Henri Toivonen e quell’amore per la pista
Il campione finlandese ha iniziato la sua carriera con le monoposto e sognava la Formula 1 ma la spinta del padreo lo portarono a correre nei rally
Affascinante, carismatico, dotato di un talento puro e naturale per la guida, Henri Toivonen è ricordato come una leggenda dei rally. Ma ciò che molti ignorano è che il suo vero sogno non correva tra le foreste e la ghiaia: il suo cuore batteva per i circuiti di Formula 1.
Dai rally nel sangue alla pista nel cuore
Nato nel 1956, Henri Toivonen sembrava destinato al mondo dei rally. Suo padre, Pauli Toivonen, era stato campione europeo e vincitore del Monte Carlo Rally nel 1966, e fu lui a introdurre il giovane Henri alla magia della 1000 Laghi. La passione per il rally era così radicata che a scuola dichiarò senza esitazione: “Voglio diventare un pilota di rally“.
Eppure, a soli 12 anni, Henri fu colpito dal fascino della Formula 1. Iniziò a gareggiare sui kart e a 14 anni era già una promessa, tanto da laurearsi campione finlandese di ice-racing con una Simca. Dopo aver corso il 1000 Laghi nel 1975, il suo talento lo portò verso la Formula Vee, dove vinse il titolo nazionale nel 1977.
Con alle spalle il sostegno di Keke Rosberg, futuro Campione del mondo F1, Henri ricevette un’offerta da un team tedesco di Super Vee. Ma il destino lo dirottò di nuovo verso i rally: dopo uno straordinario quinto posto nel 1000 Laghi con una Chrysler Avenger, suo padre — che dirigeva il reparto sportivo dell’importatore Chrysler in Finlandia — lo spinse a continuare nei rally, offrendogli un programma completo con il team Talbot. “Facevo un rally ogni tanto solo per far contento mio padre“, confessò Henri nel 1982.
La scalata nei rally e l’occasione mancata
La carriera nei rally prese rapidamente quota: dalla Talbot Sunbeam, passando per Opel e Porsche, alla Lancia con le Gruppo B. La sua guida spettacolare e coraggiosa incantava, ma non bastava a placare il desiderio di Henri per le corse su pista.
Nel 1982, grazie alla sponsorizzazione Rothmans che finanziava anche il team Opel per cui correva il finlandese, ottenne finalmente una chance in Formula 3 con il team di Eddie Jordan. Dopo una vittoria in Formula Libre a Silverstone, Henri debuttò nella British F3 a Thruxton, duellando con coraggio per il nono posto nonostante un casco da rally che si appannava e lo faceva sbagliare qualche corda. “Era un talento puro. Con pochi giri era già competitivo“, ricordano David Hunt, fratello del James campione del mondo di F1, e Mark Peters, suoi compagni di team.
Henri tornò a Thruxton per un’altra gara F3 non valida per il campionato e finì quarto, dietro ad un giovane Ayrton Senna. Mise a segno il terzo miglior tempo in gara. Ma le sue priorità rimasero nei rally, e un programma più intenso con l’Opel Manta Gruppo B nel 1983 pose fine (quasi) definitivamente al sogno in monoposto.
Le corse endurance e l’ultima gara
Henri non abbandonò del tutto la pista. Nel 1983 prese parte a una gara del Campionato Endurance con la Porsche 956 del team di Richard Lloyd, dividendo l’abitacolo con Derek Bell e Jonathan Palmer alla 1000 Km del Mugello, dove conclusero terzi. “Fece un buon lavoro. Non eccezionale, ma solido. Era un ragazzo fantastico, senza ego“, ricordò Bell.
Quella fu l’ultima gara su pista di Toivonen. Gli anni seguenti furono interamente dedicati al programma Lancia nel Gruppo B, dove si affermò come uno dei piloti più veloci e temuti. Fino a quel tragico 2 maggio 1986, quando perse la vita insieme al copilota Sergio Cresto al Tour de Corse, a bordo della Lancia Delta S4. La sua morte segnò la fine dell’era del Gruppo B.
Formula 1: un sogno mai realizzato
Per chi lo ha conosciuto da vicino, non ci sono dubbi: Henri Toivonen sarebbe potuto diventare un pilota di Formula 1. “Eddie Jordan disse che, tra tutti i piloti che aveva avuto, Henri era il più talentuoso“, racconta suo fratello Harri.
Henri aveva la velocità, la tecnica, la fame. Quella fiammata sulla pista di Thruxton, quella vittoria a Silverstone, quell’assalto in curva con il piede incollato all’acceleratore, raccontano di un pilota nato per correre. Anche tra i cordoli
Il motorsport ha perso troppo presto un talento fuori dal comune. Ma il ricordo di Henri Toivonen vive ancora, tra le pieghe delle speciali di un rally, nelle curve di un circuito, e nei racconti di chi ha intravisto, anche solo per un momento, cosa sarebbe potuto diventare un campione dei rally con il cuore da pilota F1.








