La IA entra nella safety camera FIA
Il sistema consiste in una videocamera ad alta definizione installata sulle vetture da competizione, orientata verso la strada e le aree laterali del percorso. Il flusso video non viene semplicemente registrato, ma analizzato in tempo reale da algoritmi di visione artificiale in grado di riconoscere sagome umane, movimenti e posizioni rispetto alla carreggiata e alle zone di sicurezza.
Nel primo giorno della FIA Safety Week 2026, la Fédération Internationale de l’Automobile ha scelto di mettere al centro dell’agenda uno dei temi più sensibili dell’automobilismo contemporaneo: la sicurezza nei rally su strade chiuse. Non si è trattato di un annuncio generico o di una dichiarazione di principio, ma della presentazione concreta di una tecnologia che nel corso del 2025 ha già dimostrato di poter cambiare in profondità il modo in cui viene gestito il rischio lungo i tratti cronometrati. La AI Safety Camera, sviluppata in collaborazione con la start-up croata Calirad e sostenuta dalla FIA Foundation, è oggi il primo sistema di monitoraggio automatico degli spettatori basato su intelligenza artificiale ad essere stato validato in un campionato internazionale come il FIA European Rally Championship.
L’obiettivo della FIA è chiaro: superare il modello tradizionale di controllo affidato quasi esclusivamente a commissari umani e radio, introducendo una sorveglianza continua, oggettiva e distribuita lungo l’intero percorso della prova speciale. Nei rally moderni, dove le vetture superano spesso i 180 km/h su strade strette e con pubblico molto vicino all’azione, la gestione del pubblico è diventata uno dei fattori di rischio più critici. Basta una sola persona in una zona vietata per trasformare una situazione di gara in un potenziale disastro. L’AI Safety Camera nasce proprio per intercettare questo tipo di rischio prima che si materializzi.
Il sistema consiste in una videocamera ad alta definizione installata sulle vetture da competizione, orientata verso la strada e le aree laterali del percorso. Il flusso video non viene semplicemente registrato, ma analizzato in tempo reale da algoritmi di visione artificiale in grado di riconoscere sagome umane, movimenti e posizioni rispetto alla carreggiata e alle zone di sicurezza. Quando l’algoritmo identifica la presenza di uno o più spettatori in una posizione considerata pericolosa, genera immediatamente un alert che viene trasmesso alla direzione di gara.
Uno degli aspetti più innovativi del progetto è la sua architettura di comunicazione. Nei rally europei, e ancor più in quelli mondiali, molte prove si disputano in aree montane o rurali prive di copertura cellulare stabile. Per questo motivo il sistema Calirad utilizza una combinazione di GSM, Wi-Fi e soprattutto Starlink, la rete satellitare a bassa orbita che garantisce una latenza ridotta anche in zone completamente isolate. Questo consente di mantenere un flusso dati costante tra le vetture e il centro di controllo, rendendo possibile una supervisione praticamente continua dell’intero percorso.
Durante la stagione 2025 del FIA ERC, la FIA ha installato la AI Safety Camera su cinque vetture per ogni rally, selezionate in modo da coprire l’intera prova speciale a intervalli regolari. In totale il sistema ha generato oltre 100.000 immagini e circa 1.100 segnalazioni di potenziale pericolo. Questi numeri sono particolarmente rilevanti perché mostrano non solo l’ampiezza del campione analizzato, ma anche la frequenza con cui situazioni di rischio vengono effettivamente individuate, spesso in punti che non erano stati considerati critici nella pianificazione iniziale.
Ogni alert viene visualizzato in tempo reale nella sala di controllo della direzione di gara, dove gli ufficiali possono verificare immediatamente l’immagine, valutarne la gravità e decidere l’intervento più appropriato. In molti casi ciò ha significato inviare commissari o ufficiali di percorso per allontanare il pubblico prima dell’arrivo del concorrente successivo, evitando così di dover interrompere o neutralizzare la prova. Questo approccio proattivo è uno dei principali vantaggi del sistema rispetto ai metodi tradizionali, che spesso si basano su segnalazioni tardive o su interventi dopo che il rischio si è già materializzato.
Nel corso del Seminario sulle Strade Chiuse organizzato dalla FIA nell’ambito della Safety Week, Yann Dion, ingegnere responsabile della sicurezza delle prove su strada, ha descritto l’impatto della tecnologia in termini molto netti: “È una rivoluzione nel controllo del rischio. Ora la direzione di prova può vedere tutto, in ogni punto della prova speciale, valutando come la situazione evolve a intervalli di 15 minuti o ogni 10 vetture”. Questa capacità di avere una fotografia dinamica e aggiornata del comportamento del pubblico consente di trasformare il piano di sicurezza da documento statico a strumento operativo in continua evoluzione.
La FIA non intende fermarsi alla semplice rilevazione degli spettatori. Il passo successivo, già in fase di implementazione, è l’integrazione della AI Safety Camera con altri flussi di dati provenienti dalle vetture e dall’organizzazione. Tra questi figurano la velocità, la posizione GPS, l’angolo di sterzata, la tipologia di curva e le informazioni contenute nel piano di sicurezza ufficiale di ciascuna prova. Incrociando questi parametri con le immagini, il sistema sarà in grado di attribuire una priorità ai diversi alert, distinguendo per esempio tra uno spettatore vicino a un tratto lento e uno posizionato all’esterno di una curva veloce.
Questo livello di sofisticazione richiede però che l’ecosistema tecnologico dei rally diventi più aperto e interoperabile. Per questo la FIA ha annunciato l’intenzione di definire specifiche tecniche pubbliche per la AI Safety Camera, in modo da consentire a più produttori di sviluppare soluzioni compatibili. L’obiettivo è evitare una dipendenza eccessiva da un unico fornitore e favorire la concorrenza, con benefici in termini di costi, innovazione e resilienza del sistema.
Parallelamente al progetto delle telecamere intelligenti, la FIA sta completando un’importante revisione dei sistemi di tracciamento dei concorrenti. Le specifiche attualmente in vigore risalgono al 2021 e, pur avendo rappresentato un grande passo avanti rispetto al passato, mostrano oggi limiti in termini di capacità di integrazione e di gestione dei dati. La nuova versione delle specifiche tecniche è stata finalizzata nel corso del 2025 e entrerà in vigore ufficialmente nel 2026, con un impatto diretto su tutti i fornitori di hardware e software di tracking.
Il principio guida di questo aggiornamento è la compatibilità. Come ha spiegato Dion, la FIA vuole evitare che ogni organizzatore debba adattare il proprio piano di sicurezza a seconda del sistema di tracciamento utilizzato. Per questo motivo l’ingegnere ha invitato esplicitamente i fornitori a dialogare con la federazione prima di sviluppare o aggiornare le proprie soluzioni, in modo da garantire che rispettino le nuove specifiche e possano essere integrate senza problemi nei rally internazionali.
Il tema della armonizzazione dei dati di sicurezza è forse quello più strategico nel medio periodo. Fino a oggi, telecamere, sistemi di tracking, radio di gara e strumenti di gestione del pubblico hanno spesso funzionato come silos indipendenti, incapaci di scambiarsi informazioni in modo automatico. Questo ha costretto gli organizzatori a costruire piani di sicurezza su misura per ogni evento, con un elevato rischio di incoerenze e lacune.
Per superare questo problema, la FIA ha creato un modello comune di dati, un vero e proprio linguaggio standardizzato che definisce quali informazioni devono essere raccolte, in che formato e con quali livelli di priorità. I gruppi di lavoro della federazione stanno attualmente definendo un dataset unico che includerà dati di tracciamento delle vetture, immagini e alert delle AI Safety Camera, posizioni dei commissari, mappe delle zone spettatori e altri elementi critici. In questo modo, tutte le componenti del sistema di sicurezza potranno “parlarsi” senza bisogno di traduzioni o adattamenti manuali.
L’impatto pratico di questa armonizzazione sarà significativo. Una direzione di gara potrà, per esempio, vedere su un’unica interfaccia la posizione esatta di una vettura, l’alert generato dalla telecamera a bordo, la distanza dal commissario più vicino e il tipo di intervento previsto dal piano di sicurezza. Questo riduce drasticamente i tempi di reazione e aumenta la probabilità di risolvere una situazione critica prima che si trasformi in un incidente.
Nel loro insieme, questi sviluppi indicano una trasformazione profonda del modo in cui la FIA concepisce la sicurezza nei rally. Non più solo regolamenti e presidi umani, ma un ecosistema digitale integrato, basato su sensori, intelligenza artificiale e dati condivisi in tempo reale. L’esperienza maturata nel FIA ERC durante il 2025 dimostra che questa visione non è più teorica, ma già operativa. La sfida per il 2026 e gli anni successivi sarà estenderla a un numero crescente di campionati e di organizzatori, mantenendo al tempo stesso standard elevati di affidabilità, trasparenza e controllo.









