata.
Da quelle segnalazioni era nata una petizione che chiedeva alle istituzioni di sospendere nuove autorizzazioni per le competizioni automobilistiche sulla viabilità pubblica. Nel documento venivano richiamati diversi aspetti critici: il rumore dei motori, il tema della sicurezza, il possibile impatto sulla fauna e la compatibilità con un modello turistico orientato alla valorizzazione naturalistica del territorio.
Una posizione che ha generato la reazione dei sostenitori del rally, convinti invece che la manifestazione rappresenti una risorsa per la Valceno. La nuova raccolta firme sottolinea infatti il legame costruito negli anni tra la gara e le comunità locali, evidenziando il ruolo dell’evento nel richiamare visitatori e appassionati.
Secondo i promotori della contro-petizione, il Rally di Salsomaggiore contribuisce a dare visibilità ai piccoli comuni della valle e porta benefici alle attività economiche presenti sul territorio. Durante le giornate di gara aumentano infatti le presenze di equipaggi, team, accompagnatori e pubblico, con ricadute per strutture ricettive, ristorazione e commercio locale.
Il documento chiede quindi alle amministrazioni di garantire continuità alla manifestazione, lavorando eventualmente su strumenti che permettano di migliorare ulteriormente il rapporto tra gara e territorio. L’obiettivo indicato è quello di trovare un equilibrio tra le esigenze di chi vive quotidianamente nelle zone interessate e la possibilità di ospitare eventi sportivi capaci di attirare persone dall’esterno.
La discussione sulla Valceno si inserisce in un tema più generale che riguarda molte aree montane italiane: come conciliare la tutela dei territori con attività capaci di generare turismo e movimento economico. I rally, a differenza di altre discipline automobilistiche, hanno proprio nella strada e nel paesaggio uno degli elementi fondamentali della loro identità.
Le competizioni si svolgono attraverso percorsi autorizzati, con chiusure temporanee delle strade durante le prove speciali e con un sistema di sicurezza regolato dalle normative sportive e dalle autorizzazioni degli enti competenti. Allo stesso tempo, come ogni manifestazione che richiama pubblico e partecipanti, comportano una serie di effetti sul territorio che devono essere gestiti.
Il confronto aperto in Valceno mette quindi di fronte due esigenze entrambe presenti: da una parte la richiesta di attenzione verso ambiente, tranquillità e sicurezza; dall’altra la volontà di mantenere un evento che molti considerano parte della storia sportiva locale e un’opportunità di promozione.
Con la nuova raccolta firme il fronte favorevole al rally ha mostrato una partecipazione significativa. La discussione ora passa alle istituzioni e agli organizzatori, chiamati a trovare un punto di equilibrio tra le diverse sensibilità emerse dopo l’edizione 2026 del Rally di Salsomaggiore.








