WRC – I dubbi di Marcus Grönholm sul nuovo regolamento
“Esiste il pericolo di un ulteriore vantaggio Toyota”, avverte il due volte campione del mondo, che teme un futuro ancora più difficile per gli equipaggi
Il cambio regolamentare del WRC previsto per il 2027 nasce con ambizioni enormi, ma più ci si avvicina alla nuova era e più aumentano le domande sul suo reale impatto. La FIA ha progettato il regolamento WRC27 con l’obiettivo principale di ridurre i costi e rendere il Mondiale più accessibile ai costruttori, utilizzando una filosofia tecnica molto vicina a quella delle attuali vetture Rally2. Sulla carta, una scelta pensata per abbassare la barriera d’ingresso e favorire l’arrivo di nuovi marchi. Ma la domanda è inevitabile: la strategia ha davvero funzionato? Per ora, i segnali non sembrano confermare pienamente le aspettative della vigilia. Toyota è attualmente l’unico costruttore ad aver annunciato lo sviluppo di una vettura completamente nuova secondo il regolamento WRC27, mentre sul fronte degli altri grandi protagonisti del Mondiale continuano a esserci numerose incognite. Ed è proprio questo uno degli aspetti che preoccupa Marcus Grönholm, due volte campione del mondo e una delle figure più autorevoli del rally internazionale.
Il finlandese considera necessario un cambiamento regolamentare, soprattutto dopo anni caratterizzati dalla presenza di pochissimi costruttori ufficiali, ma allo stesso tempo non è convinto che la nuova formula possa automaticamente risolvere i problemi del campionato. “Cercare un cambiamento regolamentare è corretto dato che i costruttori attualmente presenti erano pochissimi”, ha spiegato Grönholm, evidenziando però una delle grandi incognite del progetto FIA: il nuovo regolamento porterà davvero nuovi costruttori nel WRC? Al momento, secondo il campione finlandese, è difficile dare una risposta positiva. E c’è anche un’altra conseguenza che rischia di diventare particolarmente delicata: la disponibilità dei sedili per i piloti.
Una categoria più economica non significa necessariamente una categoria con più squadre ufficiali e, di conseguenza, con più opportunità professionali. Grönholm lo ha sintetizzato in maniera molto chiara: “Al momento pare complicato affermare se questa riforma porti nuovi costruttori, di certo al momento trovare un sedile sarà ancora più complicato”. Una frase che apre un altro interrogativo importante: se il numero dei costruttori non dovesse aumentare, la riduzione dei costi sarebbe sufficiente per rendere il WRC realmente più competitivo e attrattivo? Ma il dubbio più pesante riguarda soprattutto Toyota. Il costruttore giapponese è già il riferimento del Mondiale e, proprio nel momento in cui la FIA punta a ridisegnare gli equilibri, si trova ad avere un vantaggio potenzialmente importante: è l’unico team ufficiale ad aver annunciato lo sviluppo di una nuova vettura WRC27.
La domanda diventa quindi inevitabile: la rivoluzione pensata per livellare il campo potrebbe invece aumentare ulteriormente il divario? Grönholm non nasconde il rischio e alla domanda sulla possibilità di un ulteriore vantaggio Toyota risponde senza esitazioni: “Sì, esiste”. Il ragionamento del finlandese è semplice ma potenzialmente pesante per il futuro del campionato: quando un solo costruttore ufficiale sviluppa una vettura secondo i nuovi regolamenti, può accumulare esperienza e conoscenze che gli altri dovranno successivamente recuperare. E questo potrebbe essere particolarmente significativo nella fase iniziale del nuovo ciclo. “Questa possibilità sussiste quando Toyota è l’unico team ufficiale a costruire una vettura secondo i nuovi regolamenti”, ha spiegato Grönholm. Il problema non riguarda soltanto Toyota, ma anche la posizione di Hyundai, il principale costruttore chiamato a provare a contrastare il dominio giapponese.
Secondo Grönholm, l’attuale Rally2 usata da Hyundai non sarebbe sufficiente per garantire una competitività immediata nella nuova era, soprattutto considerando che il marchio coreano non ha ancora definito ufficialmente il proprio programma WRC27. “Hyundai non sarà certamente competitiva con la sua attuale vettura da Rally2, anche se la sta aggiornando”, ha affermato il finlandese, aggiungendo un’altra considerazione significativa: la vettura potrebbe essere destinata principalmente ai team clienti e non a un programma ufficiale diretto. Ed è proprio qui che il futuro del WRC diventa ancora più difficile da prevedere. Hyundai non ha ancora confermato definitivamente i propri piani per la prossima stagione e ha più volte sottolineato la necessità di valutare l’evoluzione del campionato e il quadro degli sponsor prima di prendere decisioni importanti sul proprio futuro.
Nel frattempo, anche per i piloti la situazione potrebbe diventare più complicata, con meno sedili ufficiali disponibili e una competizione ancora più dura per conquistare un posto nel Mondiale. Il 2027, quindi, resta un enorme punto interrogativo.








