Il Campione italiano lo sceglierà la Giustizia
La Corte ha ritenuto necessario acquisire ulteriori elementi presso l’organizzazione della gara e presso le strutture tecniche Aci Sport coinvolte nelle operazioni di verifica. Il cronometro, a Sanremo, continuerà a correre. La classifica, invece, dovrà ancora aspettare. E pure i vincitori del CIAR.
Il titolo del Campionato Italiano Assoluto Rally 2026 non arriverà al Rallye Sanremo. Non lo decideranno le ultime PS del Tricolore. Lo deciderà un giudice a Roma. La gara ligure, in programma dal 16 al 18 ottobre, sarà sì l’ultimo appuntamento della stagione e potrà decidere la corsa sportiva tra Roberto Daprà e Bostjan Avbelj. Ma la classifica del Campionato non è ancora definitivamente cristallizzata. Era e resta congelata.
Sub-judice, come si usa dire in latino per rendere omaggio ai termini giurisprudenziali.
Sta di fatto che sul CIAR pesa ancora la vicenda del Rally Due Valli, vinto sul campo dallo sloveno di MS Munaretto e successivamente finito sotto esame per una verifica tecnica sulla sua Skoda Fabia RS Rally2. È una storia iniziata il 6 giugno, al termine della terza prova del Campionato, e arrivata nei mesi successivi fino alla giustizia sportiva Aci.
In mezzo ci sono state una verifica tecnica effettuata a Verona, un secondo controllo presso l’area tecnica Aci Sport di Roma, una decisione di esclusione, la successiva sospensione di quella decisione per effetto dell’appello e, ora, una nuova fase istruttoria davanti alla Corte Sportiva d’Appello. Il punto di partenza resta il Rally Due Valli e il fatto che stiamo parlando del massimo Campionato nazionale.
A Verona, Avbelj e Damijan Andrejka avevano volato sulle difficili PS della gara e conquistato la vittoria al termine. Per il pilota sloveno era stato un risultato importante nella sua stagione CIAR. La classifica sportiva, però, non venne immediatamente considerata definitiva.
Come previsto dalle procedure di gara, al termine della parte competitiva furono disposte verifiche tecniche post-gara. Tra le vetture individuate per i controlli c’era anche la numero 5 di Avbelj. I commissari tecnici sottoposero a controllo diversi particolari della vettura e, tra questi, la valvola pop-off, componente legato al controllo della pressione di sovralimentazione.
Durante la verifica emersero elementi che non consentirono di chiudere immediatamente il controllo. E già questo nel massimo Campionato Italiano non dovrebbe accadere. I Commissari Sportivi decisero di trattenere le valvole pop-off delle vetture interessate alla verifica e di procedere con ulteriori verifiche in un’altra sede. La stessa decisione dei Commissari chiariva che il riferimento alle anomalie doveva essere inteso, in quella fase, come un’incertezza relativa ai requisiti formali e al funzionamento dell’attrezzatura utilizzata per il controllo.
L’obiettivo dichiarato era ripetere la procedura con ulteriore strumentazione. La vettura di Avbelj tornò così sotto esame. Il secondo passaggio venne programmato per il 17 giugno presso la sede Aci Sport. Il concorrente venne convocato per assistere al completamento delle verifiche e, per la sua parte, fu rappresentato da un delegato. La misurazione riguardava ancora la valvola pop-off.
Secondo quanto riportato nella successiva Decisione n. 4 dei Commissari Sportivi, le misurazioni effettuate sulla valvola identificata con l’ologramma FIA A 4920 portarono a una media aritmetica di apertura pari a 1,96 bar. Il valore massimo indicato dalla normativa di riferimento era di 1,65 bar. Lo scostamento riportato nel documento era quindi di 0,31 bar, pari al 19 per cento rispetto al limite. I Commissari ritennero che le procedure operative previste dalla documentazione FIA fossero state rispettate. Quella verifica di Roma diventò quindi il passaggio centrale dell’intera vicenda.
Sulla base del rapporto del Commissario Tecnico Delegato ACI Sport, i Commissari Sportivi convocarono e ascoltarono il concorrente. Il 24 giugno arrivò la Decisione n. 4: Avbelj venne escluso dalla classifica finale ufficiale del Rally Due Valli. La decisione prevedeva anche il conseguente avanzamento degli equipaggi classificati alle sue spalle e la trasmissione degli atti agli organismi competenti per gli ulteriori adempimenti previsti dalla normativa sportiva. La vicenda, però, non terminò con quella decisione.
Poche ore dopo, il concorrente notificò l’intenzione di proporre appello. La comunicazione venne presentata nei termini previsti dall’articolo 23 del Regolamento di Giustizia Sportiva ACI. Per effetto di quella notifica, i Commissari Sportivi adottarono la Decisione n. 5, stabilendo la sospensione dell’efficacia della precedente esclusione fino alla definizione dell’iter previsto dalla giustizia sportiva. È questo il passaggio che ha trasformato una questione relativa alla classifica di una singola gara in un caso capace di incidere sull’intero campionato.
L’esclusione, infatti, non è diventata definitiva. Avbelj ha potuto continuare a correre nel CIAR e i risultati successivi sono stati acquisiti in una situazione nella quale il precedente risultato del Due Valli rimaneva ancora oggetto del procedimento. La conseguenza è particolarmente rilevante perché Avbelj è rimasto uno dei due contendenti al titolo assoluto insieme a Roberto Daprà.
Nel corso della stagione il duello è proseguito sulle prove speciali. Daprà aveva chiuso il Rally del Lazio Cassino al terzo posto, mentre Avbelj aveva conquistato la vittoria. Dopo la penultima gara del campionato, l’Aci indicava Daprà al comando della classifica CIAR Sparco con 97 punti, davanti ad Avbelj con 76. Andrea Crugnola, uscito di scena sulla Power Stage del Lazio, era terzo con 69 punti.
Il risultato del Due Valli continua però ad avere un peso proprio perché la sua definizione sportiva non è ancora conclusa. Ed è qui che entra in scena la Corte Sportiva d’Appello.
L’ultima fase del procedimento ha aggiunto un ulteriore elemento alla ricostruzione. L’ordinanza pubblicata dalla Corte Sportiva d’Appello il 21 settembre ha disposto un approfondimento istruttorio sulla vicenda. Al centro non c’è soltanto la misurazione effettuata a Roma, ma anche la ricostruzione delle operazioni che hanno portato il componente dal luogo della gara al secondo banco prova.
La questione riguarda quindi la tracciabilità del componente sottoposto alle due verifiche e le modalità con cui è stato effettuato il trasferimento. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, la Procura Federale ha richiesto un approfondimento dopo che nel procedimento era emersa anche un’accusa relativa alla possibile alterazione materiale.
La Corte ha ritenuto necessario acquisire ulteriori elementi presso l’organizzazione della gara e presso le strutture tecniche Aci Sport coinvolte nelle operazioni di verifica. Per questo motivo sono state individuate anche specifiche persone da ascoltare. L’ordinanza indica il commissario tecnico delegato Giuseppe Gargiulo e il presidente del Collegio dei Commissari Sportivi Claudio Gasparrini tra i soggetti chiamati a riferire sulle operazioni relative alla seconda misurazione. L’audizione è prevista per il 2 ottobre.
Il 2 ottobre, dunque, rappresenta un nuovo passaggio dell’iter. Non è ancora la sentenza sul merito della controversia. Ed è proprio questo il punto che mantiene aperto il caso. La Corte Sportiva d’Appello non ha ancora definito in via conclusiva la posizione di Avbelj rispetto alla decisione dei Commissari Sportivi del Rally Due Valli. L’ordinanza ha invece disposto ulteriori accertamenti prima della decisione. La vicenda, quindi, resta sospesa in attesa dell’esito dell’istruttoria e della successiva pronuncia. Che arriverà dopo Sanremo, magari prima di Natale. Forse con la Befana.
Nel frattempo il calendario sportivo corre. Il Rallye Sanremo, ultima prova del CIAR Sparco 2026, è fissato dal 16 al 18 ottobre. ACI Sport indica proprio la gara ligure come appuntamento conclusivo del campionato. Dopo il Rally del Lazio, Daprà è rimasto in testa con 97 punti e Avbelj lo segue a quota 76.
Sul piano strettamente sportivo, dunque, Sanremo sarà il teatro dell’ultimo confronto tra i due contendenti rimasti in corsa per il titolo. Ma sul piano regolamentare il risultato del campionato continua a essere legato anche a ciò che accadrà fuori dalle prove speciali. È questo il paradosso del CIAR 2026, dietro il quale ci sono piloti, copiloti e team che investono centinaia di migliaia di euro per vincerlo.
Il Campionato ha già attraversato sei appuntamenti e ha trovato nel confronto tra Daprà e Avbelj uno dei suoi principali motivi sportivi. I due sono arrivati all’ultimo round separati da 21 punti. Avbelj, inoltre, si presenterà a Sanremo forte di una vittoria appena conquistata al Rally del Lazio, mentre Daprà continua a non perdere colpi, ha chiuso la gara al terzo posto e ha consolidato la propria leadership.
Ma il loro confronto non può essere letto soltanto attraverso la classifica attuale, che appunto è congelata e potrebbe venire stravolta da una decisione di un organismo di giustizia federale (di 2° grado) e non può essere escluso che da questo si passi al Tribunale Federale (organo di 1° grado) e poi a quello del Coni.
La posizione di Avbelj al Due Valli resta un elemento sospeso, ma il tempo passa inesorabilmente e mentre tutti i professionisti di Aci Sport, dalla Commissione Rally al Promoter, si impegnano a promuovere un CIAR più coinvolgente possibile, si creano situazioni che portano ad un finale triste e teso. In cui nessuno potrà ancora festeggiare nulla. Non è certamente un fattore motivante. Non aiuta chi dovrà investire di nuovo il prossimo anno nella serie.
Se l’esclusione stabilita il 24 giugno dovesse essere confermata, gli effetti sulla classifica della gara veronese e sui punteggi del campionato sarebbero quelli conseguenti alla validità definitiva di quel provvedimento. Se invece il procedimento dovesse produrre un esito differente, la situazione sportiva del Due Valli dovrebbe essere considerata alla luce della decisione definitiva dell’organo di giustizia.
È proprio questa la ragione per cui la classifica del CIAR 2026 non può essere considerata definitivamente chiusa prima della conclusione del procedimento. Ma è drammatico pensare che ancora non si sa quando arriverà la decisione. Non si tratta soltanto di stabilire chi arriverà davanti a Sanremo. Il risultato dell’ultima gara potrà essere decisivo per il confronto sportivo, ma la certificazione definitiva del campionato dipenderà solo dall’esito della vicenda nata al Due Valli. A giugno!
La sequenza è ormai chiara. Il 6 giugno Avbelj vince il Rally Due Valli. Le verifiche post-gara sulla sua vettura fanno emergere la necessità di ulteriori controlli. Il 17 giugno la valvola viene sottoposta a una nuova verifica presso ACI Sport a Roma. Il 24 giugno i Commissari Sportivi, sulla base delle risultanze tecniche, dispongono l’esclusione di Avbelj. Lo stesso giorno il concorrente annuncia l’appello e l’efficacia dell’esclusione viene sospesa. Nei mesi successivi il procedimento prosegue davanti alla Corte Sportiva d’Appello. Il 21 settembre arriva una nuova ordinanza che dispone ulteriori approfondimenti. Il 2 ottobre è prevista l’audizione dei tecnici indicati dalla Corte. Poi dovrà arrivare la decisione.
Nel frattempo, il 16 ottobre, inizierà il Rallye Sanremo. Il calendario non può essere sospeso. Il procedimento sportivo, invece, ha seguito tempi diversi da quelli delle prove speciali. Ed è per questo che il CIAR 2026 arriva al suo ultimo appuntamento con due classifiche da tenere idealmente separate: quella sportiva, che vede Daprà davanti ad Avbelj dopo il Rally del Lazio, e quella definitiva, che dovrà tenere conto dell’esito del procedimento sul Due Valli.
La corsa al titolo, dunque, passerà dalle strade liguri e proseguirà a carte bollate. Quelle della giustizia sportiva. E prima della decisione finale c’è ancora una data cerchiata in rosso: 2 ottobre. Dopo quella giornata, il procedimento potrà compiere un altro passo verso la sua conclusione. Solo allora sarà possibile capire se la vicenda iniziata al termine del Rally Due Valli avrà ancora bisogno di aggiungere capitoli oppure se il CIAR potrà finalmente ritenersi concluso. Intanto, a Sanremo si potrà festeggiare solo il successo della gara. E pregare. Pregare. Sperare che l’illustrissimo giudice proferisca sentenza.
Il cronometro, a Sanremo, continuerà a correre. La classifica, invece, dovrà ancora aspettare. Speriamo non accada come quella volta in cui Giandomenico Basso ricevette conferma nei primi mesi dell’anno successivo e, dovendo saltare anche la premiazione Aci Sport, gli fu spedita a casa la coppa…









