In ricordo di Daniele Settimo, lo sportivo e il militare
O lo amavi o lo odiavi, perché Daniele Settimo era un “politico” e prendeva delle posizioni chiare e definite e guidando l’organo Aci per molti anni, intorno alla sua figura sono nati e morti schieramenti politici, consensi e dissensi. Aveva idee, molte. Aveva passione, molta. E come sempre, le idee non possono piacere a tutti.
Daniele Settimo, presidente della Commissione Rally Aci Sport e delegato federale per la Sicilia, la sua amata terra, quella a cui tanto ha dato e da cui altrettanto ricevuto, ha perso la sua battaglia contro un male feroce, che non gli ha dato né scampo e né mai tregua, portandolo via nel giro di pochi mesi. A 55 anni, la sera del 16 maggio (come abbiamo anticipato sulla nostra pagina social) si è spento. Da mesi si sapeva che lottava contro una malattia inguaribile e molto aggressiva. Ciò nonostante non ha mai mollato la “postazione”, c’è stato fino all’ultimo.
Daniele Settimo poteva piacere o non piacere, ovviamente è una questione soggettiva, ma è sempre stato un decisionista, uno che i dubbi li aveva fino alla decisione, poi portava avanti quella che riteneva una missione: guidare la Commissione Rally e fare sentire la voce della Sicilia nelle sedi centrali dell’automobilismo sportivo, nelle stanze in cui venivano prese le decisioni. Era un fedelissimo dell’ex presidente Aci, Angelo Sticchi Damiani, che proprio per la sua passione e per la sua fedeltà, sin dal primo anno di presidenza Aci, lo aveva voluto al vertice della Commissione.
O lo amavi o lo odiavi, perché Daniele Settimo era un “politico” e prendeva delle posizioni chiare e definite e guidando l’organo Aci per molti anni, intorno alla sua figura sono nati e morti schieramenti politici, consensi e dissensi. Aveva idee, molte. Aveva passione, molta. E come sempre, le idee non possono piacere a tutti. Non aveva un carattere burbero, come si tenta di far credere quando bisogna screditare un avversario. Ma come detto prima era un politico. Ed era anche un militare, un luogotenente. Quindi, portava avanti la sua politica e le sue idee con un suo staff di fiducia e in maniera risoluta e decisa.
Non era difficile “accendere” una discussione con Daniele quando si parlava di sport, ma era altrettanto facile chiuderla con una cordiale risata. Chi scrive, conosce Daniele dai tempi in cui si muoveva nella sua terra orbitando nella Federazione Italiana Karting (all’epoca indipendente da Aci e presieduta dall’avvocato catanzarese mimmo Gareri), quindi da metà anni ’90. In tante occasioni ho condiviso le idee di Settimo e gli ho attribuito dei meriti, che ancora oggi gli riconosco, tra questi la visibilità che è riuscito a dare ai “rally minori”. Tante altre volte ci siamo scontrati, come ad esempio sulla cancellazione o penalizzazione delle gare sprint e di tutto ciò che rappresentava un accesso a basso costo ai rally, sui problemi derivanti dalle scelte di accorciare eccessivamente i chilometraggi delle prove speciali, sui problemi derivanti dal mantenere troppi e inutili chilometri di trasferimento, eccetera. A volte lui non condivideva le mie idee, altre volte io non condividevo le sue. Tutto qui.
Negli ultimi sei mesi ci eravamo concessi una tregua, ci sentivamo spesso, quando non era d’accordo con le mie idee si limitava ad un “No, Marco…”, e non mi motivava più i suoi pensieri, perché non ne aveva la forza. Ma un giorno, prima della premiazione di Caltanissetta, al telefono mi aveva detto: “Continua così, siete diventati grandi”.
Prima di morire, Daniele era molto preoccupato, ma soprattutto era cosciente del fatto che non aveva più la forza di un tempo per continuare a lottare, in un momento in cui ce n’era davvero bisogno. Non si è arreso, anzi. Ha costruito e rafforzato una rete di contatti e alleati a cui lascia in eredità tanti delicati equilibri da gestire, nella speranza che il suo obiettivo politico – perseguito con successo per circa quindici anni – continui a compiersi, ossia che non si crei un asse esclusivamente centro-nordico in Aci e che l’Isola da Corsa abbia sempre piena voce grazie ad una nutrita rappresentanza.
Non solo uomo di sport, come detto. Daniele Settimo era un militare in carriera. Originario di Santa Teresa di Riva ma residente a Roccalumera, Settimo era noto per la sua dedizione al lavoro e per il suo impegno instancabile nei confronti della comunità. La sua carriera nell’Arma è stata contraddistinta da numerosi incarichi di responsabilità. Dopo aver guidato per quasi venti anni la stazione carabinieri di Antillo, Settimo ha assunto il comando della stazione di Limina, dove ha prestato servizio per due anni, prima di essere nominato comandante della stazione di Taormina a fine 2023. Durante la sua carriera, ha ricevuto il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana nel 2018 e l’onorificenza di Ufficiale al Merito nel 2023, riconoscimenti che attestano l’alto valore del suo servizio.
Cordoglio istituzionale
Il commissario straordinario dell’Automobile Club d’Italia, il generale Tullio Del Sette ha inviato il seguente messaggio: “Con profonda commozione abbiamo appreso la notizia della scomparsa del Presidente della Commissione Rally ACI Sport, Daniele Settimo. La sua figura ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per il mondo del motorsport nazionale, grazie alla passione, alla competenza e al costante impegno con cui ha contribuito, per anni, alla crescita e al prestigio dei rally italiani. A nome mio personale, del Sub Commissario ACI Giovanni Battista Tombolato e dell’intero Automobile Club d’Italia, desidero esprimere il più sentito cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di condividere con lui un percorso umano e professionale di grande valore. La sua eredità morale e sportiva continuerà a vivere nel lavoro di quanti proseguiranno sulla strada che lui, con dedizione e visione, ha percorso da protagonista”.
Commovente il messaggio che l’Aci indirizza a Daniele Settimo: “La Direzione centrale per lo sport in ACI e tutta l’Italia dello sport delle 4 ruote, si stringe in questo momento intorno alla signora Linda, moglie di Daniele, ai figli Azzurra ed Anthony ed ai familiari tutti. Si crea un vuoto nell’automobilismo sportivo e nel karting italiano, in cui mancherà una figura appassionata, competente ed attenta, come quella di chi per anni ha contribuito alla crescita dei rally italiani e dello sport automobilistico siciliano, con una particolare attenzione verso i giovani e la sicurezza. Ogni sforzo profuso è stato al servizio dello sport, con instancabile tenacia professionale e meticolosa attenzione verso ogni aspetto dell’automobilismo e del karting. A lui va la gratitudine dei giovani talenti, seguiti e guidati agli inizi della loro carriera dalla Federazione e dal Progetto Giovani. Fino in fondo, con grande generosità ha proferito ogni energia perché gli sportivi della sua regione avessero una festa all’altezza dei loro meriti, arricchita dalla presenza di gradi nomi che ne esaltassero il valore e l’impegno. Continua e costante l’attenzione dedicata ad ogni spetto e ad ogni disciplina, con un’apertura al dialogo che ha costituito il valore primario della guida autorevole ed al contempo disponibile della Delegazione regionale e della Commissione Rally. La Sicilia certamente guarda con gratitudine all’instancabile impegno di Daniele Settimo, che ha favorito il riconoscimento dei meriti delle gare e dei piloti isolani, perché fosse riconosciuto nelle sedi adeguate. L’istituzione del prestigioso “Premio Nino Vaccarella” porta la sua firma, per celebrare il sempre presente ‘Preside Volante’ attraverso il riconoscimento a figure di caratura mondiale del motorsport italiano. La presenza di Daniele Settimo mancherà!”.









