CFR – Alpine A290 Rallye: la sfida elettrica nei rally francesi
Dopo il debutto dimostrativo al Mont-Blanc, la piccola sportiva prepara il suo ingresso ufficiale nelle competizioni
Durante il recente Rallye Mont-Blanc, tappa del Campionato Francese Asfalto, ha fatto la sua prima apparizione in pubblico la Alpine A290 Rallye, vettura 100% elettrica progettata per le competizioni su strada. Sebbene non iscritta ufficialmente alla gara, l’auto ha percorso le stesse prove speciali riservate alla Opel e-Rally Cup, in veste “dimostrativa”. Un’uscita simbolica ma significativa, che ha segnato l’inizio di un nuovo percorso per il marchio Alpine nel mondo del rally a zero emissioni.
Intervistato da RallyeSport, Sylvain Alanore, direttore aggiunto dei veicoli presso Alpine Racing, ha tracciato un primo bilancio molto positivo della partecipazione: “Sul piano tecnico tutto ha funzionato molto bene. È stato importante vedere la macchina in un contesto reale, competitivo. I test privati servono, certo, ma un rally comporta dinamiche più complesse come le sezioni di trasferimento, i controlli orari e la gestione del tempo. Era un’opportunità per osservare tutto questo nella pratica” L’Alpine A290 Rallye è stata pensata come la controparte elettrica della Renault Clio Rally5. Tuttavia, come precisa Alanore, il confronto diretto è stato reso complicato dalle condizioni di gara mutevoli nel corso della giornata. “È difficile fare paragoni diretti con le vetture termiche, ma sappiamo che con l’elettrico si ha sempre coppia disponibile. E al Mont-Blanc, in salita, questa caratteristica ha dato un certo vantaggio rispetto alla Clio”
Un altro punto di forza emerso è il telaio, che ha sorpreso anche il giovane pilota Mattéo Chatillon, al volante della vettura:”Il telaio è semplicemente eccezionale. Secondo Mattéo, la A290 Rallye è persino più divertente e agile della Clio Rally5. L’auto di serie aveva già una base solida, e l’adattamento alle esigenze del rally è stato relativamente semplice” Il programma di Alpine proseguirà con la presenza della vettura al Rallye Cœur de France, dove sarà esposta per il pubblico e per gli addetti ai lavori. In seguito, saranno organizzate sessioni di test per i potenziali clienti, in vista del debutto competitivo ufficiale previsto per novembre al Rallye de l’Indre. Alanore spiega che questa tappa è stata scelta per la sua posizione strategica e la vicinanza a diverse concessionarie Alpine. Sarà una gara unica, con un solo vincitore e premi in palio, pensata per lanciare un nuovo trofeo mono marca interamente dedicato all’elettrico a partire dalla stagione successiva.
Secondo Alanore, il progetto ha già raccolto un’attenzione significativa tra i team: “Sono stato sorpreso dal numero di feedback positivi. Diversi attori dei trofei monomarca tradizionali ci hanno contattato perché vogliono esserci fin dall’inizio, per vincere la prima gara della A290 Rallye. È un segnale forte: c’è spazio per l’elettrificazione del rally in Francia, anche dal punto di vista commerciale. Questo ci permette di attrarre nuovi sponsor e partner, diversi da quelli legati alle vetture termiche. La stessa Alpine è un marchio con un forte potere comunicativo“
Quanto all’accoglienza del pubblico, Alanore riconosce un certo scetticismo iniziale, ma non si dice preoccupato: “È normale. Fa parte della sfida di introdurre un nuovo concetto nel motorsport. Ma una volta che vedremo battaglie vere, con piloti di talento e team competitivi, sono convinto che anche il pubblico si avvicinerà. È una macchina veloce, bella da vedere passare. Diamole il tempo di dimostrare il suo potenziale” Dal punto di vista logistico e tecnico, l’approccio di Alpine è stato volutamente semplice, per non creare difficoltà agli organizzatori. Contrariamente ad altre formule, come la Opel e-Rally Cup, Alpine ha optato per un sistema basato su batterie già cariche da installare direttamente, con tempi di preparazione molto contenuti. L’obiettivo, a lungo termine, è chiaro: “Vogliamo che la A290 Rallye possa partecipare a qualsiasi rally della Coupe de France, senza vincoli infrastrutturali”








