WRC – La Fia guarda con interesse alla Cina
Il mercato asiatico nel mirino della Federazione internazionale tra l’interesse di nuovi costruttori e il ritorno di una gara nel calendario iridato
La Federazione Internazionale dell’Automobile ha identificato la Cina come uno dei mercati strategici principali per il futuro del Campionato del Mondo Rally, avviando un piano d’azione mirato sia a coinvolgere nuove squadre ufficiali asiatiche, sia a reinserire una tappa cinese nel calendario iridato. Secondo le conferme arrivate dai vertici della FIA, al momento ci sono almeno tre case automobilistiche del Paese orientale attivamente interessate a sviluppare un programma nel WRC, mentre le istituzioni locali spingono per riportare in Cina una gara iridata.
Il vicepresidente della FIA, Malcolm Wilson, ha ribadito come l’espansione verso oriente rappresenti una missione fondamentale per il campionato. “Vogliamo un costruttore cinese”, ha dichiarato Wilson a DirtFish. “Il promoter ne è consapevole e stiamo collaborando molto strettamente. Questo è un obiettivo chiaro. Guardiamo a grandi investimenti e stiamo lavorando duramente per ridurre i costi, cosa che stiamo già facendo ampiamente con i regolamenti tecnici del 2027”.
Parallelamente all’ingresso di nuove vetture, l’obiettivo è riportare una gara asiatica in calendario. A tal proposito, Wilson ha aggiunto: “Per quanto riguarda il rally, due diverse gruppi desiderano organizzare una tappa in Cina. Vogliamo fare una gara lì. Sappiamo che c’è ancora del lavoro da fare, ma per il WRC è estremamente positivo vedere quante nazioni desiderino ospitare una tappa del Campionato del mondo. Questo ci dà la certezza di continuare sulla rotta attuale”.
L’interesse non si limita a dichiarazioni d’intenti, ma si è già tradotto in passi formali. Xavier Mestelan Pinon, direttore tecnico della FIA, ha illustrato i progressi istituzionali attualmente in corso. “Abbiamo un comitato dei costruttori, a cui appartengono essenzialmente tutti i costruttori che partecipano al Campionato del mondo. Recentemente si sono già aggiunti a questo comitato tre costruttori cinesi e stiamo conducendo trattative con altri due che desiderano ugualmente registrarsi”, ha spiegato Mestelan Pinon. “Questo è un chiaro segno che i costruttori cinesi si stanno avvicinando sempre di più al nostro campionato”.
A confermare questo fermento è intervenuta anche Emilia Abel, direttrice dello sport stradale della FIA, la quale ha definito impressionante il livello di attenzione riscontrato durante gli incontri con i delegati automobilistici cinesi avvenuti a gennaio, a margine della Dakar. Tra i colossi maggiormente indiziati per un imminente sbarco nel mondiale spicca il gruppo Geely con il suo marchio controllato Lynk & Co. Un eventuale ritorno in calendario riporterebbe il grande rallysmo in Cina dopo una lunga assenza: il Paese ha infatti ospitato un round iridato per l’ultima volta nel 1999. Un tentativo di rientro era stato pianificato per il 2016 con un rally su asfalto nella regione montuosa di Huairou, a nord di Pechino, ma l’evento venne annullato a causa dei gravi danni provocati da violente tempeste e vaste inondazioni.








